Molentargius, un nuovo futuro con le imprese

di Antonello Gregorini*

Il Parco del Molentargius, Saline, Poetto, è probabilmente il maggior cespite paesaggistico su cui l'area metropolitana di Cagliari ha investito. Nel suo valore sono sempre coesistite attività umane e patrimonio naturalistico. Le saline, in primis, ma anche le colture agricole e la peschiera La Palma, hanno fornito sostentamento a generazioni di cagliaritani e quartesi.

La letteratura in materia di politiche per il paesaggio riporta una regola fondamentale: l'apposizione di un vincolo presuppone un beneficio per la comunità superiore a quello che si avrebbe in assenza di conservazione obbligata. Questo non significa monetizzare tutto ma solo affermare che non ci può essere politica del paesaggio senza l'individuazione dei benefici. Per Molentargius questo superiore beneficio è stato in un primo momento indicato come obiettivo della pianificazione ma, poi, secondo molti, è stato disatteso.

Le saline sono la ragione economica che ha portato gli uomini a dare l'assetto attuale del paesaggio del Molentargius. Ciò era talmente chiaro nella mente dei promotori del parco che, in tutti i documenti, il loro ripristino era visto come la prima azione da compiere.

Le proposte e i documenti di pianificazione esistenti non indicano concretamente come le saline saranno rimesse in funzione e se dovranno essere gestite dal parco medesimo o date in concessione. Lo stesso vale per tutte le altre utilità economiche possibili.

La cronaca di questi giorni; il mancato rinnovo dei contratti dei lavoratori; la mancanza di manutenzione agli impianti e

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i possibili danni che ne deriverebbero per tutto l'ecosistema; sono il campanello d'allarme di un probabile collasso. La fiscalità generale ha sin qui pagato per i benefici di miglioramento del paesaggio. Non si può procedere in questa direzione.

L'anno scorso una società costituita da gruppi imprenditoriali sardi presentò un piano industriale per la concessione delle Saline di Cagliari al competente Assessorato all'Industria. La risposta negativa arrivò dall'Ente parco per il quale, in assenza di Piano del Parco, non è autorizzabile alcun cialis overnight tipo di attività. La stesura del piano però è stata ritardata dalla stessa politica.

Il progetto degli imprenditori sardi è totalmente compatibile con le attività del parco quali i percorsi di mobilità sostenibile e la presenza dell'avifauna. La standardizzazione delle attività di controllo e manutenzione in esso previste creano una condizione ottimale per il mantenimento dell'ecosistema. La realizzazione del piano industriale allevierebbe il bilancio del parco per i costi dell'energia, necessaria per il pompaggio delle acque, e del personale addetto alle manutenzioni generali. La possibilità che si consumi un sale prodotto in loco, diversamente da ciò che avviene oggi, ha aspetti economicamente importanti per l'Isola intera.

Perché il Parco del Molentargius esca dalle difficoltà attuali, quindi, è necessario che quanto prima sia restituita la funzionalità economica di quelli che erano i suoi cespiti principali. Il primo fra questi sono le Saline. L'appetibilità economica di quest'attività è dimostrata dal piano industriale presentato in Regione. Le istituzioni competenti dovrebbero avviare il più presto possibile questo virtuoso processo di ripristino delle utilità economiche originarie, predisponendo il bando di gara per assegnare la concessione.

* Centro studi

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5 commenti su “Molentargius, un nuovo futuro con le imprese”

  1. giorgio

    Concordo assolutamente con quanto scrivi, a cominciare dall’opportunità di riavvio della produzione del sale, che inizialmente mi lasciava perplesso nell’errata convinzione che i costi sarebbero stati eccessivi e soprattutto a carico dell’Ente parco o comunque della Pubblica Amministrazione.
    Se, come spero, tale attività ripartirà in tempi convenientemente brevi, il processo virtuoso di trasformazione di quella che oggi è una terra di frontiera in un parco urbano di eccellenza, credo possa subire una salutare accelerazione.
    A parte considerare che il compendio del Molentargius, facilmente collegabile alla spiaggia del Poetto, potrebbe divenire un polo turistico integrato di eccellenza, a servizio della città e della sua area vasta.
    Ma a parte queste considerazioni, di cui abbiamo ampiamente discusso, mi preme osservare come il parco, per una serie di ragioni storiche ed ambientali e per la sua contiguità a Cagliari, rappresenterebbe, una volta correttamente riprogettato e riavviato, un unicum nel suo genere a livello globale.
    Le difficoltà che si sono frapposte al suo mancato decollo, per me rimangono per certi versi un mistero insoluto anche perché, limitandoci alla dimensione nazionale, esistono parchi analoghi perfettamente funzionanti e presumo anche attivi sotto il profilo della loro gestione economica.
    Uno per tutti è l’oasi naturale orientata di Trapani Paceco, realizzata nell’area delle saline trapanesi ed anch’essa caratterizzata dalla presenza di diverse specie avicole tra cui i fenicotteri.
    Una curiosità: come saprai le saline di Trapani e Marsala, insieme a quelle di S.Margherita di Savoia, Volterra e S.Antioco, fanno capo allo stesso gruppo imprenditoriale siciliano

  2. Gianfranco

    Ma quanti anni ci vogliono per fare questo Piano del Parco? E’ così complicato?

  3. Manuela

    E intanto gli imprenditori che vorrebbero investire nel parco sono costretti ad aspettare: ecco cos’è la burocrazia in Italia.

  4. Piero

    Molentargius è una delle più importanti aree umide d’Europa, nonché Sito di Importanza Comunitaria… è davvero un peccato non valorizzarlo come meriterebbe!

  5. FRANCESCO

    ELIMINARE IPPODROMO, MANGIA SOLDI A BENEFICIO DI POCHI, POCHISSIMI UTENTI, INGLOBARE IL TUTTO NEL PARCO, REALIZZARE AREE ATTREZZATE A BENEFICIO DI TUTTI I CITTADINI E ZONE TURISTCHE!

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