Indennità, la notte delle beffe

Questa volta la notte non ha portato Consiglio agli onorevoli. Perlomeno a quelli che hanno votato il provvedimento che ha reintrodotto le indennità per i consiglieri regionali abrogate dal referendum del 6 maggio.
Nessuno mette in dubbio che i consiglieri regionali debbano essere pagati per l'alto compito che è loro affidato. Un compito di responsabilità tra l'altro e che, se svolto come si deve, ha indubbiamente dei costi. Senza considerare che è espressamente previsto dalle leggi che i consiglieri regionali abbiano un'indennità.
Il problema è casomai il metodo scelto dagli onorevoli per ridarsi lo stipendio: quasi di nascosto, non alla luce del sole ma a tarda notte, non con una proposta di legge apposita ma con un emendamento al disegno di legge sui collaboratori della pubblica amministrazione. Quasi che i consiglieri regionali, che hanno avuto questa brillante idea, sperassero che nessuno (fuori dal Palazzo) si accorgesse di quanto stava accadendo.
I Riformatori sardi hanno deciso di uscire dall'aula e non partecipare alla votazione proprio per questo motivo. Innanzitutto perché volevamo che si sviluppasse una discussione limpida, senza nascondere nulla. Volevamo chiarezza sulle cifre, volevamo e vogliamo il rispetto di quanto hanno chiesto i sardi votando sì ai referendum.

Ora più che mai i referendari e i Riformatori sono in campo a difesa dei referendum, a difesa dei sardi che chiedono il cambiamento. Quei sardi che detestano le furbate e i giochini. Proprio buy cipro quelle furbate e quei giochini che prendono forma nottetempo in un Consiglio regionale sempre più lontano dai sardi.

zp8497586rq

8 commenti su “Indennità, la notte delle beffe”

  1. Andrea

    E’ vergognoso quanto è accaduto. Di nascosto si sono ridati lo stipendio….è ora di dire basta a queste cose

  2. efisio

    Pubblicare i nomi di chi ha votato.

  3. corrado

    Bravissimi i Riformatori.Se non ci fossero,i sardi,dovrebbero inventarli.
    Ho stampato 30 fogli della”notte delle beffe” e le ho inserite nelle cassette postali del mio palazzo.Un abbraccio a tutti e buon lavoro. Corrado

  4. Giuseppe Meletti

    ma perchè non cerchiamo di essere sinceri fino in fondo? sono nei riformatori da qualche anno, e finalmente assaporo di mnuovo il gusto di fareb politica. Ho partecipato alla raccolta firme per tutti li ultimi referendum. Vengo a sapere che alla votazone, tre riformatori sono usciti dall’aula e due (mula e fois ) hanno votato a favore di quell’emendamento truffaldino. Ma mentre giustifico chi ha presentato l’emendameto in quanto no favoreoli ai referendum, non giustifico i consigleri dei riformatori che a mio parere sarebbero dovuti restare in aula e votare contro l’emendamento. Non è facile spiegare alla gente quanto è successo. Tanto lavoro sprecato in una notte che sciupa quanto di buono fatto finora. Giusepe Meletti

  5. Redazione

    Caro Giuseppe, in realtà l’unico modo per dimostrare la contrarietà al provvedimento sulle indennità era proprio uscire dall’aula. Non si votava a scrutinio elettronico, metodo che identifica chi vota a favore, chi si astiene e chi vota contro, ma per alzata di mano e dunque non ci sarebbe stata alcuna traccia, a causa del regolamento consiliare, della contrarietà dei Riformatori alla proposta. Dunque il gruppo ha scelto di uscire per far emergere la propria contrarietà. In ogni caso, lo sappiamo, votare contro o uscire dall’aula sono solo una testimonianza della nostra contrarietà, dato che tutti i gruppi, ad eccezione dei Riformatori, erano e sono favorevoli alla proposta approvata. Ma le battaglie si fanno anche per testimonianza. Perché anche se si è momentaneamente soli, se si ha ragione, alla fine forse si perderà qualche battaglia ma si vincerà la guerra.

  6. Giuseppe Meletti

    ok va bene ma cerchiamo di recuperare. Credo che i nostri consiglieri che hanno votato a favore debbeno asumersi la responsabilità di aver sottovalutato il loro comportamento e trovare una soluzione che rimetta le cose a posto, tutto questo affinche la gente ci possa riconoscere come gruppo impegnato per una “Buona Sardegna”
    Giuseppe Meletti

  7. Stefano Mocci Demartis

    Sono tornato nei riformatori dopo tanti anni perchè avevo visto il buon lavoro svolto. Ma ora state solo perdendo voti, lo dovete dire chiaramente che due di voi hanno votato a favore, è inutile nasconderlo lo sanno tutti.

  8. Enzo

    Poi ci si lamenta che la gente non va più a votare… stanno calpestando l’esito del referendum!

I commenti cono chiusi

Contattaci

Riformatori sardi
Coordinamento regionale
sede: Via Sant'Ignazio,30 - 09123 - Cagliari
telefono: 070 301131
Direzione Operativa: 070 6014279
email: info@riformatori.it