Referendum: Il leone va alla guerra

E’ Venerdì 30 dicembre. Sono le 8 del mattino. Come ogni giorno, mi reco al bar sotto casa per prendere il caffè.
Mi ferma un signore (diciamo della terza età avanzata) che incontro quotidianamente ma di cui non conosco nemmeno il nome e con il quale non ho mai scambiato una parola, se non un frettoloso “buongiorno”.
Ha già letto il giornale e, inaspettatamente, vuole congratularsi per la notizia riportata nella pagina regionale: le firme referendarie sono state consegnate alla corte d’appello!
E’ entusiasta dell’iniziativa, mi fa gli auguri per la battaglia che ci accingiamo a combattere e mi dice che se avesse avuto qualche anno in meno sarebbe stato con noi sulle barricate.
Lo ringrazio e tento di convincerlo che l’impresa è difficilissima e che ciascuno deve fare la sua parte. “Abbiamo necessità dell’aiuto di tutti anche del suo”… Gli dico con voce implorante.“ Sono troppo vecchio e non sono più utile a nessuno …” mi risponde salutandomi gentilmente e rinnovandoci gli auguri.
Non sono riuscito ad “arruolarlo”e la cosa mi amareggia.
Mi rammarico ancora di più pensando a quanti vorrebbero aiutarci ma non saranno della partita, persuasi che questa sia riservata agli”addetti ai lavori” e che la loro partecipazione sia inutile.
“Come posso convincerlo che siamo tutti indispensabili per vincere ?” questa è la domanda che mi assilla.….” e se gli ricordassi quella favola di Esopo, il Leone va alla guerra , che più o meno recita così?”
Il leone, re della foresta,decise un bel giorno di fare la guerra e chiamò alle armi tutti gli animali, senza nessuna esclusione. Vennero tutti, dai più grandi ai più piccoli, ed il re leone cominciò ad assegnare ad ognuno il proprio compito.
Disse all’Elefante:” Tu sei forte porterai l’artiglieria”.Poi sussurrò alla volpe “tu sei furbo mi aiuterai ad ingannare il nemico”.”tu sei forte ed agile” ordinò all’Orso” preparati all’assalto delle fortezze”.
Infine comparvero di fronte al re gli asini e le lepri. I suoi consiglieri allora gli dissero:“Questi animali sono inutili. Gli asini sono sciocchi e le lepri sono timide”.
Ma il Leone rispose: “L’asino ha una voce più potente della mia; sarà un ottima tromba per chiamare a raccolta i soldati. La lepre è velocissima e porterà i messaggi da una parte all’altra del campo di battaglia.”
“Dovete imparare, disse ai suoi consiglieri, che nessuno è inutile ma che ciascuno è indispensabile se vogliamo vincere la guerra.
Domani mattina costringerò il malcapitato signore al bar, , tra un sorso di caffè ed un altro, ad ascoltare la mia favola e gli dirò che io sono pronto ad usare la mia voce come l’asino ma lui dovrà essere la lepre…

2 commenti su “Referendum: Il leone va alla guerra”

  1. Alessandro

    Bellissima favola, come tutte quelle di Esopo… dica all’anziano signore che ci dobbiamo impegnare tutti, se non per noi per i nostri figli!

  2. Carlo76

    Trentamila firme in venti giorni significano che c’è davvero voglia di cambiamento!

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