Alleanze e sopravvivenza della classe politica

Mentre la Sa

rdegna affonda, la sua classe dirigete è tutta concentrata su se stessa, su i suoi problemi, sulle sue prospettive: in poche parole sulla sua sopravvivenza.

Una “ vocazione” che si afferma soprattutto nei momenti caldi della politica, come quello che stiamo vivendo e che segna l’avvio della campagna elettorale per le prossime regionali.

Se mettesi piede nel Palazzo lo potresti verificare tu stesso.

Scopriresti, innanzitutto, la frenetica agitazione che agita i suoi inquilini. Persino il più distratto tra loro fiuta aria di elezioni e tutti, trasformatisi in infallibili politologi, discutono sulla futura mappa del potere in Sardegna.

L’argomento principe riguarda le future alleanze e tu stesso constateresti che anche tra le file della attuale maggioranza solo in pochi sono disposti

a scommettere due lire sulla vittoria. Ascoltando le loro chiacchere sentiresti che la parola d’ordine è mollare Capellacci e stringere accordi con Silvio Lai; il tutto in quattro e quattro otto. D’altra parte tempo sembra non essercene più: l’attuale maggioranza, da sempre ostaggio delle divisioni interne, i suoi vertici istituzionali ( entrambi del Pdl) che fanno quotidianamente a botte, sta li li per perdere pezzi pregiati: c’è chi ha iniziato a fare le valigie, c’è chi dichiara di essere pronto a celebrare il funerale antecipato della Legislatura ed andare al voto in primavera, in coincidenza con le politiche.

Girando tra le stanze del potere vedresti come cresce la competizione tra i gruppi e gruppetti per avere per primi un rapporto con i democratici. Ance coloro che sino a ieri li apostrofavano come “comunisrti” orama non fanno che tessere le lodi di questo partito, oramai innovatore e liberale.

Sarebbe, forse, una sorpresa per te osservare come i democratici oramai sicuri della vittoria si limitino a dare patenti di affidabilità ai futuri alleati pretendendo da questi atti di pubblica contrizione per gli ultimi anni trascorsi al governo dell’isola.

Soprattutto vedresti che mentre lo Stato continua a tagliare e a non dare quanto deve alla Sardegna, le banche continuano a negare credito a famiglie e aziende, le industrie chiudono, i disoccupati e i cassintegrati aumentano. Il vecchio modo di fare politica che fa a pugni con l’economia reale che arranca. La politica che cerca di sopravvivere, mentre la Sardegna affonda.

E la nostra classe dirigente rompe vecchie alleanze e ne costruisce di nuove in assenza di uno straccio di programma , in mancanza di un progetto di riforma del sistema Sardegna, e senza un messaggio che sia in grado di dare un attimo di speranza e di prospettiva ai sardi.

2 commenti su “Alleanze e sopravvivenza della classe politica”

  1. Monica

    Un ritratto del Palazzo decisamente triste ma purtroppo veritiero.

  2. Stefano

    Un teatrino ridicolo. Spero che i sardi si ricordino di tutte queste cose, quando andranno a votare. E dovrebbero ricordarsi anche chi è stato l’unico a denunciarle.

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