Stadio Sant'Elia, partita aperta

di Antonello Gregorini

Il problema dello stadio Sant'Elia tocca la sensibilità del popolo cagliaritano più di ogni altro argomento. Per quanto la politica abbia sin qui tentato di lavarsene le mani ora non può più fare a meno di occuparsene.
Nell'entrata a gamba tesa sulle politiche urbanistiche cagliaritane, a opera del presidente Soru nel 2006, oltre le partite di Tuvixeddu, del Campus universitario e del metrò, si gioco anche quella  di Sant'Elia. Quella volta si trattò di un vero e proprio esercizio pittorico, a cura di un'archistar olandese, chiamata a elaborare un master plan che previde l'abbattimento dello stadio vecchio e la costruzione del nuovo, sul mare di fianco al Betile. Si può non essere d'accordo, come lo scrivente, con quella previsione, bisogna però riconoscere a Soru il carattere di chi sa prendere le proprie responsabilità, si espone e propone.
La chiamata di correità che Zedda ha fatto a Cappellacci è, in questa prospettiva, del tutto paradossale e denuncia la mancanza di un decisore analogo al precedente i

n Regione ma, di converso, la riflette anche sulla poltrona di via Roma.
Di là dalle questioni di merito poco importa, però, al popolo dei tifosi cagliaritani, a questo punto, di chi siano le responsabilità e del perché il raffreddore iniziale sia diventato bronco polmonite. Pretendono una cura efficace. Pretendono un piano risolutivo.
Sullo stadio Sant'Elia manca una presa di posizione esplicita del Comune che, come per altre vicende, non formula una propria proposta ma recita il mantra del “problema ereditato”.
Stare al tavolo delle trattative ponendosi in posizione difensiva e aspettando le proposte di Cellino significa giocare a poker nella posizione del morto. Il buon Cellino ha peraltro già fatto un tentativo di svincolarsi dalle melasse politiche e, purtroppo per tutti, è entrato in una rete ancor più intricata di quella da cui fuggiva.
Che può fare, quindi, l'amministrazione di via Roma?
Chiama il nemico politico Cappellacci giustificando la richiesta di SOS con l'inadeguatezza della precedente giunta di centro destra? Oppure si arma di tecnica creativa e progetta un piano risolutore che, necessariamente, deve essere a costo zero data l'esiguità dei fondi in bilancio?
La differenza fra un leader, un manager, un successo e una sconfitta, si vede proprio in queste occasioni: dalla capacità di trasformare la difficoltà in opportunità e di fare di necessità virtù.

* presidente Centro studi Riformatori sardi

zp8497586rq

6 commenti su “Stadio Sant'Elia, partita aperta”

  1. Alessandro

    Come ha detto Cappellacci, la partita col Cesena è stata “uno spettacolo esaltante in un’arena desolata”…

  2. Michela

    La storia infinita… ma è possibile che non riescano a mettersi d’accordo, Società, Comune e Regione?

  3. Vincenzo Atzeni

    Caro Antonello, ti dico quello che la gente dice su questa questione e che io naturalmente condivido. ABBIAMO GOVERNATO questa città per dieci anni e non abbiamo fatto nulla, anzi alcuni consiglieri dei riformatori si sono messi di traverso insultanto Massimo Cellino (persona che non apprezzo affatto per tanti motivi). Dovremmo ora tentare una soluzione non avendo i numeri? Nel merito ho già risposto a Massimo riguardo all’articolo sull’Unione Sarda di ieri. Dici, inoltre: “La differenza fra un leader, un manager, un successo e una sconfitta, si vede proprio in queste occasioni: dalla capacità di trasformare la difficoltà in opportunità e di fare di necessità virtù.” Bene, è esattamente quello che, come dicevo prima, non abbiamo fatto noi del centrodestra per DIECI ANNI. Riguardo a Soru, non nominarmelo per carità di Regione. Ha fatti i suoi interessi rovinando la Sardegna: il turismo, per poi fare i propri affari riguardo le sue proprietà. Quando rispondo, qui o in altri contesti generalmente dico o scrivo le cose che non mi piacciono. Per gli applausi ne avete fin troppi dagli iscritti. Ma ti sei accorto che non risponde nessuno su questa pagina né altrove? Ti saluto

