Province: Opzione Zero

Ai primi d’agosto, in seguito alla manifestazione da noi organizzata di fronte a Palazzo viceregio, sede della Provincia di Cagliari, tutto il consiglio provinciale ha reagito votando una mozione contro i Riformatori. Caspita! Un fatto davvero inusua

le. Un’assemblea democratica che vota contro la manifestazione di un pensiero e lo svolgimento di una manifestazione, appunto democratica. Un voto paradossale ma anche un precedente pericoloso.

Avendo una cultura e un carattere per i quali il senso del dubbio è un atteggiamento positivo, volto al miglioramento, da coltivare, mi sono chiesto, anche come responsabile del Centro Studi di questo partito, se per caso avessero ragione loro e, quindi, in maniera razionale ha cercato di dare risposta alla domanda analizzando delibere, bilanci, e cercando di sviluppare un’ideale analisi di costi e benefici.

Mi sono posto le seguenti domande: Cosa effettivamente producono le province nel sistema dell’economia, della politica o della democrazia locale? Sono surrogabili con abbattimento di costi e limitazione della burocrazia e dei privilegi di casta?

Il bilancio della provincia è fatto per il 60% di servizi per la viabilità; per il lavoro; per

la pubblica istruzione e l’edilizia scolastica; il resto sono competenze in materia di pianificazione; ambientale; sociale; culturale; attività produttive e promozione del territorio.

Il sistema della viabilità noi pensiamo debba essere modificato attribuendo ogni competenza e gestione, per tutta la Sardegna a una società per azioni che prenda in carico anche le strade dell’Anas che, almeno in parte, ormai dal 1998, dovrebbero essere trasferite alle regioni. Si tratta di capire se noi sardi vogliamo e siamo capaci di muoverci secondo un principio di Responsabilità e Autonomia e, quindi, farci carico della gestione del nostro patrimonio edilizio e infrastrutturale.

I servizi per il lavoro in provincia sono diventati un doppione dei servizi già resi dall’Agenzia del Lavoro regionale. Essi vengono svolti anche da qualche centinaio di addetti assunti, parecchi anni fa, con i fondi straordinari del POR. Il punto è che, come spesso avviene in questo paese dall’enorme debito pubblico, quando i fondi straordinari finirono si utilizzarono quelli ordinari, e così si và aventi facendo gravare sulla fiscalità regionale il perdurare di questa situazione.

Nella pubblica istruzione e edilizia scolastica abbiamo visto nei bilanci quale sia l’effettivo ammontare degli oneri e come essi siano costituiti prevalentemente dal pagamento di bollette per acqua e luce, trasferimenti e stipendi del personale. La gran parte delle manutenzioni sono espletate dalla Proservice, società in house già pesantemente censurata dalla Corte dei Conti per le pratiche allegre e abnormi di gestione. I comuni potrebbero fare meglio.

Cultura, sociale e attività produttive riguardano prevalentemente la somministrazione di fondi alle associazioni spesso onlus, spesso amiche, che si occupano di organizzare sagre paesane, eventi di promozione delle cose più disparate, acquisto di libri, eventi culturali a volte di dubbia qualità e riuscita, e quant’altro. Si può eliminare senza alcuna paura di creare buchi.

Le competenze ambientali devono senza dubbio essere trasferite all’Arpas, ente con ramificazioni territoriali che ha, al proprio interno, competenze e conoscenze di qualità maggiori delle province e che potrà rendere pertanto un servizio migliore.

Uno speciale capitolo merita la Presidenza. In particolare quella di Cagliari, vero e proprio “ingurtoggiu” di residui e emolumenti. Se dovessimo portare un esempio di cosa sono le spese della politica questo sarebbe il massimo. Bastino alcuni richiami delle poste dello specifico bilancio: spese per trasferte 2010 del presidente € 87.000 (forse vanno alle Galapagos a parlare delle problematiche comuni delle realtà isolane). Contributi per associazioni per iniziative varie all’agosto 2012 € 930.000. Si noti bene che questa è la sola presidenza, nei vari assessorati ce n’è ancora e di più.

Si pensi infine che solo di staff politico la presidenza di Cagliari circa mezzo milione. Cui prodest? AMa al partito che detiene le redine del giochino, naturalmente.

A questo punto domando se tutto ciò sembra poco? A me sembra un’enormità … Ergo : Se ci è rimasto un briciolo di risorse per aiutare questo paese a salvarsi, dobbiamo incidere le ferite del paziente ed eliminarne le infezioni. Questa che ho descritto è una delle tante.

Quindi la nostra strategia nella riforma degli enti locali è l’Opzione Zero Province. Siamo convinti che le obiezioni che riguardano la menzione delle tre province nello statuto debba essere superata e forse lo è in base al principio definito nella Legge costituzionale n. 2/1993 che ha attribuito competenza legislativa esclusiva alla Regione Sardegna in materia di ordinamento degli enti locali e relative circoscrizioni.

Ad majora.

Antonello Gregorini

3 commenti su “Province: Opzione Zero”

  1. Pinella Molinas

    Ho ben poco da aggiungere a quanto è stato eloquentemente esposto.
    Sono tristemente d’accordo su tutto.

  2. Carlo

    Una serie di sprechi per un carrozzone che non ha più alcuna utilità, se mai l’ha avuta in passato.

  3. Federico

    87.000 euro solo per i viaggi del presidente sono un’enormità! Che vergogna.

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