Riforme, i lavori sono in corso

Una battuta d’arresto, ma alla fine solo di questo si tratta. La decisione della Corte Costituzionale di non dare il via libera al referendum sulla legge elettorale non è una sconfitta per i riformatori. Tutt’altro.

Sembrerà un paradosso ma è una vittoria, almeno per chi ci ha creduto: la sconfitta è , invece, per la democrazia, per un sistema partitocratico che controlla tutti i gangli del potere, per i partiti che – come nel ’92 – non si accorgono o fanno finta di non accorgersi che gli elettori ne hanno le tasche piene e vogliono il cambiamento. Ma soprattutto vogliono decidere chi deve andare a governare. E invece no. I partiti tentano di riverniciarsi, di farsi un bel lifting, cercando di apparire per quello che non sono.

I Riformatori (in senso lato e non solo quelli iscritti ai Riformatori sardi, per intenderci) non si arrendono. E a testa basta vanno avanti nella guerra per il vero cambiamento. Lo fanno con i 10 referendum per cambiare la Sardegna, affiancando con convinzione il Movimento referendario sardo formato da amministratori locali, gente comune e personalità della cosiddetta società civile. E questo, si badi bene, è solo il primo passo, il primo tassello di un grande progetto di cambiamento per la Sardegna da esportare, se possibile, anche in Italia.

Da qui si riparte. Non dalla decisione della Consulta, dunque, che è solo un piccolo incidente di percorso. Si riparte dalla voglia di cambiare, di fare le riforme,  di far sì che gli elettori siano davvero i protagonisti di un futuro migliore. Eliminando una gerontocrazia che ha portato l’Italia e la Sardegna nelle condizioni in cui versa.  Facendo sì che i giovani, le donne, i meritevoli vadano avanti, governino se ne hanno le capacità. Rendendo la nostra Isola un posto migliore. Dove il posto di lavoro non sia un miraggio ma un diritto. Per tutti.

I lavori sono in corso. Ora è il momento di rimboccarsi le maniche.

7 commenti su “Riforme, i lavori sono in corso”

  1. Mauro

    Una decisione incomprensibile… ma la Corte Costituzionale come ha motivato questa scelta?

  2. Paola

    E’ stata una grande delusione, ma ora non pensiamoci più e andiamo avanti!

  3. Riccardo

    Anch’io sono rimasto stupito, non mi aspettavo proprio questa decisione. In ogni caso noi non abbiamo nulla da rimproverarci.

  4. Flavio

    Le idee e le proposte che partono dal basso prima o poi hanno successo, è solo questione di tempo!

  5. Marcello

    Dovrebbe essere la norma che i cittadini possano scegliere chi li governa… e invece dobbiamo ancora lottare per questo diritto!

  6. Gigi78

    I partiti tradizionali non hanno la volontà di fare le riforme… i movimenti come quello referendario, invece, hanno la forza di cambiare davvero le cose.

  7. Stefano

    Speriamo, sono proposte di buon senso che potrebbero realmente dare uno scossone a questa situazione politica stagnante.

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