Il S. Elia: una storia infinita

Un quotidiano nazionale sosteneva, qualche giorno fa, che il nostro paese è la patria dei progetti mille volte annunciati e mai realizzati, dei problemi aperti sui quali gli italiani si azzuffano e si indignano sui giornali, ma inutilmente perché piano scema l’attenzione su di essi e questi cadano inesorabilmente nel dimenticatoio, per poi periodicamente ritornare di moda.

Aggiungo che noi sardi in questo sport siamo dei veri e propri campioni. E di esempi se ne potrebbero fare mille.

Ma uno dei casi più eclatanti di queste storie infinite è lo Stadio S. Elia.

E in cartellone,nel palcoscenico della informazione in Sardegna, da almeno quindici anni e ha per protagonisti, Il Comune di Cagliari, il Cagliari calcio, la Regione, e , ancora, la Lega calcio, altri comuni dell’hinterland,l’Enac … ciascuno capace di svolgere, negli anni, più parti in commedia.

Passano gli anni ed ogni volta che si affaccia un soluzione l’opinione pubblica sembra spaccarsi in due come una mela intorno agli stessi interrogativi.

Questi, in pillole, al momento (ma solo al momento), sono :

Il S. Elia può essere ristrutturato in modo tale che resti lo stadio del Cagliari Calcio ?

“La sua concezione è vecchia, voglio uno stadio moderno ! “ ripete Cellino che è intenzionato a costruirsene uno tutto suo,magari fuori dalla città, sognando uno stadium sul tipo di quello della Juve. Può piacere o meno ma Cellino è il presidente del Cagliari Calcio che rappresenta una straordinaria ribalta per la città e per la Sardegna ed è nel cuore dei cagliaritani e dei sardi.

Possiamo impedire ad un imprenditore di realizzarne uno nuovo dove meglio crede ?

Certo che no ! Tuttavia, anche se siamo tutti d’accordo che dobbiamo ragionare in termini di area metropolitana, la maggior parte dei cagliaritani non fanno salti di gioia nell’immaginare che la propria squadra giochi sempre “fuori casa”.

Ci sono altre aree all’interno della città adatte alla costruzione del nuovo stadio

?

La risposta è si. Ad esempio, si è fatto riferimento ad una area posta a nord della piana di S. Lorenzo, all’estreme propaggini del territorio cittadino, con destinazione servizi generali GA1, che ha tutte le caratteristiche richieste. E’ baricentrica ed ha una destinazione urbanistica coerente. Il Comune potrebbe stipulare con il Cagliari calcio un accordo di programma che abbia volare di piano attuativo, così come prescrivono le norme.

Che fare del vecchio stadio ?

Buttarlo giù ? Non è una soluzione perseguibile. Anche perché rappresenta un piccolo pezzo della storia della città ma soprattutto per gli elevatissimi costi di demolizione e di smaltimento delle macerie e perché è l’unico stadio olimpico in Sardegna, con tutto quello che ne consegue.

Ed allora ?

Non resta che pensare di riconvertirlo all’interno dell’area di S. Elia, usufruendo di capitali privati in modo che la sua gestione non sia un peso insopportabile per le casse comunali.

Come ?

E’ perfettamente inseribile in un Piano di sviluppo urbano, indispensabile per poter accedere a tutte quelle forme di finanziamento pubbliche e private che potrebbero essere utilizzate, che ricomprenda il quartiere di S. Elia, capace di riqualificare l’intera area dandogli una forte valenza turistica, con il porticciolo,i parcheggi,il lungomare, le attività economiche e commerciali legati al turismo stesso.

Che funzione dare allo stadio ?

Utilizzando le volumetrie esistenti potrebbe conservare le sue valenze sportive e di intrattenimento, essere sede magari di attività legate allo sport ( le federazioni sportive ?, la medicina sortiva ? gli uffici comunali e regionali dello sport ?) con l’aggiunta di elementi economicamente redditizi per i privati che vorranno accollarsi i costi di investimento e la gestione.

Nessuno naturalmente si illuda che la soluzione sia a portata di mano. Ne sentiremo ancora. Altri interrogativi ed altre risposte. Dopo tutto è il “bello” delle storie infinite.

zp8497586rq

12 commenti su “Il S. Elia: una storia infinita”

  1. Antonio

    Da tifoso del Cagliari sono molto legato al S. Elia, però mi rendo conto che non si può andare avanti con una struttura così obsoleta.

  2. Mary

    A me sembra assurdo che la gente vada a correre fuori dallo stadio: perché non può farlo dentro?

  3. Guido

    C’è solo l’imbarazzo della scelta per l’utilizzo del S.Elia. La vostra proposta mi sembra utile e realizzabile.

  4. Roberto

    L’importante è che lo stadio resti a Cagliari! L’ipotesi Elmas è ancora in piedi?

  5. Michele

    E domani arriva Striscia La Notizia!

  6. Michele

    I tifosi del Cagliari non si fermano. Dopo il gruppo su Facebook denominato “Dateci uno stadio nuovo”, i supporters del Cagliari sono andati oltre alla protesta via web. Già nella partita di sabato contro il Palermo sono stati esposti due eloquenti striscioni. Uno recitava: “Basta promesse, solo certezze: Stadio nuovo” e l’altro invece: “Profondo sdegno per uno stadio indegno”. Una protesta civile che non si ferma.