  4. Antonello Gregorini

    Caro Vincenzo,
    rispondo su un piano personale perché è su questo che mi porti.
    Io sono nei Riformatori da qualche mese. Mi devo essere perso il periodo in cui, a tuo dire, chi c’era non ha fatto niente?
    Non entro nel merito perché non sta a me difendere gli operati pregressi, mi aspetto lo facciano altri.
    Penso semplicemente che qualunque recriminazione, per quanto utile per il futuro miglioramento, non debba impedire di continuare a pensare.

  5. Vincenzo Atzeni

    Caro Antonellop, so molto bene che sei nei Riformatori solo da qualche mese e, proprio per questo, prima di scriveri articoli a sostegno di una causa ormai annosa, bisognerebbe informarsi prima di esplicitare delle giustissime cose quale lo stadio. Nel giornalismo, ma in tutte le cose, bisogna sempre informarsi del perché di un fatto e verificare le fonti. Se ti fossi documentato avresti compreso che il Comune di Cagliari è stato amministrato dal centrodestra per tantissimo tempo, quindi una proposta fatta oggi dimenticando quel che non si è fatto per dieci anni, rende l’intervento insussistente nel merito e nella pratica della conciliazione tra le parti. Nulla deve impedire di continuare a pensare, dici; è proprio quello che ti sto dicendo e dico da tempo: pensare anche prima di scrivere cose che non hanno fondamento perché, chi oggi le propone non ha tiutolo per proporle. E lo ripeto: quando si aveva il potere di farlo nulla si è fatto. Mario Floris e la sua giunta hanno fatto cose egregie? tante, sicuramente. Il problema dello stadio era nellle sue facoltà affrontarlo e portarlo a soluzione. Invece ha saputo solo litigare con tutti per questioni esclusivamente personali. Noi riformatori avremmo dovuto allora fare le barricate e dire al sondaco: siamo in giunta e ti appogiamo ma desideriamo anche essere ascoltati e non solo essere esecutori dei tuoi interessi politici (!). Ora che siamo all’opposizione dovremmo ossequiare Zedda perché vada da Cappellacci (dal nemico). Intanto in politica dovrebbero esserci solo avversari e non nemici. Da liberale questo ho imparato e desidero sempre consolidare questa democratica visione della politica. Qualcuno che ci vota ieri mi ha detto: Cenzo, al ridicolo non c’è mai fine, noi che diciamo qualcosa per lo stadio dopo averlo ignorato per anni e, ora lo dico, leggere continuamente Lino Bistrussu sull’U nione Sarda che diceva le peggio cose di Cellino riguardo allo stadio: “Togliamoli lo stadio e prima paghi i debiti se vuole trattare con noi”. Nessuno, proprio nessunio della dirigenza di Riformatori ha confutato le affermazioni di Bistrussu. Che Cellino sia persona poco gradevole è certo, ma quando si deve trattare per il bene dei cagliaritani certe affermazioni sulla stampa si devono evitare e impedire, o fare un comunicato col quale ci si dissocia da un consigliere, anche se è del proprio partito. Nessuno lo fece, lo feci io personalmente, io che non sono nessuno. Queste cose la gente le comprende benissimo, cvaro Antonello. Pensare? benissimo, prima riflettiamo e sempre.

  6. Antonello Gregorini

    Il risentimento è un sentimento che impedisce alla mente di avere il massimo rendimento. Liberati Vincenzo, se no è meglio che taci.

I commenti cono chiusi

Contattaci

Riformatori sardi
Coordinamento regionale
sede: Via Sant'Ignazio,30 - 09123 - Cagliari
telefono: 070 301131
Direzione Operativa: 070 6014279
email: info@riformatori.it