Province, il tempo è scaduto

I Riformatori sardi vogliono l’abolizione totale delle Province. Si farà in due tempi perché “costretti” dalla Coastituzione, ma si farà. Il vice presidente del Consiglio regionale e coordiantore regionale dei Riformatori sardi., Michele Cossa, ha spiegato così la road map del partito sulla nuova architettura costituzionale interna della Sardegna. Dunque, la proposta di legge approvata in commissione Riforme

qualche giorno fa è solo il primo passo. Il secondo (un po’ più lungo, visto l’iter) è la proposta di legge Costituzionale che modifica lo Statuto e cancella dall’ordinamento sardo le Province, prevedendo solo i Comuni senza dunque enti intermedi.

Del resto, non si poteva fare diversamente, hanno spiegato in conferenza stampa in Consiglio regionale il vice presidente del Consiglio regionale Michele Cossa e i consiglieri regionali, Franco Meloni e Pierpaolo Vargiu. Il testo approvato in commissione cancella le quattro Province regionali (Gallura, Ogliastra, Sulcis e Medio Campidano),  lasciando solo le quattro storiche seppur svuotate di conmpetenze e poteri, non

elettive direttamente  senza benefit ed emolumenti per gli organi. Poi toccherà alle storiche, così come del resto viogliono i Riformatori e i sardi che hanno fatto vincere i referendum del 6 maggio.

“La scadenza del 31 ottobre, prevista dalla legge regionale post referendum”, ha spiegato Cossa, “non è stata rispettata, ma a distanza di 12 giorni la commissione Autonomia del Consiglio regionale ha approvato un testo che cancella le quattro nuove. Ora occorre una legge costituzionale per intervenire sulle altre quattro, non si può fare in un unico passaggio: è un percorso lungo, che non può essere attuato in tempi brevi visto anche la scadenza della legislatura nazionale”.

Quanto fatto dalla commissione, comunque, è importantissimo. “Sono state cancellate le nuove province – ha proseguito Cossa –  previsto il trasferimento delle competenze, indicato che gli organismi devono essere di secondo livello e l’elettorato, attivo e passivo, affidato ai sindaci: il consiglio provinciale è scelto dai primi cittadini, il presidente della Provincia è eletto dal Consiglio provinciale e non sono previsti emolumenti di alcun genere”.


 Pierpaolo Vargiu è stato categorico. “Pur con le contraddizioni della politica, si sta comunque andando avanti nell’attuazione di quanto stabilito dagli elettori con i referendum. Dopo il 28 febbraio del prossimo anno, le quattro nuove province non esisteranno più, nonostante l’alzata di scudi che già ha scatenato l’approvazione della proposta di riforma in commissione”. Dello stesso avvis anche Franco Meloni: “Smantelliamo gli organi di secondo livello e soprattutto l’apparato politico, in attesa della riforma”.

Se vuoi leggere la proposta di legge costituzionale dei Riformatori sardi clicca qui

 

2 commenti su “Province, il tempo è scaduto”

  1. Lucio

    Non ci siamo mai illusi che sarebbe stato un percorso breve, ma l’importante è che finalmente si sta realizzando.

  2. Guido

    Come al solito tanti passaggi, tanta burocrazia, ma l’obiettivo finalmente è raggiunto!

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