E la chiamano antipolitica

Ve li immaginate i capi dei parti sardi, riuniti intorno ad un tavolo sotto la guida del Presidente del Consiglio regionale, affrontare, con fare curiale, la patata bollente dei referendum ?

Io li vedo, storditi e sbandati dallo tzunami del 6 maggio, che hanno, inutilmente, contrastato con ogni mezzo, tentare di darsi un ruolo ed un auto-credibilità, irridendo alle stravaganze della politica sarda, anzi, alle stravaganze dell’ ”antipolitica sarda”.

E’, infatti, proprio in questo modo che quelli del Palazzo amano definire la vittoria del 6 maggio: quella dell’antipolitica.

Si potrebbe ribattere che se l’iniziativa referendaria, sui costi della politica, sull’efficienza delle istituzioni, sulla centralità del cittadino, ha avuto il consenso della gente non è antipolitica, almeno non è più.

Ma non c’ niente da fare perche questa loro scelta ha un senso che si ritrova nella la vecchio adagio del mal comune mezzo gaudio: la sconfitta di ciascuno, cioè, deve

essere nascosta dal disastro di tutti.

I più impuniti tra loro,lasciano, persino, intendere che, volendo avrebbero potuto anche loro cavalcare l’antipolitica ma non lo hanno fatto per senso di responsabilità.

La verità è che hanno un “Grillo” per la testa e non si accorgono di essere sul Titanic che punta dritto verso un iceberg. Senza neppure l'orchestrina che suona, perché la festa è finita da un Buy propecia online prescription pezzo.

Intorno al tavolo di Via Roma ci sono,dunque, i partiti, che anziché “partire” davvero restano lì fermi impalati, come se nulla fosse.

Poco importa se la gente ne ha le tasche piene e l'elettorato ha mandato un messaggio chiaro, a destra e a sinistra, a suon di voti. Loro proseguono a ragionare come prima, quando la gente faceva spallucce, protestava a mezza voce ma permetteva tutto e il contrario di tutto.

Sono, così, passate settimane in discussioni su come, diciamo così, rendere più dolce la pillola ai membri della casta che da quelle poltrone non vogliono scollarsi. E magari, qualcuno, ha pure in mente una bella controriforma che lasci tutto come sta.

Il vero obiettivo è sconfiggere quella che loro chiamano antipolitica e far vincere la politica. Naturalmente come la intendono loro.

zp8497586rq

3 commenti su “E la chiamano antipolitica”

  1. Carlo

    Qualunque cosa abbiano in mente i nostri politici, non dobbiamo permettere che deludano le aspettative dei sardi, che si sono espressi più che chiaramente.

  2. Matteo

    L’antipolitica nasce quando la politica fallisce. I Riformatori, invece, sono riusciti a coinvolgere i cittadini e a farli appassionare di nuovo con la battaglia referendaria.

  3. Anna

    Eh sì, la vittoria ai referendum deve aver colto i nostri politici proprio di sorpresa…

I commenti cono chiusi

Contattaci

Riformatori sardi
Coordinamento regionale
sede: Via Sant'Ignazio,30 - 09123 - Cagliari
telefono: 070 301131
Direzione Operativa: 070 6014279
email: info@riformatori.it