Intervista a L'Unione Sarda del coordinatore Michele Cossa: «Dal referendum inizia la svolta»

Erano al terzo posto tra i consiglieri regionali più pagati d’Italia, ora sono in fondo alla classifica. Il referendum del 6 maggio ha prodotto un risultato auspicato, limando ulteriormente i costi della politica, già tagliati prima del pronunciament

o dei sardi, con l’eliminazione degli odiati vitalizi, delle auto blu, di costi per portaborse e missioni e di privilegi vari. La somma, con le ultime riduzioni pari a tre milioni, fa poco meno di 25 milioni di euro. Costi in meno per la collettività. Michele Cossa, esponente dei Riformatori e del Movimento referendario, vice presidente del Consiglio regionale, è soddisfatto. «La consultazione ha prodotto un terremoto, ha avviato una rivoluzione che produrrà una vera e propria riforma della Regione».
Eppure voi Riformatori siete un po’ casta e un po’ anticasta.
«La politica viene percepita come casta anche a causa dei privilegi. Cancellando i privilegi riavviciniamo la gente alla politica».
E siete sicuri di averla riavvicinata?
«Con i referendum abbiamo contribuito ad avviare una rivoluzione. Certo, il riavvicinamento si realizza in vari modi: uno è essere più sobri e la battaglia per la riduzione del numero dei consiglieri e delle indennità va in questa direzione».
C’è chi non è soddisfatto dei tagli?
«Eravamo tra i più pagati, ora siamo tra i meno pagati, mi sembra un dato inequivocabile. Il consiglio regionale sardo ha fatto molto in questi tre anni dando un segnale di grande responsabilità in un contesto di crisi».
A proposito di istituzioni: tagliando le Province siete stati accusati di aver creato il caos istituzionale.
«Non è vero. È vero che abbiamo cancellato enti inutili. Ora ciò che conta è che le Province sono state sciolte e che lo abbiamo fatto prima che lo facesse il Governo. Certo, avremmo preferito una fase transitoria che desse maggiormente il segno del cambiamento netto».
Cioè?
«Un commissariamento».
In passato vi opponeste alla riforma delle Province.
«Non è vero».
Perché prima del voto non sono stati predisposti provvedimenti di legge

per applicare il referendum?
«Noi Riformatori abbiamo presentato nel corso degli anni proposte di legge su tutti gli argomenti oggetto del referendum, ma non sono mai state discusse. Anche per questo abbiamo promosso i referendum».
Non c’è il pericolo che ora si areni tutto?
«No, maggioranza e opposizione stanno lavorando su tutti i quesiti: è stato ridotto il numero dei consiglieri, ora si deve lavorare sulla Costituente, sulla quale siamo da sempre in prima linea e che per noi è una priorità».
E gli inutili cda degli enti?
«Ci si sta muovendo anche sulla loro cancellazione e in generale sulla soppressione degli organismi inutili. Se la Sardegna vuole essere competitiva deve alleggerire le proprie strutture amministrative e burocratiche e riscrivere il proprio statuto adeguandolo ai tempi».
Delle primarie per la scelta del candidato presidente della Regione non si parla.
«È un argomento che andrà inserito all’interno della legge elettorale in discussione in commissione autonomia. Insisteremo perché si faccia al più presto».
I vitalizi li avete eliminati, ma dalla prossima legislatura.
«Sarebbe stato impossibile farlo in questa perché abbiamo tutti versato i contributi. L’importante è che si sia fatto nel modo e nei tempi in cui si poteva fare. Le garantisco che il taglio dei vitalizi avrà ricadute importantissime».
Fabio Manca
(dall’Unione Sarda di sabato 7 luglio 2012)

2 commenti su “Intervista a L'Unione Sarda del coordinatore Michele Cossa: «Dal referendum inizia la svolta»”

  1. Simone

    Risposte chiare e convincenti!

  2. Giorgia

    Non si può realizzare tutto e subito. E’ stato fatto già tanto, ora è il momento di affrontare il tema dell’Assemblea Costituente.

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