Pontida, Stati Generali del Popolo sardo ed il Papa straniero

Purtroppo si è messo di mezzo Bossi,ma, nonostante lui, il giuramento di Pontida rappresenta uno dei momenti più esaltanti della storia patria.

Come vi ricorderete il 7 aprile del 1167, nel piccolo comune di Pontida, vicino a Bergamo, fu sancita l’alleanza tra i Comuni lombardi contro il Sacro Romano Impero di Federico Barbarossa: comuni, fino ad allora tra loro ostili e spesso in guerra, giurarono di fare fronte comune contro un nemico che sembrava invincibile.

Giovanni Berchet ha, poi,contribuito ad esaltare l’evento: “l’han giurato li ho visti in Pontida convenuti dal monte e dal piano. L’han giurato si strinser la mano cittadini di venti città”.

Pontida mi è tornata in mente pensando agli Stati Generali Sardi del Popolo sardo che, per due giorni, hanno chiamato a raccolta, da un capo all’altro dell’isola in Consiglio Regionale, Sindacati ed Imprenditori, Regioni ed Enti Locali, Partiti di Destra e di Sinistra, fino ad oggi, come i comuni lombardi, in contrasto perenne su tutto. L’obiettivo a cui mirava questa solenne riunione era uno, chiaro ed esplicito: rendere coesa la nostra classe dirigente nel combattere un nemico altrettanto invincibile del Barbarossa: la crisi economica nell’isola.

In attesa di sapere come si sarebbe concluso il sumit mi sono chiesto: la nostra nomenclatura giurerà, come

fecero allora i rappresentanti dei Comuni, di dimenticare gli interessi di parte e di difendere “ concordi, serrati in una Lega” quelli dei sardi ? I nostri leader lasceranno il Palazzo del Consiglio regionale, come fecero i lombardi a Pontida, convinti che “ora il dado è gettato. Se alcuno di dubbiezze ancora parla prudente,se in suo cor la vittoria non sente,in suo cuore a tradirvi pensò “ ?.

La risposta a queste domande l’abbiamo avuto leggendo le cronache sui giornali: gli Stati Generali si sono conclusi nel nulla o meglio in un clima da rissa nel quale ha fatto da padrona un revival dello scontro Cappellacci – Soru del 2009.

Dobbiamo allora interrogarci: perché i lumbard riuscirono, dove noi da sempre falliamo,e trovarono, come d’incanto, quell’intesa che permise loro di affrontare coesi il Barbarossa e vincere la battaglia di Legnano ?

L’ attuale storiografia, assai meno enfatica rispetto a quella che è stata insegnata a molti di noi sui banchi di scuola, dice che in realtà i Comuni misero da parte rivalità dilanianti, interessi contrapposti e contrasti storici, solo perché “costretti” da una Autorità straniera , Papa Alessandro III.

Un precedente che ci dovrebbe far riflettere ed , in qualche modo inquietare: dovremmo attendere un “papa straniero” che , per amore o per forza, metta d’accordo i sardi ?

Spero di no, speriamo proprio di no.

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4 commenti su “Pontida, Stati Generali del Popolo sardo ed il Papa straniero”

  1. Marco

    Di stranieri in terra sarda ne abbiamo avuti già abbastanza nel corso dei secoli!

  2. Giovanni

    E’ proprio vero, centu concas e centu berrittas! Però, se davvero ci tengono alla nostra terra, dovrebbero fare tutti un passo indietro…

  3. Viviana

    Altri tempi, altre personalità…

  4. Gianluca

    Non abbiamo bisogno di nessuno che ci dica cosa fare, siamo perfettamente in grado di decidere da soli il nostro futuro.

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