Referendum, nascono i Super Partes

Nascono i super partes, esperti della società civile a cui il Movimento referendario ha affidato il compito di vigiliare affinché il risultato referendario non sia vanificato da operazioni di Palazzo.

In una nota il Movimento referendario spiega che “il travolgente risultato dei REFERENDUM del 6 maggio conferma che in Sardegna non vince la rassegnazione, né la voglia di conservazione: c’è un pezzo importante di società sarda che vuole combattere sino in fondo la battaglia per il radicale cambiamento della nostra Isola. Il Movimento Referendario, Sardegna SI Cambia, è pienamente consapevole delle due necessità urgenti:

 la prima GARANTIRE il RISPETTO della VOLONTA’ dei SARDI. La seconda: ALLARGARE IL CONSENSO intorno ALL’IDEA del CAMBIAMENTO NECESSARIO E POSSIBILE”.

Secondo il Movimento, “i Referendum non servono per fare leggi: sono però in grado di garantire spinta innovativa e riformista ad un Palazzo del potere che, sino a qualche giorno fa, sembrava paralizzato nella sua ritualità quotidiana fatta di ordini del giorno e di schermaglie incomprensibili alla “gente normale”. Chi può negare che senza i referendum sarebbe stato davvero difficile che il Consiglio decidesse autonomamente di affrontare il tema del ruolo delle autonomie e dei territori, quello del decentramento amministrativo, quello dei costi della politica, quello della semplificazione amministrativa? I REFERENDUM sono stati un vero elettrochoc

per la politica sarda che si è svegliata di colpo dal suo sonno innaturale ed è oggi costretta a cimentarsi con problemi concreti, a cui dare risposta urgente. Nei prossimi giorni, nella Prima Commissione del Consiglio Regionale, inizierà la sfida per il cambiamento e non sarà più possibile per nessuno tacere e non dire da che parte sta!”

Il Movimento Referendario “ha piena coscienza del proprio ruolo di rappresentanza dei 525.000 sardi che, contro tutto e contro tutti,  con la loro caparbia determinazione, hanno consentito di raggiungere il quorum. La nostra prima preoccupazione resta quella che nessun sardo POSSA MAI SENTIRSI PRESO IN GIRO. Che nessun sardo possa pensare che hanno avuto ragione quelli che a votare non ci sono andati, non perché non condividessero i referendum, ma perché “tanto poi non cambia niente”, “tanto poi la politica fa quello che vuole” (….come nel caso del finanziamento pubblico ai partiti…)”.

Nasce così il comitato dei SUPER PARTES dei REFERENDUM, spiega il Movimento referendario, “un gruppo di persone “AL DI SOPRA DELLE accutane prescription PARTI” , di grande autorevolezza professionale e morale, di assoluta neutralità e terzietà rispetto alle parti politiche e allo stesso Movimento Referendario che – da oggi- si rendono disponibili a “curare gli interessi” dei 525.000 sardi che attendono cambiamento e non restaurazione”.

Fanno parte del gruppo dei super partes Aldo Accardo, Bachisio Bandinu, Pietrina Chessa, Salvatore Cubeddu, Massimo Deiana, Maria Del Zompo, Gaetano Di Chiara, Giuseppe La Sala, Vanni Lubrano, Maria Antonietta Mongiu, Aldo Pavan, Giorgio Piras, Gregorio Raspitzu, Priamo Siotto, Antonella Siragusa, Silvano Tagliagambe, Bruno Troisi, Giorgio Valdes.

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3 commenti su “Referendum, nascono i Super Partes”

  1. Antonio Multineddu

    Pubblicate un breve curriculum politico dei super partes.
    Create un blog al di fuori dell’egida “Riformatori Sardi” e in quella sede pubblicate i commenti dei super partes.
    Istituite fra i super partes un commentatore di gruppo che raccolga i pensieri dei colleghi e li esponga in modo collegiale.
    Per il resto, continuiamo a vigilare !

  2. Clara

    Tutti grandi professionisti e persone validissime, sapranno vigilare sull’effettiva applicazione dei referendum.

  3. Luca

    Una bella squadra, buon lavoro a tutti!

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