    I tifosi del gruppo infatti hanno contattato in massa la redazione di varie trasmissioni televisive per sensibilizzare il pubblico di Cagliari (e non solo) sul problema stadio. La prima a rispondere è stata quella di Striscia la Notizia. Infatti già domani è previsto l’incontro con i tifosi. L’appuntamentò è fissato per le 14.30, davanti ai cancelli degli spogliatoi dello stadio Stadio Sant’elia.

    L’incontro sarà aperto a tutti i tifosi che vorranno partecipare. Due i requisiti richiesti: civiltà e una sciarpa rossoblù al collo. Gli abbonati invece sono invitati a portare il proprio abbonamento all’incontro. (Fonte: http://www.tuttocagliari.net)

  7. Franco

    Sono tifoso del Cagliari ma non cagliaritano. Come tantissimi altri non cagliaritani se lo stadio fosse all’ingresso della città sarebbe molto meglio e lo sarebbe anche per il traffico cittadino. E’ comunque fondamentale realizzare uno stadio nuovo, moderno e confortevole, perché la pay tv sta ammazzando le partite dal vivo. Juventus docet, ma basta guardare gli stadi tedeschi….
    La struttura del Sant’Elia è una vergogna per tutti, andrebbe ristrutturato dandogli una funzione diversa, arena per spettacoli (l’anfiteatro mi pare che non si possa più utilizzare) e altro connesso allo sport. Non parliamo di grandi manifestazioni sportive all’aperto, quelle fatte al Sant’Elia si possono contare sulle dita di una mano. Le persone che fanno jogging abbisognano di parchi per correre, non di una pista di atletica dove un’ora di corsa sarebbe alienante.
    Ma in Comune ci sono sempre stati anche i Riformatori, perché su questo argomento non è mai stato fatto niente di veramente importante?

  8. Luca

    La storia infinita… ma è possibile che non riescano a sedersi ad un tavolo e prendere una decisione definitiva? Ogni giorno ce n’è una nuova!

  9. Giuseppe

    Bisogna fare qualcosa, non si può continuare a giocare in uno stadio semivuoto!

  10. francesco

    Quando, una decina d’anni fa, Cellino parlò di ammodernamento del S. Elia commise un errore madornale: propose di trasformarlo, in linea con gli stadi inglesi, in un qualcosa fruibile sette giorni su sette, aprendo attività sportive, ricreative e commerciali. Apriti cielo! I commercianti cagliaritani organizzarono subito una raccolta di firme contro la sua proposta. Poi è cominciato con cadenza periodica il valzer delle proposte. Ristrutturazione si, ristrutturazione no. Trasferimento si, trasferimento no. Dove? A Elmas, Assemini, Sestu, Monastir, Monserrato, Quartu. Valide? pazzesche? Non so. Tutte però con una caratteristica in comune: di aprire discussioni che durano un certo tempo e rinviare la soluzione alle calende greche.
    P.S.: Non credo che il problema per demolire il S. Elia siano i detriti. A proposito di proposte estemporanee, si potrebbero utilizzare i detriti per riempire le cavità sotto piazza d’Armi.

  11. Atzeni

    Su questa stortia dello stadio Sant’Elia c’è solo da essere stanchi. Buttatelo giù. Punto e basta. Non è affatto vero che i cagliaritani siuano legati alla storia di questo stadio, e chiunque lo affermi non ha cntezza di quello che ndice. Io, da giocatore delle giovanili del Cagliari negli anni ’60 ho seguito tutta l’evoluzione del meraviglioso Cagliari di Gigi Riva, amico da allora. I miei ricordi come tutti quelli degli sportivi cagliaritani sono legati allo Stadio Amsicora dove vioncemmo lo scudetto. Lo Stadio Sant’Elio ci portò solamente iella con l’infortunio di Riva con la partita casalinga con il Milan. Infortunio che decretò l’impossibilità di Riva di Giocare la partita casalinga della Coppa dei campioni contro il Sant’Entienne. Perdemmo la partita. Punto, a capo e finiamola con questo maledetto stadio. E non è vero che per buttarlo giù ci vogliono tempi biblici. Bastano tre mesi. Chiunque diuca il contrario dice menzogne. Chiedete ai veri tifosi a quale stadio sono legati.

  12. Vincenzo

    La storia del Sant’Elia sta diventando stucchevole. Chiunque sostenga che i cagliaritani siano legati a questo statio, non ha contezza della storia del Cagliari calcio. Tutti i tifosi, quelli che ben ricordano, sono legati affettivamente allo stadio che ci ha visti campioni d’Italia nel 1969. Lo stadio Amsicora. Buttiaolo giù, bastano 3 mesi, e non diciammo sciocchezze su questo punto.

I commenti cono chiusi

Contattaci

Riformatori sardi
Coordinamento regionale
sede: Via Sant'Ignazio,30 - 09123 - Cagliari
telefono: 070 301131
Direzione Operativa: 070 6014279
email: info@riformatori.it