Difesa, lo Stato non decida sulla testa dei sardi

Grande successo sabato della manifestazione promossa dai Riformatori sardi di Massimo Fantola e dal Centro studi del partito a Teulada, proprio davanti al poligono. Il tema: l’utilizzo delle aree militari da parte del governo non per finalità di difesa nazionale  ma per motivi economici e tutto senza passare attraverso una concertazione con la Regione e gli enti locali. Alla manifestazione hanno partecipato diversi amministratori locali e ovviamente il sindaco di Teulada.

Una questione sollevata più volte e sulla quale il gruppo dei Riformatori sardi in Consiglio regionale ha presentato una mozione. Al centro sempre il ruolo di Difesa Servizi spa e tutte le attività economiche (tra cui anche il fotovoltaico) messe su, senza neppure concordarle la Sardegna.
Il voce presidente del Consiglio regionale e coordinatore regionale dei Riformatori sardi,  Michele Cossa, è stato categorico. “Noi non siamo antimilitaristi e questa non è una manifestazione contro i militari – ha chiarito – il problema però è che il ministero del Difesa non può passate sulla testa dei sardi senza concordare questione che nulla hanno a che vedere con la sicurezza nazionale”. Senza considerare poi la decisione del ministero di procedere alle esercitazioni militari, senza aver avuto ancora il via libera da arte del comitato paritetico.
Nel luglio 2011, il Ministero della Difesa, con specifica convenzione di durata venticinquennale, ha ceduto alcune “aree militari” alla sua società in house che, nei giorni successivi, ha bandito una gara di tipo “economico” per la realizzazione di impianti fotovoltaici. Tale gara non sembra avere il mero obiettivo di garantire l’autosufficienza energetica dei siti militari interessati dal bando, ma ipotizza la realizzazione di “parchi fotovoltaici” di tali dimensioni, da rappresentare veri e propri insediamenti industriali.
Il Poligono militare di Teulada è tra le aree in concessione di gara e l’aggiudicataria ENEL GREEN POWER, nel novembre del 2011, ha annunciato di essere in procinto di installare un megaimpianto che impegnerà circa190 ettari di terreno, con una produzione prevista di 60 MW.
Certo non si tratta di un “piccolo impianto di autoproduzione” per soddisfare le esigenze energetiche del Poligono di Teulada. È evidente che siamo di fronte allo sfruttamento industriale di un  sito militare. Un impianto verrebbe dunque installato senza alcuna concertazione con la Regione Sardegna e contro il parere espresso dalle istituzioni locali (il Comune di Teulada in prima fila).  Addirittura il Comitato Misto Paritetico ha sospeso da tempo i propri lavori in attesa di chiarimenti sulla materia, mai prodotti dalla componente militare del Comitato stesso.
I Riformatori non credono che né il Ministero della Difesa, né la sua società in house “DIFESA SERVIZI Spa” siano in alcun modo autorizzati a “far cassa” su aree della Sardegna, che sono state concesse per fini di difesa nazionale, non certo per iniziative economiche ed industriali.
Ed è altrettanto chiaro che, se iniziative industriali ed economiche devono interessare

tali territori, ciò non può che avvenire con il pieno coinvolgimento e con l’autorizzazione delle autorità regionali e locali.

3 commenti su “Difesa, lo Stato non decida sulla testa dei sardi”

  1. Davide

    Questa è la considerazione che il Governo ha dei sardi: credono di poter sfruttare le nostre risorse e la nostra terra senza neppure chiederci il permesso.

  2. Enzo

    Qui l’energia costa sempre di più, e vorrebbero pure produrla nel nostro territorio senza darci la parte che ci spetta?

  3. Bruno

    Bravo Cossa per aver sottolineato che non si trattava di una manifestazione contro i militari. E’ bene distinguersi da chi non perde occasione per attaccarli, quasi sempre a sproposito.

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