ALCOA ORA BISOGNA ACCELERARE

L’intesa sottoscritta al ministero dello sviluppo economico rappresenta il massimo raggiungibile nelle condizioni date ma anche il minimo indispensabile per lavorare al futuro della produzione di alluminio primario nel nostro Paese. L’intesa non modifica l’obiettivo di Alcoa di lasciare il sito sulcitano ma riguarda l’impegno del Governo, della Regione e delle istituzioni locali per mettere le basi per il proseguimento della produzione dell’alluminio primario nel nostro Paese.

Tanti sono i soggetti che si sono adoperati al meglio per raggiungere questo primo obiettivo e non soltanto nel nostro Paese ma mi preme sottolineare la maturità e forte consapevolezza con cui i lavoratori si sono mossi in questi mesi sotto la guida dei propri rappresentanti. Sottolineare questo aspetto non è secondario soprattutto perché la battaglia per arrivare all’obiettivo finale è ancora tanto lunga e complicata. L’intesa prevede il mantenimento della produzione sino a tutto il 2012 quindi l’impianto dovrà essere tenuto in esercizio e in piena efficienza anche successivamente per una ripresa immediata della produzione con il nuovo soggetto imprenditoriale subentrante ma per giungere a ciò non mancherà un difficile periodo di cassa integrazione e tanti saranno i nodi da sciogliere pur volendo essere, come sono, fiducioso nell’esito finale di questa battaglia.

La soluzione strutturale per il costo dell’energia non è a portata di mano e peserà comunque il rischio di una concorrenza che si annuncia prossima da parte di Paesi dove l’energia è a costi sempre minori di quelli che possono essere assicurati in Italia e in Europa.

Sul fronte poi della indispensabile dotazio

ne infrastrutturale del sito non possiamo dimenticare i gravi ritardi accumulati e le variabili che ancora una volta potranno frenare anche la migliore volontà di realizzazione. Gli esempi sono numerosi e a tutti noti dalla portualità ai collegamenti, alle bonifiche.

Tuttavia gli impegni presi al tavolo sono importanti ed è bene in questa fase dare credito: entro aprile le manifestazioni d’interesse da valutare immediatamente; entro maggio la presentazione dei progetti per la dotazione infrastrutturale; entro settembre il via alla loro realizzazione. Dobbiamo chiederci: è solo un atto di buona volontà?

D’intorno all’impegno per rilanciare il polo metallurgico di Portovesme si sono avvertite nel territorio le solite voci tendenti a contrapporre la presenza di una importante realtà industriale con le potenzialità di sviluppo turistico del sulcis iglesiente. La cosa è fuorviante e infondata e non vi è nessuna reale contrapposizione anzi alla base del mancato sviluppo del turismo vi è la carenza di infrastrutture specifiche, cosa che condiziona anche il sito industriale per la sua fattispecie e, in aggiunta, la mancanza di un progetto/modello di sviluppo turistico che valorizzi tutte le nostre potenzialità e sul quale investire credendoci sino in fondo da parte delle istituzioni locali e regionali che devono realizzare le infrastrutture di base e mettere a disposizione di potenziali imprenditori strumenti e incentivi adeguati. I Riformatori Sardi, convinti di ciò, hanno già predisposto un loro pacchetto di proposte per un modello di turismo tutto l’anno e lo hanno fatto diventare una proposta di legge depositata in Consiglio Regionale ( n.171 del 26 maggio 2010 ).

Il prossimo 13 aprile lo presenteranno al territorio in un convegno che si terrà a Plagemesu nel comune di Gonnesa.

F.to. Peppino La Rosa

Coordinatore provinciale Riformatori Sardi

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3 commenti su “ALCOA ORA BISOGNA ACCELERARE”

  1. Dario

    Fino a quando l’energia in Sardegna costerà così tanto rispetto alle altre regioni, non potremo mai avviare un progetto industriale in grado di fare concorrenza agli altri sul mercato.

  2. Tiziana

    Bisogna fare qualcosa, altrimenti più di mille persone resteranno senza lavoro!

  3. Guido

    Quello del 13 aprile è un evento importantissimo per capire meglio cosa prevede la proposta di legge dei Riformatori… con la speranza, per il bene del nostro territorio, che diventi presto legge.

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