Costituente, qualcosa adesso si muove

In attesa della manifestazione che si terrà dopo la pausa estiva per l’Assemblea Costituente, qualcosa inizia davvero a muoversi. I Riformatori sono determinati ad andare avanti con decisione e hanno messo le riforme al primo punto dell’agenda di gov

erno della Sardegna. “Giunta e maggioranza devono far approvare in Consiglio regionale le riforme secondo un preciso scadenzario e nel pieno rispetto del risultato referendario del 6 maggio, in particolare per quanto riguarda Costituente sarda, Province e abolizione dei cda degli enti regionali”, hanno ribadito i Riformatori, guidati dal coordinatore regionale Michele Cossa e dal capogruppo Attilio Dedoni, che hanno incontrato il presidente della Regione Ugo Cappellacci nell’ambito di vertici bilaterali per il rilancio dell’azione di governo nell’ultima parte della legislatura.

I sindacati sono preoccupati e sollecitano il Consiglio regionale. “La rimozione dell’Assemblea costituente da parte della Regione e della politica sarda è un atto grave e incomprensibile anche alla luce dell’esito referendario”, lo ha sostenuto il segretario della Cisl, Mario Medde, secondo il quale “si tenta di dimenticare così non solo la volontà popolare manifestatasi con il referendum, ma anche la crisi della rappresentanza politica e istituzionale nell’Isola che necessita di una risposta che tarda ad arrivare e che passa attraverso la partecipazione dei cittadini a una fase costituente che riformi una Regione inadeguata in termini di efficienza ed efficacia e di un nuovo Patto con lo Stato”. “Sembra quasi che il nuovo disegno delle istituzioni sarde, Ente locale, Ente intermedio e Regione, possa realizzarsi con una sorta di spezzatino – ha aggiunto Medde – che prescinda dalle indispensabili relazioni tra legge elettorale, forma di governo, legge statutaria e statuto. Non si vede, nel dibattito in corso, nella massima istituzione regionale, un disegno coerente di riforma che possa andare oltre la stagione ormai definitivamente in crisi dell’autonomia e della rinascita, mentre le difficoltà del rapporto Stato-Regione, si veda il Patto di stabilità e la vertenza sulle entrate, rendono ancora più evidente l’incapacità della Regione di fronteggiare la crisi produttiva e di contribuire a promuovere una nuova fase di crescita economica e sociale”. “L’invito che lo stesso Comitato per la Costituente ha rivolto alla Regione – ha concluso il leader della Cisl – finora é stato accolto in sede di ascolto solo dal Presidente del Consiglio. Ma chi ha la facoltà e il potere di decidere sull’attuazione della Costituente deve ora adoperarsi perché si approvi la norma necessaria a dare esecutività alla volontà dei sardi e a calendarizzare le elezioni della Costituente”.

Ma il Pd apre: “Concordo con i segretari di Cgil Cisl Uil e le associazioni che hanno firmato il documento che chiede che sia l’assemblea costituente, in linea col voto popolare del 6 maggio, a scrivere le riforme», spiega il segretario Silvio Lai. «Non si vede altro sbocco e poi anche Napolitano ha suggerito l’apertura a livello nazionale di una fase costituente al di fuori dalle logiche partitiche e di schieramento», sottolinea il segretario del Pd in un’intervista alla Nuova Sardegna. «Faccio un ragionamento di coerenza – spiega il segretario del Pd – nel senso che non si può immaginare una Costituente per fare riforme epocali e nello stesso tempo pensare di votare le idee guida di Cappellacci sul Ppr o una finta riforma sanitaria. Ci piace parlare chiaro: chi vota per far fare alla Sardegna passi indietro non potrà essere un nostro alleato o proporci convergenze programmatiche. La vecchia politica non ci interessa».

Un commento su “Costituente, qualcosa adesso si muove”

  1. Matteo

    La trattativa sarà lunga e difficile, ma intanto è apprezzabile l’apertura al dialogo e la disponibilità.

I commenti cono chiusi

Contattaci

Riformatori sardi
Coordinamento regionale
sede: Via Sant'Ignazio,30 - 09123 - Cagliari
telefono: 070 301131
Direzione Operativa: 070 6014279
email: info@riformatori.it