Costituente, ora parte la Fase 2

“Sarebbe davvero difficile per chiunque sostenere che i referendum del 6 maggio non siano serviti. Nella

politica sarda e nel Palazzo sono stati un vero tsunami, che ha riacceso la voglia di partecipazione della gente e ha scosso nelle fondamenta tutti i partiti politici, dimostrando che, dopo i referendum, niente può più essere come prima! Il Consiglio Regionale, è dunque ora chiamato a fare le leggi che rispettino la volontà dei sardi”. Lo sottolinea Sardegna Si Cambia.

“Non c’entrano vincoli di maggioranza, né di minoranza: l’'obbligo “a fare” vale per tutti, perché oltre mezzo milione di sardi hanno suonato una sveglia che nessuno può far finta che non fosse destinata anche a lui! E non si tratta soltanto di “tagliare” ciò che non serve: oggi alla nostra Isola serve ancora di più un nuovo progetto che ci aiuti a costruire una Sardegna diversa, che non può più aspettare”.
Oggi, prosegue Sardegna Si Cambia, “si apre dunque la fase 2 : la sfida è tutta nel quesito referendario sulla Costituente. La Costituente, voluta da tutti i sardi, eletta da tutti i sardi, rappresenta il confine tra la lamentela distruttiva e la volontà vera di rimboccarsi le maniche per costruire “insieme a chi ci sta” le regole nuove, della Sardegna nuova. Da oggi, i referendari chiederanno ai soggetti della politica, delle istituzioni, dei sindacati, della società civile di far partire subito e insieme il progetto per l’'elezione immediata della COSTITUENTE per il NUOVO STATUTO. La Costituente al centro della politica, dunque, non certo perché frutto di accordi  tra partiti, né perché  conseguenza di patti elettorali fondanti una maggioranza, ma in quanto la centralità della Costituente è stata  una scelta che il 97 % dei sardi il 6 maggio ha sancito con il voto. Il tempo delle chiacchiere è finito, i sardi hanno già detto cosa vogliono, alla Sardegna servono subito fatti concreti e progetti credibili per ricostruire dalle macerie”.
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3 commenti su “Costituente, ora parte la Fase 2”

  1. Gianni

    Finora si è parlato quasi esclusivamente dell’abolizione delle province, ma non dimentichiamoci che i quesiti referendari erano dieci, e tutti essenziali per voltare pagina.

  2. Sara

    Dopo la fase distruttiva (le province) passiamo alla fase costruttiva. Non sarà una passeggiata ma con i referendum abbiamo già ottenuto tanto.

  3. Giacomo

    Siamo riusciti a smuovere quella palude che era la politica sarda, è un buon punto di partenza.

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