Niente election day, la partitocrazia non vincerà

Niente election day. Lo ha ufficializzato il presidente della Regione, Ugo Cappellacci che si è speso molto affinché amministrative  e referendum si svolgessero los tesso giorno. Dunque il 6 maggio si voterà per i referendum e, stando a indiscrezioni, il 20 per i sindaci e i consigli comunali chiamati al rinnovo. “La mancata celebrazione dell’election day è un’occasione persa”.

Lo ha dichiarato il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, che ha comunicato l’avvio delle procedure per il voto referendario del 6 maggio 2012. “La concentrazione in un’unica data delle amministrative e del voto per i quesiti referendari – ha aggiunto il presidente della Regione, ricordando che la Giunta aveva presentato un disegno di legge per consentire tale possibilità –  non solo avrebbe garantito un risparmio significativo per le casse pubbliche, ma avrebbe altresì favorito un’ampia affluenza alle urne. Una partecipazione – ha concluso il presidente –  che mi auguro sia comunque alta affinché la Sardegna possa affrontare in anticipo rispetto alle altre Regioni il dibattito politico su temi sensibili come quelli trattati dai referendum”.
Immediata la presa di posizione del Movimento referendario. “E’ ufficiale, il 6 maggio si voterà in Sardegna soltanto per il referendum – si legge in una nota – la casta ha dunque vinto la sua prima battaglia sotterranea contro i referendum sardi che puntano a ridurre i costi e i privilegi della politica e a restituire ruolo nelle scelte ai cittadini normali. A parole, tutti si sono espressi a favore dell’accorpamento tra elezioni amministrative sarde e referendum, che avrebbe consentito risparmio di quattrini (che potevano essere usati meglio!) e soprattutto maggior coinvolgimento degli elettori. Ma in realtà il coinvolgimento della gente è proprio quello che il Palazzo teme e non vuole. Una parte della politica

, di cambiamento non ne vuol sentire neppure parlare! L’obiettivo è chiaro: far mancare il quorum il 6 maggio, per dimostrare che per i sardi va tutto bene così, i referendum non servono a niente, nessuno disturbi il manovratore. Ma forse questa volta la casta ha fatto male i suoi conti: i sardi sanno bene sulla loro pelle che in questo modo non si può andare avanti e non andranno al mare il 6 maggio, come invece vorrebbe il Palazzo. Sui referendum, la casta ha vinto solo il primo round: la battaglia vera deve ancora cominciare e la vinceranno i sardi!”.
Per Michele Cossa, coordinatore regionale dei Riformatori sardi, “la partitocrazia non vincerà la battaglia. Nonostante gli appelli di tanti e dell'impegno assunto dal presidente della Regione, Ugo Cappellacci, non sarà possibile l'election day. Ma anche senza i referendum centreranno l'obiettivo del quorum. C'è solo da rammaricarsi che la Sardegna, a causa di coloro che si oppongono al cambiamento, non possa votare lo stesso giorno per referendum e amministrative, risparmiando così il denaro dei sardi”.
Infine è arrivato anche l’intervento del parlamentare del Pd, Arturo Parisi, che invita a votare per i referendum contro la cultura del degrado e del qualunquismo. “Portato – ha detto –  come temevamo, l'election day al fallimento, ognuno è con le spalle al muro. I partiti che hanno sostenuto nelle parole il diritto dei cittadini a far sentire la loro voce, ma non sono riusciti a garantirlo nei fatti, debbono ora dimostrare l'onestà delle loro convinzioni spendendosi più di prima a sostegno della partecipazione. Ma ancor più i cittadini che protestano contro le prevaricazioni dei partiti, quale che sia la loro scelta sui singoli quesiti referendari, debbono sapere che la loro eventuale indifferenza sarà usata contro di loro: per dubitare della autenticità della loro domanda di partecipazione democratica e della loro protesta contro gli sprechi della politica. La partecipazione al voto nella prossima consultazione referendaria è questa volta più che mai una battaglia per la democrazia, un gesto contro la cultura della delega ai partiti, e allo stesso tempo contro il qualunquismo”.

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4 commenti su “Niente election day, la partitocrazia non vincerà”

  1. Roberto

    Che vergogna, una marea di soldi pubblici che potevano essere risparmiati…

  2. Manuela

    La Casta ha vinto la prima battaglia, e sempre a spese nostre, come al solito.

  3. Pietro

    Ci stanno mettendo i bastoni fra le ruote in tutti i modi…

  4. Silvia

    Ormai non possiamo più farci niente, pensiamo solo a far conoscere a tutti i dieci quesiti.

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