«Province rase al suolo, transizione morbida»

«Il sistema delle province è stato raso al suolo: ora ci sarà una transizione morbida», ha affermato il consigliere regionale Michele Cossa, nel corso del suo intervento al coordinamento dei Riformatori del Sulcis-Iglesiente che si è svolto ieri a viagra generic canada Carbonia. «Il Consiglio regionale non voleva fare nulla, l’unica possibilità era un colpo di spada: possiamo dire di aver tagliato un nodo gordiano».

Il lavoro del Movimento Referendario, forte di 600 amministratori locali, 120 sindaci e 30 consiglieri regionali, ha cancellato quella che per Cossa era “una fabbrica di clientela”: «I dipendenti delle Province sono aumentati in pochi anni di 580 unità, e si spendono 25 milioni di euro l’anno solo per gli stipendi. Il referendum per sua natura apre una lacuna, e ci batteremo perché tut

ti e dieci i quesiti siano applicati. Tuttavia – ha assicurato – nessun dipendente perderà il posto: saranno tagliati solo i consulenti e gli organi politici».

Il successo dei referendum, le prospettive per realizzare quanto deciso nelle urne e l’imminente sfida delle elezioni amministrative: sono stati questi i punti all’ordine del giorno. L’incontro è proseguito con la presentazione dei candidati alle amministrative di Sant’Antioco, Portoscuso, Carloforte e Nuxis, alla presenza di Marcella Farris, Elisabetta Medde e Stefano Sanna, coordinatori di Carbonia, Iglesias e Gonnesa. «È stata dura superare il quorum, ma ho visto tanto ottimismo», ha commentato il coordinatore provinciale Peppino La Rosa. «Siamo tutti interessati a seguire da vicino questa fase ulteriore, ancora più impegnativa: ora i risultati devono essere tradotti in provvedimenti».

«In un momento in cui la fiducia nei partiti è al minimo storico – ha concluso Cossa – i referendum hanno riacceso la speranza che qualcosa possa cambiare. I nostri candidati possono dire di essere quelli che hanno dato uno scossone alla politica sarda».

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3 commenti su “«Province rase al suolo, transizione morbida»”

  1. Fabiana

    Una precisazione che ci voleva, quella sui dipendenti delle province. Ho parlato con diverse persone preoccupate per il futuro di questi lavoratori, ma ero sicuro che non sarebbero certo rimasti disoccupati.

  2. Bruno

    Ci voleva un taglio netto per spazzare via quei carrozzoni delle province!

  3. Stefano

    Sì, ma ora bisogna capire in che modo far sparire le province: ogni giorno sento un’ipotesi diversa…

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