Ecco perché abbiamo diffidato il Presidente Monti ed il Governatore della Sardegna

Di Roberto Frongia

Il principio comunitario “chi inquina paga” rappresent

a uno dei pilastri fondamentali sul quale si sono sviluppate le politiche ambientali in Europa ed è il grimaldello per far sostenere, in primo luogo, alle società di Stato i costi ambientali derivanti dall’esercizio delle loro attività. In questo senso il Presidente del Consiglio ed il Governatore della Regione non possono dimenticare che la responsabilità oggettiva per i danni all’ambiente in relazione all’esercizio di determinate attività pericolose è la regola generale

del sistema delineato dalla Direttiva 2004/35/CE e, pertanto, devono agire di conseguenza. La diffida, presentata alla stampa, sabato scorso, ha questa finalità, ricordare allo Stato le responsabilità delle Società Pubbliche e alla Regione l’invito a provvedere nelle forme e termini di legge in base alle proprie competenze. Un fatto è certo non si può più attendere. La situazione ambientale dell’Iglesiente risulta, drammatica, da un lato, a causa delle mancate bonifiche e, dall’altro, dall’ulteriore carico di sostanze tossico-nocive presenti nella discarica di Genna Luas che ospita gli scarti di lavorazione dei fumi di acciaieria della Società Portovesme S.r.l. . Si legge nelPiano di Bonifica delle Aree Minerarie Dimesse del Sulcis Iglesiente Guspinese ”… l’industria estrattiva ha determinato uno sviluppo economico positivo ma, la gestione non sempre corretta delle attività ha determinato l’eccessivo sfruttamento delle risorse, lasciando una pesante eredità in termini di salute umana e degrado ambientale”.

E’ sufficiente incrociare i dati del Piano di Bonifica, del Rapporto sullo stato di salute delle popolazioni residenti in aree interessate da poli industriali, minerari e militari della Regione Sardegna, con quelli dello studio E.S.A.- O.E. di Buggeri e dello Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento, che pone in rilievo il nesso di causalità tra patologie e presenza di inquinanti caratterizzanti il SIN, per comprendere come sia sostanzialmente provato il comportamento doloso e colposo delle società che si sono succedute, così come il colpevole ritardo di tutte le istituzioni. Tra discariche, fini abbancati e bacini sterili si sommano, nelle aree minerarie del sulcis iglesiente, oltre 40milioni di mc di ”rifiuti nocivi”. Per questi motivi, riteniamo non più rinviabile la questione ambientale sarda. Non è più procrastinabile il risanamento delle aree minerarie dismesse Sulcis Iglesiente Guspinese e le bonifiche delle aree di Portovesme. Se per Marghera si parla di 5miliardi di euro, la situazione dell’area Industriale di Portovesme non appare certamente diversa, anzi. A Taranto lo Stato paga 400milioni di euro per ridurre l’impatto ambientale dell’Ilva, le popolazioni del Sulcis Iglesiente non possono essere trattate diversamente.

Paghi chi ha inquinato e chi inquina, dunque, perché la Rinascita della Sardegna, quella economica, sociale, finanche morale, passa per il rispetto del diritto, dell’ambiente, del lavoro, della vita umana.

3 commenti su “Ecco perché abbiamo diffidato il Presidente Monti ed il Governatore della Sardegna”

  1. Gabriele

    Questa foto dice tutto: il nostro territorio è stato sfruttato per decenni e ora ci lasciano solo inquinamento e scorie nocive.

  2. Aldo

    Che vergogna, ci costringono a vivere in un territorio malsano e non spendono un euro per bonificarlo…

  3. Alice

    Il colore di quel terreno è impressionante, chissà tutte le sostanze chimiche pericolose che ci sono dentro!

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