Continuità territoriale: ieri e oggi

Caro Assessore ai Trasporti,

Lei ha un compito che fa tremare le vene dei polsi: attuare la continuità territoriale, via mare, Sardegna Continente; a complicarle la vita, si è, poi, messa di mezzo, la vicenda Tirrenia sulla quale i suoi consulenti non mi sembra le siano stati di grande aiuto.

Ma non è il caso che si disperi. Il problema non è nuovo per la Sardegna: gira e rigira noi sardi ci siamo , da sempre, confrontati con l’insularità e lambicati il cervello sul come vincere l’isolamento.

Dico di più: in alcuni momenti della nostra storia, se teniamo conto delle esigenze e delle opportunità di allora, ci siamo persino riusciti.

E successo, ad esempio, intorno al 1851, grazie all’ordinanza di Vittorio Emanuele II che rispondeva alle pressanti richieste della popolazione sarda volte, anche allora , a rompere l’isolamento dell’isola.

Con questa il governo sabaudo affidò in concessione alla Compagnia Rubattino i collega

menti marittimi ed in particolare quelli tra Genova, Cagliari e Porto Torres .

L’ordinanza prevedeva un impegno della compagnia ,simile a quello che Lei richiede oggi: esercire il servizio con caratteristiche che da una parte assicurassero una “vera” continuità ai sardi e dall’altra una tariffa a loro accessibile; poiché questa, come accadrebbe oggi, non avrebbe reso remunerativo il servizio stesso, fu previsto uno stanziamento alla Compagnia, sotto forma di sovvenzione.

Il Padre della Patria offrì 250.000 lire all’anno, dimostrandosi , a conti fatti, non meno generoso di Lei, che ha previsto un contributo di 72.000.000 di euro

Il capitolato definiva, infine, le caratteristiche del servizio, le stesse sulle quali Lei chiede alle compagnie impegni precisi: le rotte, le frequenze, la tipologia delle navi e la loro capacità, i tempi di viaggio, le penali per i ritardi e per i mancati collegamenti, la qualità della sistemazione dei passeggeri ,le tariffe.

Come vede, caro Assessore niente di nuovo sotto il sole sardo. O quasi.

Vi è, how much is viagra infatti, una differenza.

Allora i sardi, si rivolsero allo “stato tiranno” ed ottennero, in quattro e quattro otto, una risposta ai loro problemi.

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3 commenti su “Continuità territoriale: ieri e oggi”

  1. Paolo

    I problemi della nostra isola sono sempre gli stessi e non accennano ad essere risolti…

  2. Claudio

    Dovrebbe essere introdotta una vera continuità territoriale, non solo per le persone ma anche per le merci!

  3. Giulia

    Ai tempi del Regno di Sardegna non avevamo a disposizione i mezzi di trasporto che ci sono al giorno d’oggi, ma il senso d’isolamento è lo stesso.

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