PROVINCE E INDENNITA’ OK, MA E' SOLO L’INIZIO

Dopo le Province, pur tra mille mal di pancia, il Consiglio Regionale ha onorato la seconda cambiale referendaria: quella sulle indennità.

Fare generic propecia online pharmacy “tagli veri” non era cosa facile e la tentazione di “far finta

di niente” rispetto al risultato del referendum sicuramente c’è stata.

Ma, alla fine, ha prevalso il “buon senso” e la necessità di dare ai cittadini il segnale che “questa volta si fa sul serio”.

Rispetto al 5 maggio – 2038 euro netti.

Rispetto al primo giorno della legislatura – 2695 euro netti.

Rispetto al giorno prima dei referendum (non rispetto al 2003…), la Presidenza del Consiglio comunica che ciascun consigliere base (senza incarichi aggiuntivi, senza indennità legate alla residenza fuori Cagliari) perde ogni mese 2.038 euro netti. Tutti gli altri, ovviamente, perdono cifre superiori.

  1. SENZA I REFERENDUM QUESTI TAGLI SAREBBERO STATI FATTI?

Siamo convinti che sia difficile negare che il risultato è merito dei referendum.

  1. SI PUO’ NEGARE CHE IL TAGLIO SIA STATO SOSTANZIALE?

Negare il risultato ottenuto sarebbe sbagliato, ma soprattutto ingiusto nei confronti dei tanti cittadini sardi che si sono impegnati per vincere i referendum e di quelli che in piazza, sul web, nelle riunioni di partito si sono battuti per difendere la volontà popolare quando si è diffusa l’impressione che il Consiglio Regionale fosse portato a “dimenticare”.

  1. SI POTEVA FARE DI PIU’?

Certo, si può sempre “fare di più”, ma non sarebbe neppure giusto dimenticare che “senza i referendum” non si sarebbe fatto niente.

D’altronde, la politica avrà presto l’occasione di dimostrare “cosa si può fare in più”: la campagna elettorale per le prossime regionali è comunque vicina e tutti i partiti potranno chiedere i voti agli elettori sardi anche in rapporto alla propria proposta sui “giusti” costi della politica e della democrazia.

I referendari, ancora una volta sentono la necessità di ringraziare i GARANTI del REFERENDUM: Aldo Accardo, Francesco Cesare Casula, Pietrina Chessa, Salvatore Cubeddu, Massimo Deiana, Maria Del Zompo, Gaetano Di Chiara, Antonella Di Luzio, Giuseppe La Sala, Giovanni Lobrano, Maria Antonietta Mongiu, Aldo Pavan, Giorgio Piras, Gregorio Raspitzu, Priamo Siotto, Antonella Siragusa, Silvano Tagliagambe, Bruno Troisi, Giorgio Valdes.

Sono tutte autorevoli e prestigiose figure della società civile sarda, che non hanno partecipato attivamente alla campagna elettorale referendaria ma, per senso civico, sono stati disponibili ad esercitare un ruolo di garanzia del rispetto della volontà espressa dai sardi.

La riduzione dell’indennità è dunque un passo avanti nell’attuazione della volontà referendaria, ma siamo ancora all’inizio di una strada che sappiamo bene essere lunga e difficile.

Ci batteremo perché l’agenda della politica sarda abbia al primo posto le altre 4 priorità indicate dai cittadini con i referendum.

  1. Riduzione del numero dei consiglieri regionali.

  2. Abolizione dei consigli di amministrazione “politici”.

  3. Elezioni primarie per scegliere i candidati alla Presidenza della Regione.

  4. Assemblea Costituente per “il progetto 2050” per la Sardegna.

L’ultimo “quesito referendario”, quello per la COSTITUENTE, interpreta forse nel modo migliore lo “spirito” complessivo dei referendum, che abbiamo sempre sostenuto vada ben oltre i singoli quesiti.

La sfida resta quella di riuscire a far partire la vera e propria rivoluzione pacifica del cambiamento di cui la nostra Isola ha urgente bisogno!

Nei prossimi giorni il Movimento Referendario presenterà dunque le ulteriori iniziative per garantire il rispetto della volontà popolare sui quesiti referendari, ma soprattutto per far ripartire dai Sindaci, dagli amministratori locali, dai rappresentanti della società civile, il percorso per la costruzione di un progetto di cambiamento che possa restituire alla nostra terra la speranza di sviluppo economico e sociale.

525.000 sardi il 6 maggio 2012 hanno detto chiaramente alla politica cosa vogliono, noi ci sentiamo di rappresentarli e non intendiamo tradire le loro aspettative.

2 commenti su “PROVINCE E INDENNITA’ OK, MA E' SOLO L’INIZIO”

  1. Luca

    E’ incredibile che i consiglieri si siano tagliati lo stipendio di più di duemila euro. Sinceramente se me l’avessero detto qualche mese fa non ci avrei creduto!

  2. Antonio

    Abbiamo dato un segnale forte, almeno ora i nostri consiglieri non si trovano nella parte peggiore della classifica e i loro stipendi sono sotto la media nazionale…

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