Referendum, al via la campagna. "Ora al lavoro"

E' partita la campagna referendaria per chiedere il buon funzionamento delle istituzioni, riduzione degli sprechi e un ruolo primario dei cittadini nella vita politica. Questa mattina al Caesars' hotel a Cagliari si è costituito il Comitato che coordinerà una serie di manifestazioni e banchetti nelle città dell'isola. Una vera battaglia per portare i cittadini alle urne.

Le prime iniziative sono in programma a Nuoro, dove è certa la presenza del sindaco, e a Sassari, dove i promotori sperano di coinvolgere il primo cittadino. Dieci i quesiti sui quali le persone sono chiamate a esprimersi il 10 giugno prossimo. “Una data che speriamo di poter anticipare al 6 maggio – ha spiegato Massimo Fantola, leader dei Riformatori – chiediamo, infatti, al presidente della Regione,

Ugo Cappellacci, di accogliere la richiesta, ribadita anche dal segretario del Pd, Silvio Lai, di far coincidere il voto delle amministrative sarde con il Referendum per favorire la maggiore partecipazione e evitare sprechi”. Fra i quesiti, quello che più preme è l'abolizione delle province. Ma altri riguardano la riscrittura dello Statuto sardo da parte di una Costituente, l'elezione diretta del Presidente della Regione, l'abolizione dei consigli di amministrazione degli Enti, la riduzione a 50 del numero dei consiglieri regionali. “Quasi 700 amministratori hanno dato la loro adesione – ha sottolineato Michele Schirò del Comitato – stiamo allargando di giorno in giorno le adesioni, c'é gran voglia di cambiamento, soprattutto fra i giovani”. Fra le adesioni si registrano i “pratici” dell'ex assessore Andrea Prato, i cosiddetti “rottamatori”, il presidente della circoscrizione del centro storico di Cagliari Gianfranco Carboni. L'avv. Annamaria Busia, coordinatrice dei Riformatori, ha ribadito il ruolo della Sardegna di apripista verso una politica che metta fine agli sprechi.

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4 commenti su “Referendum, al via la campagna. "Ora al lavoro"”

  1. Viviana

    Sono d’accordo con la scelta del 6 maggio come data del referendum: la riduzione degli sprechi è il nostro obiettivo e votare nello stesso giorno delle amministrative significherebbe dimostrarlo anche in questo modo.

  2. Stefania

    E’ anche vero che se fosse il 10 giugno avremmo un mese in più per convincere ancora più gente… non saprei dire quale data andrebbe meglio…

  3. Marco

    Sto notando un interesse crescente nei confronti dei referendum: chi non ne era a conoscenza in questi giorni si sta informando, e non può non essere d’accordo con le idee che propongono!

  4. Paolo

    L’Unione delle Province Sarde ha fatto ricorso al Tar, stanno mettendo in dubbio la legittimità dei referendum che chiedono l’abolizione delle province!

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