Lo Stato ingrato con la Sardegna

di Alfio Boi

Mi viene in mente la domanda che un giovane allievo fece al grande filosofo Socrate: “Maestro, qual è la cosa che si dimentica più facilmente?”. Socrate gli rispose: “La gratitudine”.
La brillante risposta di Socrate mi porta a legare alcuni fatti che riguardano, proprio in questi mesi, i rapporti tra lo Stato centrale e i sardi e, i sardi con alcuni valori che devono essere di esempio per tutti e che in altre parti d’Italia, soprattutto quelle più ricche, tendono ad essere soppiantati da altrettanti disvalori quali l’individualismo e l’egoismo.
Partiamo, in ordine di tempo, dall’ultimo fatto di cronaca. Un giovane carabiniere di Oristano riceve un encomio per la professionalità con la quale riesce a gestire una situazione particolarmente difficile nel corso delle manifestazioni in Val di Susa. Tutti ad applaudire a partire dai vertici dello Stato, della politica e delle elites varie.
Qualche mese fa, in occasione dell’alluvione che colpì i territori liguri delle Cinque Terre, un giovane sardo del Medio Campidano sacrificò la propria vita per salvaguardare l’incolumità degli altri cittadini, attardandosi nel liberare la strada dove sarebbe sopraggiunta la piena e rinunciando a mettersi in salvo.
E’ di stretta attualità  la storia della cooperante Rossella Urru, che dopo quattro mesi di prigionia sembra, per fortuna, risolversi positivamente, che evidenzia ancora una volta la generosità dei sardi per il prossimo e il senso alto dei valori che essi hanno scritto nel proprio DNA.
La storia e la letteratura sono ricche di episodi che fanno emergere di quanto sono capaci i sardi: dal tragico e commovente episodio del “Tamburino Sardo” descritto dal De Amicis nel libro “Cuore” (frutto della fantasia dell’autore), alle  epiche vicende della Brigata Sassari (con migliaia di morti veri) nell’Altopiano del Carso.
Per evitare di scantonare nella retorica, anche per evit

are che qualcuno si commuova, mi fermo qui con le citazioni.
A fronte di tanta generosità dei sardi si registra una incomprensibile insensibilità dello Stato nei confronti dei sardi, al di là dei pur importanti attestati, citazioni e medaglie al valore che, di volta in volta, vengono dispensati.
La nostra Isola attraversa un periodo difficilissimo: oggi ALCOA, ieri Eurallumina e Porto Torres, mondo agricolo ad un passo dal tracollo, vicenda Tirrenia e chi più ne ha più ne metta. Mi sembra peraltro che la situazione di gravità sia talmente  evidente che nessuno possa affermare che si tratta del tipico piangersi addosso dei sardi.
Sia chiaro che non si chiede un trattamento di favore a discapito delle altre regioni italiane; si chiede semplicemente che venga riconosciuto quanto alla Sardegna dovuto, e mi riferisco alle ingenti risorse della così detta “Vertenza entrate”, che peraltro ad altre Regioni come la Sicilia sono, da tempo, già state riconosciute e assegnate. Per non parlare dei così detti fondi FAS che l’Unione Europea destina, al fine di far superare gli squilibri territoriali tra regioni più ricche e regioni più povere, ai territori in ritardo di sviluppo e che, grazie alla Lega Nord e a Berlusconi, sono stati destinati a finanziare l’Expò che si terrà prossimamente a Milano. Sfiora il paradosso il fatto che mentre i sardi vengono tenuti a “stecchetto”, la Val di Susa viene messa a ferro e fuoco perché “non vuole” che vengano investiti svariati miliardi di euro (quasi una manovra economica) per la realizzazione delle strutture dell’ Alta velocità” (forse è opportuno costituire il comitato “Si Tav in Sardegna”).
Pur consapevole del momento di crisi economica che attraversa l’Italia ritengo che la Sardegna meriti una maggiore attenzione e un maggiore impegno da parte dello Stato, per consentirle di superare questo difficilissimo momento, anche per evitare che i sardi, così generosi e per molti aspetti virtuosi, possano, per un solo momento, pensare che le istituzioni statali possano essere tacciate di ingratitudine.
D’altronde saremmo orgogliosi di smentire Socrate nell’affermare che ciò che si dimentica più facilmente è la “gratitudine”.

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4 commenti su “Lo Stato ingrato con la Sardegna”

  1. Francesco

    Come diceva Enzo Biagi citando Enzo Ferrari, “Non fare mai del bene se non sei preparato all’ingratitudine”…

  2. Claudio

    Non mi stupisce che la Regione Sicilia abbia già ricevuto le risorse che le spettavano… ha ben altro peso politico rispetto a noi.

  3. Piero

    Sono soldi che ci spettano, è assurdo che siamo costretti a chiederli come se fosse un’elemosina…

  4. Monica

    Napolitano ha promesso che si sarebbe impegnato a sbloccare questa situazione… staremo a vedere.

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