Attenzione alla Controriforma

Non c’è alcun dubbio che la stragrande maggioranza dei consiglieri regionali non abbia amato i nostri referendum sui “costi della politica”. La vittoria del 6 maggio, sulla quale nessuno di loro avrebbe giocato due soldi, li ha,pertanto, travolti e storditi.

Presi in contropiede da un voto del tutto inaspettato, i nostri eroi non hanno avuto la forza e la freddezza di tentare in qualche modo di imbrigliare la volontà popolare. Pertanto, nei giorni immediatamente successivi al voto, ancora sotto pressione per l’esito referendario, sono stati costretti a ridursi gli stipendi e a fissare una data entro la quale approvare la riforma degli enti locali: il 31 ottobre!

Questa decisione non fu per loro, comunque, facile. Avevano tutti ben chiaro che la riforma non era una cosetta qualunque. Si trattava di mettere nero su bianco quanto deciso dai cittadini che, a stragrande maggioranza, avevano chiesto di abrogare le provincie: in particolare, quelle “sarde” (Gallura, Medio campidano, Ogliastra, Sulcis Iglesiente), subito, attraverso una legge regionale, e quelle “nazionali”(Cagliari, Sassari, Nuoro, Oristano) entro i tempi necessari perché la pdl costituzionale di scioglimento, approvata a Cagliari, avesse ottenuto anche l’ok del Parlamento.

Inoltre, in attesa che si compisse questo iter, le “provincie nazionali” sarebbero dovute essere svuotate di competenze, lasciando ad esse solo funzioni di pianificazione.

Un boccone amaro da ingoiare, dunque. Così amaro da poter indurre i consiglieri, col tempo nuovamente baldanzosi e sicuri

di se, a tentare qualche colpo di coda.

E questi ultimi si sono puntualmente materializzati.

Infatti, trascorso il termine del 31 ottobre non solo la Commissione consigliare non ha ancora iniziato a discutere del tema province ma, nella stessa Commissione sono state presentate alcune proposte di legge che vanno verso una vera e propria controriforma.

La più incredibile è quella presentata dalla Giunta!

Questa si disinteressa del tema, in verità complesso, relativo alla soppressione delle provincie nazionali; introduce solo marginali modifiche per quanto riguarda le competenze, lasciando più o meno le cose come stanno; si rimette alle legge statali per quanto concerne l’elezione e la composizione degli organi di governo.

Vogliamo riassumere in due parole a che punto è la vicenda provincie in Consiglio ? Non ci sbagliamo di molto se affermiamo che è in corso un palese tentativo di tradimento del referendum e dell’elettorato.

Ciò che appare più evidente è che il problema dei costi della politica e della semplificazione dell’ordinamento degli autonomie locali non è nella testa dei consiglieri.

3 commenti su “Attenzione alla Controriforma”

  1. Marco

    Tutto condivisibile, però, mi chiedo: come fate a continuare ad appoggiare questa Giunta regionale? Anzi, ad esserne ancora parte integrante? Non sarebbe legittimo, alla luce di quanto sta accadendo, abbandonare questo teatrino e ripresentarsi agli elettori con uno scatto di dignità? I tempi delle parole sono terminati, ma questo credo lo sappiate bene visto l’intelligenza che contraddistingue molti di voi. Cosa vi ferma? La paura di perdere il seggio?
    Abbiate uno scatto d’orgoglio o anche voi, come forse è giusto che sia, sarete accomunati a quella “casta” che dite di voler abbattere.
    Con stima

  2. Simone

    E’ deprimente leggere come i nostri consiglieri siano disinteressati a realizzare ciò che è il volere degli elettori… e anzi, sembra che lo contrastino con ogni mezzo.

  3. ornella

    L’orgoglio ed il coraggio si manifestano continuando a star dentro con Dignità, muovendo opinioni e formulando proposte concrete per approdare a rappresentare i Cittadini nella loro integra e manifesta volontà di cambiare (ed in meglio) la nostra Sardegna. Per creare opportunità nuove.
    Si è solo 6 su 80.
    Perché non chiedere dimissioni di quanti indagati o investiti di incarichi cumulati ?
    Si vorrebbe il cambiamento: si rema per questo e le vele sono gonfie.

    Si dev’essere consapevoli, quantunque, che la vera forza sta nel creare il confronto, non nel negarlo.

    Purché sia costruttivo e foriero di Onestà, intellettuale ma, sopra ogni altra cosa, morale.

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