Csl alle Province, il no dei Riformatori

Subito i Csl (centri servizi per il lavoro) all’Agenzia regionale del lavoro per non affrontare il problema del trasferimento all’ultimo momento. E cioé quando le Province non ci saranno più. E’ la proposta lanciata dal Centro studi dei Riformatori i

n una conferenza stampa simbolicamente convocata proprio davanti alla sede della Provincia di Cagliari, a palazzo Viceregio.

“Mancano ottantacinque giorni – ha detto Giorgio Angius, coordinatore provinciale del movimento – alla riforma: vorremmo evitare che nel frattempo non sia effettuata l’attribuzione delle competenze. Giusto che il servizio sia vicino ai cittadini. Ma questo deve avvenire con la regia dell’Agenzia e non della Provincia”. Tecnicamente

– spiegano in una nota i promotori dell’iniziativa – occorre una semplice modifica alla legge regionale: i Csl, secondo il piano elaborato dai Riformatori, potranno continuare ad essere articolazioni territoriali dell’Agenzia con la istituzione di otto dipartimenti. Guidati da otto dirigenti reclutati nei processi di mobilità del personale conseguente alla soppressione delle province. “Riteniamo un fatto grave – spiegano i Riformatori – dal punto di vista politico e istituzionale l’approvazione da parte della Giunta di un disegno di legge di riordino che, ignorando la soppressione delle province, prevede l’ampliamento delle loro piante organiche e l’indizione dei relativi concorsi”.

E al Consiglio provinciale di Cagliari che ha apprivato un ordine del giorno (trasversale) contro i Riformatori sardi per la convocazione della conferenza stampa sotto il Palazzo Regio, è arrivata la replica del coordinatore regionale Michele Cossa. “La scomposta reazione del Consiglio provinciale di Cagliari che, manifestando un’idea piuttosto singolare di democrazia, ha addirittura votato un ordine del giorno contro i Riformatori sardi è la dimostrazione palese, casomai ce ne fosse stato bisogno, di quanto le Province abbiano fatto il loro tempo. In sostanza – prosegue Cossa – i consiglieri provinciali, che oggi hanno una funzione semplicemente liquidatoria, continuano a riunirsi per discutere e votare documenti inutili anziché occuparsi di problemi della collettività. Oggi centrodestra e centrosinistra si sono unite per votarne uno contro un partito politico, una novità assoluta nel sistema istituzionale italiano. Evidentemente i Riformatori danno molto fastidio all’establishment e, ma questo lo sapevamo già, le Province non hanno null’altro da fare: una situazione imbarazzante anzitutto per loro. Meglio mettere subito fine a questa sofferenza”.

3 commenti su “Csl alle Province, il no dei Riformatori”

  1. Paolo

    Si può sapere cosa volevano ottenere con questo ordine del giorno? Cose assurde.

  2. maria

    Se tecnicamente è così semplice la modifica della legge che preveda il passaggio dei lavoratori all’Agenzia, perchè non la presntate voi stessi? Noi vi saremo eternamente grati se porterete a termine la vertenza che riguarda 363 lavoratori e lavoratrici, con famiglie al seguito! Non vorremo altro che il lavoro!!!

  3. Michela

    Sarebbe bastato usare un po’ di buon senso, e invece rendono le cose ancora più complicate di quello che sono.

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