Tra 30 giorni il futuro nelle nostre mani

Avere il futuro tra le mani. E’ quello che sognano tutti, probabilmente. Ed è ciò che accadrà tra un mese esatto: i sardi avranno tra le mani il futuro loro, dei loro figli e della Sardegna. Ce l’avranno davvero tra le mani perché il 6 maggio, andando al seggio elettorale, riceveranno le schede con i 10 quesiti referendari, i 10 referendum che cambieranno la Sardegna, e con un tratto di matita copiativa diranno alla politica cosa davvero vogliono: un’Isola migliore dove non esistono le caste di qualunque tipo, un posto dove i costi della politica ci sono ma sono quelli necessari per la democrazia, senza abusi. Un luogo dove i sardi contano davvero perché scelgono chi li rappresenterà alle elezioni con le primarie. Un’Isola con un nuovo Statuto scritto da un’Assemblea Costituente, che rappresenti davvero il popolo sardo.

 Tutto questo accadrà il 6 maggio. Una possibilità unica, irripetibile, che i sardi – se davvero  non vogliono solo lamentarsi e piangersi addosso – devono cogliere.

Il 6 maggio i sardi non si lasceranno sfuggire questa straordinaria occasione: con un semplice gesto cambieranno davvero la Sardegna. Perché è davvero bello avere il futuro tra le proprie mani.

Referendum per l’abolizione dell'Ente Provincia.


4 referendum abrogativi
(sono quattro le leggi regionali che devono essere abrogate per cancellare le nuove Province “regionali”).

1 referendum consultivo, che dichiara la volonta' popolare di abrogazione anche delle quattro province storiche.
Siamo convinti che le forme associative di collaborazione tra i Comuni garantiscano assai meglio la gestione dei servizi in condivisione e siano assai più duttili per assecondare le nuove esigenze delle comunità locali, con maggior controllo della qualità erogata da parte dei cittadini e applicazione dei principi di sussidiarietà e di federalismo municipale nei quali crediamo.

Referendum abrogativo della legge regionale che determina ” indennità e status dei consiglieri regionali”.

Non c'e dubbio che ci sia la necessità di un ridimensionamento delle garanzie economiche e dello “status” del consigliere regionale, che siano più sintonizzate con la drammaticità della nostra attuale situazione economica.

Senza nessuna volontà di fa demagogia a buon mercato, ma anzi con l'intento di difendere la “buona politica” e di restituirle la dignità e l'autorevolezza che merita.

E ' evidente che una classe dirigente che

si appresta a chiedere sacrifici ai sardi ve per prima dimostra di essere disponibile a fare sacrifici.



Referendum consultivo per l'abrogazione del voto segreto in Consiglio Regionale.

Il Consiglio Regionale sardo sostanzialmente non ha competenza legislativa in materia etica, che configuri la necessita dell'esercizio di libertà di coscienza.

Il Consiglio non si occupa di eutanasia, né di diritto della famiglia.

Il voto segreto viene invece spesso inopportunamente utilizzato per inviare “avvisi obliqui” o per tendere “imboscate parlamentari” ad assessori o leggi in discussione (l'ultimo, non edificante esempio e' rappresentato dal voto segreto che ha affossato la riduzione a 50 del numero dei consiglieri regionali!).

Ci sembra invece giusto che i sardi sappiano sempre come votano i loro rappresentanti eletti, che devono essere giudicati anche per i loro comportamenti in Aula.



Referendum consultivo per abrogazione dei consigli di amministrazione degli enti regionali.

Gli Enti regionali son spesso appesantiti da costosi Consigli di Amministrazione, che tendono a rappresentare lo sbocco per le seconde file della politica, piuttosto che l'opportunità di utilizzare a fini di interesse generale professionalità di grande competenza.

Siamo convinti che il ruolo “strumentale” degli Enti rispetto alle politiche regionali sia meglio garantito da una figura guida monocratica, scelta per la propria capacita e competenza tecnica.

Referendum consultivo per l'elezione diretta del Presidente della Regione, previa scelta delle candidature tramite le “elezioni primarie”.

L'elezione diretta del Presidente della Regione garantisce fondamentali spazi d libera scelta a tutti i cittadini sardi.

Rispetto alla situazione attuale, il referendum introduce il principio della obbligatorietà delle elezioni primarie per la scelta dei candidati Presidenti, evitando candidature “calate dall'alto”, non precedute da un adeguato percorso di scelta popolare.



Referendum consultivo per la riscrittura dello Statuto Sardo tramite l' Assemblea Costituente.

Nell'attuale quadro in evoluzione del federalismo italiano, che rischia sempre più di mettere in discussione i fondamentali diritti di cittadinanza dei cittadini sardi, e' indispensabile che la riscrittura del nostro Statuto speciale avvenga attraverso la partecipazione ed il coinvolgimento di tutta la società sarda, che stabilisca con forza, attraverso una propria Assemblea Costituente eletta a suffragio universale, i punti fondanti della propria identità di comunità nazionale e dei propri rapporti con lo Stato italiano e l'Europa.

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7 commenti su “Tra 30 giorni il futuro nelle nostre mani”

  1. Gianluca

    Si sta parlando tantissimo dell’abolizione delle province, ma leggendo tutti i quesiti si capisce che anche gli altri sono importantissimi, e fanno parte della stessa concezione di una Sardegna diversa e migliore.

  2. Tiziana

    Dieci quesiti chiarissimi, chi non è d’accordo non li ha capiti oppure è in mala fede.

  3. Claudio

    Credo che sia la seconda, Tiziana: la casta vuole difendere i suoi privilegi e i relativi sprechi.

  4. Paolo

    E’ un’occasione irripetibile, chissà quando avremo di nuovo la possibilità di cambiare le cose…

  5. Fabio

    Iscrivetevi tutti sul gruppo di Facebook “Movimento Referendario Sardo”, sarete sempre informati sulle nostre iniziative!

  6. Monica

    E’ l’unico strumento che abbiamo a disposizione, l’unico modo per noi cittadini di dimostrare che la politica come è diventata oggi non ci piace.

  7. Giorgio Vacquer

    Sono d’accordo peri eliminare le province, che comportano un raddoppio della burocrazia per qualsiasi documentazione per l’esecuzione dei lavori.
    Penso che lo stesso personale potrebbe servire nell’amministrazione comunale o regionale per velocizzare tante pratiche; poiché credo che lavoro da fare ce ne sia tanto!
    Saluti, G. V.

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