Riformatori e Italia Futura, un feeling solido

Riformatori sardi e Italia Futura possono unire le forze per traghettarela Sardegna e l’Italia verso il cambiamento vero della Terza Repubblica ?

Due movimenti che trovano il loro valore aggiunto nella “diversità” rispetto alla politica del quotidiano e si pongono il grande obiettivo di rivoluzionare la nostra società. Due movimenti affini per tanti motivi, ideali e politici, che vogliono unire l’area cattolica e liberale che sta tradizionalmente al Centro. Ma guai a chiamarli “moderati” si ritengono “estremisti di centro” e vogliono cambiamenti radicali!

Non è dunque un caso che Riformatori sardi e Italia Futura si siano ritrovati assieme venerdì 26 ottobre al padiglione D della Fiera di Cagliari, con una risposta di partecipazione davvero grandiosa per questi tempi di disaffezione allapolitica: oltre 600 persone, la classe dirigente dei Riformatori di tuttala Sardegna, si è stipata in una sala diventata inaspettatamente troppo piccola per contenere tutti. Con tanti, tantissimi simpatizzanti del movimento in piedi, ad ascoltare, riflettere, discutere, interrogarsi sul futuro.

L’ incontro è durato oltre due ore. Centoventi minuti intensi di domande schette e risposte fuori dal politichese, senza spazio per gli equivoci e senza sconti, tutti attenti a capire se davvero Italia Futura può riaprire la strada alla speranza.

Sul palco il coordinatore regionale del partito, Michele Cossa, il coordinatore nazionale di Italia Futura, Federico Vecchioni, e il coordinatore regionale del laboratorio politico, Gigi Picciau.

Ma a fare gli onori di casa è stato il leader storico Fantola, che ha aperto l’incontro, senza cortine fumogene e depistaggi. “Bisogna dirlo con chiarezza – ha detto il leader dei Riformatori – tra noi e Italia Futura c’è una consonanza di idee e di progetti che ci porta a riflettere seriamente sulla possibilità di lavorare insieme”. Rotti gli indugi Fantola ha spiegato perché vede un partner possibile. E, punto per punto, ha elencato le similitudini tra i due movimenti, ma soprattutto ha rivendicato l’orgoglio di essere e sentirsi Riformatori. “Adesso in tanti parlano di primarie e noi siamo contenti – ha detto – ma forse è il caso di ricordare che siamo stati noi i primi parlarne, quando tutti sorridevano all’idea e ci dicevano che era un qualcosa di inapplicabile”. E poi il ricambio della classe politica, leit motiv di Italia Futura, “è ciò che i Riformatori sardi non solo propongono ma applicano da sempre”. Dunque le regole, regole che valgono per tutti e non solo per qualcuno, una missione liberal democratica (nel dna del riformatore doc), attenta al sociale.

“Ci hanno sempre accusato di scegliere la strada della solitudine – ha detto ancora il leader dei Riformatori – solo perché abbiamo sempre declinato tutti gli inviti ad accasarci con partiti e movimenti nazionali. Non lo abbiamo fatto certo per snobismo, ma perchè siamo orgogliosi della nostra identità e della nostra diversità, costruita in tanti anni di fatica e siamo disposti a sacrificarla soltanto per un progetto di governo che abbia davvero l’ambizione di cambiare radicalmente questa Sardegna e questa Italia che non ci piacciono! Certo, questo non significa, ha proseguito Fantola, che i Riformatori rinuncino alla loro autonomia. Di

cui, anzi, sono gelosi. E il fatto che Italia Futura sia convinta sostenitrice di un’autonomia  responsabile (il sapersi amministrare senza sprechi, per intenderci) è anche questo un fatto positivo. “Il sistema politico italiano e sardo – ha detto ancora Fantola – sta crollando e c’è sempre più interesse per le risposte dell’area liberal democratica. In questa area, indubbiamente, il soggetto che rappresenta maggior novità e che dà maggiori speranze è senza dubbio Italia Futura. Non possiamo farci lasciar passare sotto il naso la novità che voi portate e dobbiamo approfondirla sino in fondo”.

Chiamati sul palco da Michele Cossa, sono intervenuti uno a uno i quadri dirigenti dei Riformatori, donne, giovani, uomini quotidianamente impegnati per la crescita del Movimento.

Infine, è toccato a Vecchioni, spiegare cosa è Italia Futura. “Vogliamo- ha detto- un’Italia più aperta, dinamica, libera, solidale e giusta. Questa è l’idea di nazione per la quale si è sempre impegnata Italia Futura, raccogliendo competenze e impegno civile per proporre scelte concrete e coraggiose.  Scelte in grado di liberare le energie del merito, della concorrenza e della crescita che in quest’ultimo ventennio sono state frenate da una politica incapace di assumersi le proprie responsabilità”. E “il governo guidato da Mario Monti rappresenta una positiva esperienza di discontinuità con la vecchia politica, ha avuto il merito di restituire credibilità all’Italia e ha avviato riforme che nel prossimo futuro dovranno essere completate e rese irreversibili grazie al sostegno democratico di milioni di italiani”. Insomma, “possiamo passare dalla protesta alla proposta e restituire speranza al Paese soltanto se l’offerta politica cambierà davvero e se al fallimento della Seconda Repubblica seguirà un passo avanti con assunzione di rsponsabilità delle tante risorse civiche, culturali e associative di cui l’Italia è ricca”.

Italia Futura, ha aggiunto Vecchioni, “ha scelto di investire il proprio capitale di idee in questa partita, con la trasparenza che ha sempre contrassegnato le nostre battaglie e con l’impegno dei nostri moltissimi associati che su tutto il territorio lavorano in regime di volontariato. Il nostro progetto chiede un passo indietro ad uno Stato debole ma pervasivo, chiede la riduzione dell’ormai intollerabile carico fiscale soprattutto per i lavoratori e le imprese, chiede una coraggiosa riforma della macchina burocratica e un nuovo rapporto tra Stato e cittadini,chiede  la scommessa su cultura e lavoro come motori fondamentali della crescita, la riattivazione dell’ascensore sociale soprattutto per giovani e donne. Sono idee e proposte con cui ci rivolgiamo a quella maggioranza degli italiani che non sa più cosa votare, che non si riconosce nei vecchi partiti e che attende una nuova proposta politica”.

Il travolgente applauso che ha concluso l’intervento di Vecchioni conferma che il feeling tra Italia Futura e i Riformatori è solido: l’obiettivo sembra davvero lo stesso. Cambiare radicalmente l’Italia ela Sardegnae traghettarle versola Terza Repubblica.

4 commenti su “Riformatori e Italia Futura, un feeling solido”

  1. Valentina

    Credo che molti iscritti e simpatizzanti, dopo un’iniziale diffidenza, si siano convinti che Italia Futura è molto vicina alle posizioni che i Riformatori hanno sempre avuto.

  2. Marco

    Il discorso di Vecchioni è stato molto interessante e coinvolgente. Penso che i Riformatori stiano facendo la scelta giusta.

  3. Guido

    Una sala davvero strapiena… è la dimostrazione che la politica, nonostante tutto, interessa ancora.

  4. Ernesto

    Tutta la mia simpatia a Voi, e non al premier Monti le cui “riforme” non mi convincono e le reputo solo recessive. Non credo assolutamente in una ripresa economica prima della fine del 2014 o i primi 6 mesi del 2015.
    Comunque buon lavoro in nome della Sardegna.

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