La beffa delle indennità, la Sardegna dice no. Cossa: no alle liste di proscrizione

Il no all'emendamento approvato nella notte delle beffe è stato gridato con forza dalla piazza. In centocinquanta, forse di più, si sono ritrovati – tanti erano dei Riformatori – sotto il palazzo del Consiglio regionale per manifestare contro il provvedimento che ha reintrodotto le indennità dei consiglieri regionali, abrogate dal referendum del 6 maggio. Una manifestazione promossa da Sardegna SI Cambia (il nuovo nome del movimento referendario, scelto all'indomani del successo referendario), organizzata in poche ore grazie anche al tam tam sulla rete e sui social network. Sonoramente fischiati l'ex presidente della Regione Federico Palomba, attuale parlamentare e segretario regionale dell'Idv, e la consigliera regionale Claudia Zuncheddu.

Una protesta, come è stato ribadito da chi ha preso la parola durante la manifestazione, non contro le indennità (previste tra l'altro dallo Statuto) ma contro il metodo scelto per reintrodurle (di notte, quasi di nascosto) con poca chiarezza sulle cifre. Su questo punto, fondamentale, ci sono interpretazioni differenti sulla riduzione e questo fa ben capire quanto caos ci sia e quanto poco chiara sia la questione. E, probabilmente sull'onda della rivolta, la prossima settimana si riunirà l'ufficio di presidenza del Consiglio regionale per fare chiarezza una volta per tutte. Non è escluso che in quella sede si trovi anche spazio per una nuova riduzione delle indennità.
I Riformatori, unico gruppo ad essersi opposto abbandonando l'Aula (unico metodo per dimostrare la propria contrarietà dato che si votava per alzata di mano), saranno vigili: la volontà espressa dai sardi che hanno in massa votato i referendum deve essere rispettata. E su questo il partito e il gruppo consiliare saranno intransigenti.

Intanto, sui nomi dei consiglieri regionali letti durante la manifestazione è intervenuto il vice presidente del Consiglio regionale e coordinatore regionale dei Riformatori sardi, Michele Cossa. “Serve attuare il referendum, non i processi di piazza e le liste di proscrizione – ha detto – Per questo non ritengo accettabile il fatto che, questa mattina durante la pacifica manifestazione contro la norma sulle indennità consiglieri regionali, siano stati letti nomi di consiglieri regionali che in coscienza hanno fatto ciò che hanno ritenuto giusto”.

“Siamo convinti – sottolinea Cossa – che tanti consiglieri abbiano votato non conoscendo esattamente le ricadute effettive dell'emendamento. Sono certo che nei prossimi giorni si farà chiarezza sulla questione e si adotteranno misure davvero idonee per rispondere alla domanda di sobrietà che i sardi pongono alla politica”.

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8 commenti su “La beffa delle indennità, la Sardegna dice no. Cossa: no alle liste di proscrizione”

  1. Renzo

    Una bella manifestazione. Chissà che i politici questa volta non ai sveglino davvero….

  2. achille

    i consiglieri che votano senza sapere cosa votano devono dare le dimissioni per incapacità.Se si vota con coscienza è giusto che si sappia come votano i nostri cari eletti,quindi si alle liste.

  3. Andrea

    Basta con le indennità per tutti. Chi lavora deve essere pagato, chi non lavora no.

  4. Paolo

    Una vicenda vergognosa, se i consiglieri vorranno avere ancora il rispetto dei propri elettori dovranno fare marcia indietro.

  5. Franco

    Ho capito male o era presente anche qualche Riformatore? Spero che non sia così altrimenti sarebbe opportuno espellere questi personaggi. Coerenza e onestà prima di tutto.

  6. Giampaolo

    Chi vota senza sapere cosa vota…… deve andare a piantar faggioli, e non è detto che gli riesca.
    Chi vota in contrasto con la linea referendaria, fatta propria da un partito, va cacciato.
    Ci accetta che gli altri lo gratifichino, sollevandolo anche dalla seccatura di esporsi, e non si dissocia pubblicamente accettando di trarre i benefici del voto altrui, dovrebbe revisionare le proprie idee.
    Auguri a tutti.

  7. Laura

    L’indennità dovrebbe essere proporzionata al rendimento di ciascun consigliere… che è però una cosa difficilmente misurabile in termini matematici. Magari sarebbe un passo in avanti legarne almeno una parte alla percentuale di presenza in aula…

  8. nanni

    Però mi pare che dopo la manifestazione sia calato il silenzio . . .
    Non si può mollare su aspetti che sono fondamentali per la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
    Rivendichiamo il rispetto di quanto è stato votato.
    Le conseguenze dell’ennesima beffa sarebbero devastanti, sopratutto per chi era in prima linea prima e non rivendica adesso l’applicazione dei referendum.

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