La sanità sarda, la buona volontà di Simona e la voglia di cambiare davvero

di Franco Meloni*

Dopo tre anni e mezzo di legislatura e di governo del centro destra non possiamo dire , in tutta onestà, che la sanità sarda abbia fatto passi avanti. Anzi !

Ci sono tantissimi problemi da affrontare ma quasi tutti hanno la loro origine in una mancanza di pianificazione che viene da lontano, dall’incapacità ventennale della classe politica sarda di provvedere ad un minimo di pianificazione fino al fallimento clamoroso del tanto sbandierato Piano Sanitario Regionale della Professoressa Dirindin che, venuta a miracol mostrare, se n’è per fortuna tornata a Torino ma solo dopo aver sbagliato “l’esperimento”.

Ma quell’epoca appartiene al passato ed ora, dopo i primi tre anni di governo in cui non si è visto alcuno spunto innovativo, con l’Assessore De Francisci qualcosa sembra timidamente muoversi e da poco sono state presentate al Consiglio le “disposizioni urgenti in materia sanitaria” che la settima commissione ha volenterosamente preso in esame.

Non si tratta di una riforma, sia ben chiaro, e siamo ben lontani da quello di cui  la sanità sarda  necessiterebbe ma comunque è

significativo che l’Assessore abbia sentito il bisogno di introdurre alcune norme che possano delineare almeno le linee generali utili ad implementare una revisione della rete ospedaliera e soprattutto che in un tempo ragionevole lo abbia fatto.

Ora tocca al Consiglio e devo dire che noi Riformatori stiamo facendo la nostra parte con buona volontà, questa volta con una maggioranza che invece di chiudersi in atteggiamenti rigidi, collabora e ascolta le opinioni di tutti.

In particolare gli articoli 10 e 11 rappresentano il cuore del provvedimento e , se appr

ovati, consentiranno alla Giunta regionale una  puntuale ricognizione della situazione dei posti letto ospedalieri nell’isola e una loro riprogrammazione sulla base delle esigenze vere dei territori.

Noi continueremo a sostenere il nostro punto di vista, risaputo e ribadito in numerose occasioni, la cui base è che in una situazione come quella sarda, pochi abitanti in un territorio molto esteso, i piccoli ospedali hanno una funzione insostituibile.

Certo vanno ben studiate le loro funzioni e la loro organizzazione interna, con un minimo di servizi per le acuzie e una forte componente di servizi ambulatoriali e riabilitativi, in poche parole poca terapia e molta diagnosi e prevenzione, pochi acuti e molti cronici.

Così come vanno tenute in attenta considerazione le funzioni svolte dai privati che, costretti dal “mercato”, hanno elaborato un loro peculiare organizzazione che vede le strutture funzionare a pieno regime dal lunedì al venerdì e ridurre al minimo l’operatività durante i week end, con un risultato positivo sia per i pazienti che possono starsene  a casa loro il sabato e la domenica sia per la collettività che vede risparmi veri senza riduzioni di servizi.

Speriamo che tutto questo si sviluppi e che si riesca finalmente a mettere in campo qualche provvedimento utile ai sardi e alla loro salute anche se nel disegno di legge ci sono alcune cose che , se approvate così come sono, presenterebbero aspetti fortemente negativi ma in commissione certamente faremo del nostro meglio per  cambiarle.

Difficile dire quali saranno i tempi ma, a parte l’atteggiamento dell’opposizione che per ora fa un ostruzionismo più o meno palese, molto dipenderà dai mutevoli umori di dei consiglieri di maggioranza alcuni dei quali , in questa situazione di forte difficoltà per il centro destra, appaiono abbastanza scostanti nel loro impegno e nella loro fedeltà alla maggioranza e alla Giunta.

* consigliere regionale dei Riformatori sardi

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3 commenti su “La sanità sarda, la buona volontà di Simona e la voglia di cambiare davvero”

  1. Paolo

    E’ proprio di oggi la notizia che la Giunta ha sbloccato 450 milioni di euro da destinare alle ASL. In questo periodo di difficoltà rappresenta una bella boccata d’ossigeno…

  2. Gianluca

    E’ vero, bisogna riconoscere all’assessore De Francisci di essersi impegnata a risolvere gli enormi problemi della sanità sarda. Poi ovviamente non può fare miracoli, in un momento in cui i tagli, purtroppo, colpiscono anche questo settore.

  3. Alessandra

    Nonostante i tagli, nonostante gli errori e la cattiva gestione del passato, bisogna riconoscere che la sanità sarda riesce ancora a garantire un buon livello di assistenza.

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