Alessandra Pusceddu, coordinatrice Riformatori Oristano: ripartire dalle origini

Ripartire tornando alle origini, mettendo al centro la persona, sviluppando la capacità di ascolto. Alessandra Pusceddu, giovane coordinatrice di Oristano dei Riformatori sardi, rappresenta in pieno il nuovo corso del partito di Massimo Fantola.

La situazione economica e politica è difficile. Cosa fare secondo lei?

È vero, stiamo attraversando un momento assai difficile, sia per via della situazione politica nazionale e sia per la situazione politica e sociale che abbiamo nella nostra regione. E, cosa non di poco conto, c’è un grande malcontento generale. Sono tempi difficili e fare politica in questo momento storico è ancora più complicato. Diciamoci la verità il popolo non ha più nessuna fiducia nella politica e nelle istituzioni, e questo a causa del comportamento poco edificante che ci sta riservando la classe politica italiana. Dobbiamo tornare alle origini, quando la politica era fatta da uomini e donne il cui unico interesse era quello di fare il bene comune e non anteporre il proprio tornaconto personale.

Allora che fare?

La gente è stanca di tutto ciò, ci sono famiglie che combattono (e dico combattono perché ormai è una guerra per la sopravivenza) tutti i giorni per poter campare. Da qui dobbiamo rincominciare, stando vicini alla gente, ascoltando i loro problemi, le difficoltà e le incertezze che devono affrontare quotidianamente  cercando nel miglior modo possibile di aiutarli a vivere in quella dignità che è un diritto di tutti. Niente di trascendentale; un lavoro, un tetto dove vivere, servizi pubblici a cui poter accedere per migliorare la qualità della vita. Dobbiamo riprenderci la fiducia delle persone.

Il problema è come….

La formula magica è ovvio nessuno ce l’ha, ma una cosa è certa, Dobbiamo stare in mezzo alla gente, facendoci conoscere per quello che siamo, cioè cittadini come loro, né più e né meno.

A livello economico, quali sono i punti su cui lottare?

Nel passato remoto la Sardegna è stata il granaio di Roma e nell’immediato dopoguerra si è sviluppata la risicoltura,  altro fiore all’occhiello della nostra provincia. Abbiamo potenzialità naturali che possono e devono  essere utilizzate e valorizzate. E poi le coste della provincia di Oristano con le zone umide che sono l’80% di tutte le zone umide della  Sardegna si sono sempre  distinte per la qualità e la quantità dei suoi prodotti ittici apprezzati anche al di fuori dell’Italia. Certo, un cattivo utilizzo delle risorse ha fatto sì che questo settore entrasse in crisi. Bisogna intraprendere politiche lungimiranti e a lungo termine e non, come si è fatto spesso e volentieri, una strategia di mero sfruttamento del territorio legato anche alla ricerca di contributi facili più che a un progetto razionale di sviluppo e produttività. Per non parlare dell’artigianato settore che potrebbe diventare veramente importante per l’economia del territorio. E poi, punteremo sulla viabilità, i trasporti spesso carenti e

sul rilancio turistico.

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