Un nuovo piano per Sant'Elia

Sant'Elia rappresenta una ferita aperta ma, anche, un quartiere capace di contribuire in modo determinante allo sviluppo della città. Serve un progetto unitario di trasformazione che coniughi un procedimento amministrativo e finanziario. Questo potrebbe essere realizzato da una STU (società di trasformazione urbana), per la quale il gruppo dei Riformatori Sardi in Consiglio Regionale ha già presentato una proposta di legge che mira a porre le basi da cui sfruttare le opportunità offerte dal programma Jessica della comunità europea, inerente i fondi d’investimento per le infrastrutture e le riqualificazioni urbanistiche, oltre tutte le altre possibilità di reperimento di capitali, anche privati.

Lo sottolineano il coordinamento cittadino di Cagliari dei Riformatori sardi,  il gruppo in Consiglio comunale, ed il centro Studi dei Riformatori.

“La questione Sant'Elia – spiegano gli esponenti dei Riformatori – diventa sempre più cogente. I fatti di cronaca dell'ultimo periodo ci narrano di un quartiere in cui la condizione sociale si deteriora, il malaffare incrementa il fatturato insieme al disagio di chi vorrebbe vivere in un quartiere che dia più opportunità”. Ecco perché è necessario non perdere più tempo. “Area, l'agenzia regionale edilizia abitativa, – dicono i Riformatori – ha in cassa 37 milioni di euro per la manutenzione di una parte delle case del quartiere. Tuttavia ognuno di noi sa perfettamente che non sarà il rifacimento di qualche migliaio di impianti elettrici ed idrici, o il ripristino degli intonaci, a togliere dalle secche del degrado il quartiere e che questo investimento potrebbe essere pratico nell'immediato ma inutile in prospettiva. Con il “Concept Master Plan” di Soru- Koolhaas, la Regione Sardegna propose una serie articolata di realizzazioni urbanistiche che miravano, in sintesi, a riqualificare, valorizzare e riconnettere al resto della città tutta l’area e il quartiere di Sant’Elia. Il lavoro era incardinato sul progetto del Betile e la demolizione / ricostruzione verso mare dello stadio Sant’Elia. Oggi questi due progetti possono e devono definirsi superati. Ne consegue la necessità di rivedere tutto il “concept master plan”, per esempio, nei seguenti punti: riqualificazione delle abitazioni del borgo nuovo (Del Favero; Lame; Anelli; Torri) e in particolare delle parti inferiori (piastre e piano piloti) degli enormi condomini, assegnare le pertinenze private e c

ondominiali, di modo da eliminare il degrado che attualmente esiste in gran parte delle aree comuni che “essendo di tutti” non vengono curate e, anzi, a volte, sono chiuse abusivamente”. Senza considerare la questione del porto per la pesca, appaltato ma di cui non si è saputo più nulla.
“Servono le previsione di attività di social housing e la costruzione di edifici per case “appoggio” – spiegano i Riformatori – per poter effettuare una profonda riqualificazione o addirittura l'abbattimento dell’edificio “Del Favero” e avere volumi da inserire nella gestione del project finance previsto dal master plan. Ė necessaria la realizzazione di strutture ricettive di alto livello e la linea di metro leggera che colleghi via Roma con il Petto”. Ma questi progetti, oggi, “devono essere integrati con la riqualificazione dello stadio come “palazzo dello sport”,  sede delle federazioni sportive, con incluso, per esempio, un centro congressi; una pista per i runners; un centro grandi eventi all’aperto; impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili; piazze e giardini esterni; cubature in aggiunta al corpo attuale per ostelli e per creare il valore aggiunto utile per un’operazione in project finance”. Poi, “sul lungomare manca una passerella che crei il continuum con Su Siccu. Come manca anche quella che permetta la connessione con il quartiere La Palma e la zona Amsicora.  Il Silos Nervi potrebbe essere destinato ai servizi della nautica distribuiti fra i due lungomare. Tramite la creazione di due piccoli bracci a mare, in seguito al deposito naturale delle sabbie, eventualmente                            con iniziale innesco, potrà essere creato un sistema di piccole spiagge ad uso del quartiere e della città. Occorre vedere prioritariamente quali sinergie debbano crearsi, e come i progetti esistenti debbano interagire e integrarsi fra il Parco del Molentargius e la futura area di importante rilievo naturalistico regionale della Sella del Diavolo”.
In ultimo, concludono i Riformatori, è auspicabile che l’impianto del Lazzaretto venga destinato ad attività più redditizie e significative, quale potrebbe essere, ad esempio, il “museo dei popoli del mare”, in chiaro riferimento anche al popolo dei nuragici che quattromila anni fa erano protagonisti nel Mar Mediterraneo. Il Lazzaretto potrebbe anche diventare un centro di snodo delle varie offerte turistiche e di percorsi culturali, ambientali e archeologici strutturati, in cui impiegare delle cooperative. Appare evidente che in un lungomare così concepito non potranno mancare i centri di ristorazione tipica del mare, di vario livello e per le varie tasche, così com’é in ogni importante città sul mare”.

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5 commenti su “Un nuovo piano per Sant'Elia”

  1. Luca

    E’ un progetto molto ambizioso, ma è l’unico modo per non abbandonare il quartiere e farlo uscire dall’isolamento.

  2. Davide

    Se si chiede ad un abitante di Sant’Elia dove abita, non risponde “a Cagliari”, ma “a Sant’Elia”. Solo questo dà l’idea del fatto che i residenti si sentono esclusi dalla vita della città…

  3. Antonello Gregorini

    Se i Riformatori vogliono portare avanti il progetto sopra descritto per la rinascita del quartiere devono entrare nel quartiere e fare azione di promozione direttamente con il supporto di qualche associazione del posto.
    Mi domando però? Esiste in Sant’Elia un’associazione, coesa, capace di farsi supportare e che sposi la nostra idea?
    Se esiste e qualcuno del quartiere legge quest’articolo e il mio commento è pregato di segnalarcela o, meglio, creare un contatto.

  4. Nicola

    Associazioni sportive sicuramente, di altro tipo non mi pare che ce ne siano…

  5. Luisa

    Sarebbe bellissimo se il lungomare, da via Roma, arrivasse fino a Sant’Elia, un’unica passeggiata…

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