Costi della politica, Cossa: Isola battistrada anche con l'abolizione delle Province

“La Sardegna ha fatto da battistrada nella riduzione dei costi della politica. È lo ha fatto principalmente con i referendum del 6 maggio, con l’abolizione delle Province e dei cda degli enti regionali, il taglio alle indennità e la riduzione del numero dei consiglieri regionali, “. Lo dice Michele Cossa, vice presidente del Consiglio regionale e coordinatore regionale dei Riformatori sardi in merito ai provvedimenti che il governo ha predisposto sui costi della politica.

“Adesso dobbiamo velocemente varare la riforma degli enti locali che deve necessariamente andare nel senso indicato dai referendum del 6

maggio. E poi non possiamo dimenticarci del referendum sull’abolizione dei cda degli enti e delle aziende regionali. Il nostro appello alle forze politiche è che non perdano neppure un minuto, i sardi da noi vogliono questo: procedere velocemente verso un abbattimento dei costi della politica, una riduzione sensibile del peso della politica nei bilanci pubblici, un ammodernamento della Sardegna nel senso indicato dai sardi con i referendum”.

3 commenti su “Costi della politica, Cossa: Isola battistrada anche con l'abolizione delle Province”

  1. gino

    Michele, permettemi di evidenziare che i costi della politica si abbattono sia intervenendo sul numero dei consiglieri regionali ma anche :
    -con un numero inferiore di consiglieri regionali, non più di 40 ( uno per ogni 37/38 mila aitanti) e con un numero inferiore di assessori. Tieni presente che bisogna cercare di limitare fortemente anche la nomina di assessori tecnici;
    -con un numero inferiore di province e relativo abbattimento del numero dei consiglieri e assessori;
    -con un numero inferiore di consiglieri comunali e relativi assessori;
    -con una forte riduzione o azzeramento delle varie municipalizzate, vere mangiatoie politiche;
    -con una riduzione marcata dei numero dei vari consigli di amministrazione dei vari Enti pubblici:
    -controllo serrato, effettuato da Organismi preposti, degli incarichi a consulenti esterni nei vari Enti. non ti sarà sfuggito che anche nel più piccolo Ente si vedono vari professionisti nominati dirigenti e coinsulenti e molti di essi non sanno neppure dove hanno i piedi;
    -forte riduzione dei vari emolumenti dati ai vari consiglieri, presidenti del consiglio, assessori, presidenti di giunta, sindaci, insomma tutti quelli che hanno incarichi politici, compresi i gettoni di presenza;
    -azzeramento totale di tutti i benefit, ad esempio, viaggi gratis, auto blu, e quantaltro;
    -limite ferreo di due legislature nelle varie istituzioni;
    -trasparenza e controlli serrati delle varie onlus e fondazioni;
    le citate sono solo alcune branche in cui bisogna intervenire immediatamente se non si vuole che gli incazzati, che sono ormai tanti, non decidano di formare gruppo, non di certo per scendere in politica, ma per andare a far uscire qualcuno dalla finestra, auspicando che ciò mai succeda, daile varie istituzioni.

    spero vivamente che chi ha orecchie per intendere, intenda, e si metta veramente a lavorare per il bene della Collettività e non per fini personali, vedi i vari scandali dell’area dell’ ex falck e della regione lazio. Ciao, Gino

  2. Chiara

    La Sardegna con i referendum è stata un esempio anche per le altre regioni, ma questa è una grossa responsabilità e ora il Consiglio regionale deve cercare di non deludere le aspettative.

  3. Mario poggi

    Mi dispiace constatare che mancano soli 15 giorni al fatidico 30 ottobre e di riordino delle province non c’è traccia… Anzi… Con la scusa dell’autonomia la Sardegna é scientemente e volontariamente rimasta indietro rispetto al riordino in atto nelle regioni ordinarie.. … Con il tacito assenso di tutte le forze politiche che non sanno fare altro che chiacchiere…. Quando si tratta di sopprimere poltrone tutti trovano sempre cose “più importanti” da fare…,.
    Siamo alle solite, per sbarazzarci di questi signori rimane solo il ricorso ai forconi.

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