Riforma della legge elettorale, Movimento Donne in campo

Doppia preferenza di genere, liste più equilibrate con l’obbligo di riservare almeno un terzo dei posti a uno dei due sessi, sanzioni per i partiti e le liste che non rispettano gli obblighi. Sono questi i punti cardine della proposta di legge presentata questa mattina dal Movimento Donne dei Riformatori sardi, in una conferenza stampa che si è svolta nella sede regionale del partito in via Firenze a Cagliari.

Anna Maria Busia, coordinatrice cittadina di Cagliari e animatrice del Movimento Donne, spiega perché questa proposta è così determinante. La Corte Costituzionale, ha detto, “è stata categorica. Preso atto della storica sotto-rappresentanza delle donne nelle assemblee elettive, non dovuta a preclusioni formali incidenti sui requisiti di eleggibilità , ma a fattori culturali, economici e sociali, i legislatori costituzionale e statutario indicano la via delle misure specifiche volte a dare effettività ad un principio di uguaglianza astrattamente sancito, ma non compiutamente realizzato nella prassi politica ed elettorale(Corte Costituzionale , sent. 4/2010). Per questa ragione, al di là di ogni altra petizione di principio sulla uguaglianza e sulla parità di opportunità che debbono essere date ad entrambi i generi, riteniamo che il passo fondamentale e imprescindibile sia la riforma della legge elettorale che sulla scia delle recenti novità in tema di parità di genere 1, debba essere realizzata nella nostra regione”.

Analoga proposta già presentata dai consiglieri regionali Meloni – Barracciu – Bruno – Diana, spiega ancora Busia, “ma crediamo che per le considerazione più sopra svolte e per le novelle legislative che sottolineano il contrasto tra la nostra legislazione regionale e le indicazioni sempre più pressanti che arrivano dalla comunità civile, si debba non solo procedere a riconsiderare la proposta testè indicata , ma rafforzare ulteriormente la riformulazione della norma seguendo le indicazioni del legislatore nazionale”.

PROPOSTA DI MODIFICA DELLA LEGGE ELETTORALE

Art. 3 della L.R. 6 marzo 1979, n.7, NORME PER L’ELEZIONE DEL CONSIGLIO REGIONALE.

<<Ogni elettore dispone del voto di lista per la circoscrizione elettorale provinciale e del voto di lista per la circoscrizione elettorale regionale.

Nelle liste dei candidati è assicurata la rappresentanza di entrambi i sessi.

Sia nella lista per la circoscrizione elettorale provinciale che nella lista per la circoscrizione elettorale regionale, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore ai due terzi dei candidati.

Ogni elettore può esprimere uno o due nomi di preferenza , scrivendo il cognome ovvero il nome e il cognome di due candidati compresi nella stessa lista.

Nel caso vengano indicate due preferenze , una deve riguardare un candidato di genere maschile e l’altra un candidato di genere femminile, pena l’annullamento della seconda preferenza.

2 Nel caso in cui non vi sia un adeguamento nella formazione della lista, così come indicato nei commi precedenti, si riduce la lista cancellando i nomi dei candidati appartenenti al genere più rappresentato, procedendo dall’ultimo della lista.

Qualora la lista, all’esito della cancellazione delle candidature eccedenti, contenga un numero di candidati inferiore a quello minimo prescritto, verrà ricusata.

1 Legge 12 luglio 2011, n.120 in materia di parità di accesso agli organi di

amministrazione e di controllo delle società quotate ; disegno di legge n.3290, per il riequilibrio della rappresentanza di genere nei consigli e nelle giunte degli enti locali.

2 commenti su “Riforma della legge elettorale, Movimento Donne in campo”

  1. Sara

    Una proposta assolutamente condivisibile, considerato lo strapotere degli uomini in ogni campo, a partire dalla politica.

  2. daniela

    la possibilita’ di intervenire equamente . . nelle decisioni politiche . . nei consigli di amministrazione . . in qualsiasi decisione che riguardi la vita pubblica. . senza piu’ essere discriminate e senza fare il doppio della fatica e avere la meta’ dei privilegi. . e’ un diritto oltre che un dovere . . basta aspettare che qualcuno se ne accorga . . prendiamoci quello che ci spetta . . considerando anche che a prova dell apporto positivo che le donne , nei paesi dove queste partecipano di piu alla vita sociale le cose vanno meglio . . occhio . . non e’ un caso!

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