Le Province hanno paura del referendum

L'Unione delle Province Sarde ricorre al Tar contro il decreto che convoca i referendum e subito arriva la risposta del Movimento referendario. “La decisione delle Province sarde di ricorrere in Tribunale contro il decreto del presidente della Regione che indice i 10 Referendum per cambiare la Sardegna è davvero sconcertante”,  sottolinea il Movimento che ha promosso la consultazione raccogliendo 30.000 firme.

“E' chiaro – dicono i promotori del referendum – che le Province dimostrano di non fidarsi affatto della volontà dei sardi di tenerle in vita e si illudono di essere meglio tutelate dai giudici e dagli avvocati”. “Le Province dimostrano dunque di avere paura di essere travolte da una valanga di sìche certificherebbe – argomenta il Movimento – la sostanziale inutilità di enti che rappresentano soltanto centri di costo, che servono alla politica per creare nuova burocrazia e nuove reti di clientela e di assistenza, ma sono incomprensibili e inaccettabili alla 'gente normale'. A questo punto, le Province sarde ci devono soltanto spiegare chi pagherà gli avvocati che dovrebbero trovare i cavilli per sconfiggere la sovranità popolare. Forse le Province useranno i soldi degli stessi cittadini sardi che vorrebbero ridurre i costi della burocrazia e della politica?”.

Anche il presidente della Regione Ugo Cappellacci attacca l'Ups. “Lascino che si esprima il popolo sardo – dice il presidente della Regione – le

istituzioni non sono un abito da cucire su misura per chi riveste temporaneamente, non certo a vita, un ruolo di rappresentanza politica, ma devono essere conformate alle esigenze delle comunita' che vengono rappresentate. Il ricorso annunciato sembra un tentativo estremo di una parte della politica di chiudersi nel bunker della conservazione per difendere rendite di posizione e opporre un'ostinata resistenza alle istanze di cambiamento che provengono da piu' parti della nostra società. Se i rappresentanti dell'Ups sono convinti che la loro tesi sulla necessità di mantenere in vita le province sia fondata e condivisa dai cittadini sardi, si misurino sul piano della democrazia anziche' provare a tenerne a freno i meccanismi decisionali. I referendum – ha concluso il presidente della Regione – sono un'occasione da cogliere affinche' la Sardegna anticipi rispetto alla Penisola una stagione di cambiamento fondamentale per perseguire una ripresa che non sia solo economica, ma sia morale, culturale, sociale e politica”.

Un appello agli otto presidenti delle Province sarde affinché desistano dal ricorso alla magistratura per bloccare i referendum, è stato lanciato da Efisio Arbau del Comitato Referendario. “Dispiace – sottolinea – che si pensi di derubricare una questione politica importante, come eliminare o meno un livello di governo intermedio tra Comuni e Regione, a mero cavillo burocratico con il tentativo di spostare la decisione dalle sessioni elettorali alle camere di consiglio. Un atto che di fatto spazza via l'ultimo barlume di credibilità che gli enti provinciali conservano”. Arbau propone, invece, ai presidenti delle otto Province una campagna referendaria comune nei 377 paesi della Sardegna.

zp8497586rq

6 commenti su “Le Province hanno paura del referendum”

  1. Davide

    E’ la conferma che stiamo andando nella direzione giusta!

  2. Riccardo

    Un ultimo tentativo disperato e ridicolo di sopravvivere…

  3. Alice

    Se riuscissero a bloccare i referendum sarebbe veramente uno scandalo…

  4. Alberto

    Davvero sconcertante, i partiti non si accontentano di bloccare le riforme nelle sedi legislative, che per prime sarebbero deputate a scriverle, ma pretendono anche di sterilizzare gli strumenti di democrazia diretta e quindi la volontà dei loro stessi elettori.
    E’ segno che i referendum stanno colpendo nel segno: andiamo avanti con decisione ancora maggiore!!!!!!!

  5. enrico mario vincenzo rossi

    La volontà popolare è l’unica espressione di democrazia non bisogna bloccare i referendum.

  6. Mauro

    Si può sapere il motivo del ricorso? Sicuramente avranno scovato qualche cavillo insignificante per far saltare tutto… ma sono certo che non ci riusciranno.

I commenti cono chiusi

Contattaci

Riformatori sardi
Coordinamento regionale
sede: Via Sant'Ignazio,30 - 09123 - Cagliari
telefono: 070 301131
Direzione Operativa: 070 6014279
email: info@riformatori.it