I referendum sono la vera scommessa

di Peppino La Rosa

D’accordo col presidente della provincia di Carbonia – Iglesias, Cherchi, quando argomenta sull’abrogazione dei consorzi industriali ma egli non può non riconoscere che le stesse argomentazioni portano a richiedere l’abrogazione dell’ente provincia con le conseguenti rassicurazioni nei confronti del personale e per l’esercizio delle funzioni a beneficio dei territori. La soluzione prevista dal governo Monti può essere il riferimento per il consiglio regionale che sarà chiamato a legiferare dopo l’esito positivo dei referendum. In caso contrario potrebbe prendere corpo l’ipotesi di portare a 5 le province in Sardegna eliminando Il sulcis iglesiente, il medio campidano e l’ogliastra.

Sono molti i cittadini che si stanno chiedendo anche che cosa ne pensa Cherchi degli altri quesiti referendari e quindi come suggerisce di votare sulla riduzione del numero dei consiglieri regionali a 50, sulla riduzione degli stipendi dei consiglieri regionali, sull’abrogazione dei consigli di amministrazione negli enti regionali, sull’obbligatorietà delle primarie per la scelta del candidato a presidente della Regione, sulla riscrittura dello statuto sardo con l’assemblea costituente.

I cittadini si stanno rendendo conto che sui 10 referendum regionali per i quali siamo chiamati a votare il 6 maggio pros

simo non c’è opposizione. Non si è costituito un comitato per il no e credo che non vedremo un solo manifesto o volantino che inviti ad andare a votare e a votare no.

Quale valutazione fare è compito che spetta ai cittadini ma qualunque essa sia c’è una sola strada giusta da percorrere: quella che porta ai seggi elettorali nella giornata del 6 maggio.

Ai cittadini sardi è consentito esprimersi sui e con i referendum, cosa che non è stata possibile, come sappiamo, nel resto del Paese. L’esito di questa consultazione deciderà sia il futuro di questa legislatura regionale, sia di quella prossima come minimo. Si tratta di decidere se ci sta bene cosi com’è o se vogliamo cambiare e innovare. Chiedo a questo punto ai responsabili dei partiti di dire chiaramente e nettamente che cosa ne pensano per il rispetto dei loro elettori, dei cittadini tutti e dello stesso istituto referendario che deve essere valorizzato per quello che rappresenta: l’espressione diretta dei cittadini che possono fare come in questo caso un’incursione nel palazzo regionale e determinare lo stesso voto di chi siede a rappresentarli nell’aula del consiglio.

Anche nel sulcis iglesiente si esprimerà nei prossimi giorni il massimo impegno del movimento referendario col comitato per il voto e per il si,  costituito il 28 febbraio scorso con la piena adesione dei riformatori sardi, dell’italia dei valori, della federazione dei movimenti, di numerosi esponenti di diversa estrazione politica, di associazioni , e di tanti cittadini democratici che vogliono usare la matita copiativa del voto per decidere come può cambiare la Sardegna dopo i 10 referendum.

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6 commenti su “I referendum sono la vera scommessa”

  1. Luca

    Troppo facile non esprimere una posizione e fare finta che il 6 maggio non si voti: tutti i partiti dovrebbero dare un’indicazione, in modo che gli elettori possano giudicare la loro scelta.

  2. Francesco

    In questo caso vale la regola del silenzio-dissenso! Chi tace è contro i referendum!

  3. Giancarlo

    Intanto oggi il coordinatore regionale di Sel Michele Piras si schiera a favore delle province, dice che “in Sardegna non sarebbe opportuno eliminare enti intermedi di rappresentanza delle specificità territoriali” e critica anche la proposta di ridurre a 50 i consiglieri regionali. E le motivazioni? Non pervenute.

  4. MameliAntonino

    I sardi voteranno il 6 maggio, andranno compatti a votare perchè il SI
    rappresenta uno strumento di straordinaria opportunità democratica.
    La nostra classe politica deve cambiare atteggiamento se non vuole essere
    spazzata via dall’antipolitica e dal qualunquismo. Sono convinto che i Sardi vinceranno questa scommessa.

  5. andrea

    premesso che non voto riformatori.
    apprezzo il sostegno del partito ai referendum.qualcuno sostiene che è un sostegno volto ad avere maggiore visibilità in vista delle amministrative, può darsi che ciò sia vero,almeno in parte. ma arrivati a sto punto non mi interessa se l’iniziativa dei riformatori è a fini elettorali, guardo solo i risultati concreti immediati che i referendum mirano a raggiungere. e reputo vergognoso il silenzio e la finta indifferenza di tanti partiti.reputo ancor più vergognosa la presa di posizione di persone come luciano uras e michele piras,entrambi di sel, a cui mi sento sicuramente più vicino rispetto alle idee dei riformatori.loro 2 hanno sostenuto che le province sono utili e che è inutile il referendum perchè tanto la regione deve recepire il decreto monti.roba da pazzi, è 1 attacco ai referendum, 1 attacco vergognoso che denota come certi partiti che all’apparenza sembrano meno spreconi di altri,in realtà,al momento dei fatti, si dimostrano delle schifezze vergognose.

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