Come lavora il centro studi

PREMESSA E OBIETTIVO

I flussi di informazioni scambiati fra le varie componenti dell’organizzazione dei Riformatori oggi sono relativamente STATICI.Occorre migliorare la produzione d’informazioni e l’efficienza dei flussi.
Chiunque può produrre informazioni, non tutti hanno la capacità di elaborarle con intelligenza e generarne di nuove.
QUESTO E’ IL NOSTRO COMPITO.
Questo processo di scambio, se ben gestito, produce contenuti e, in definitiva, buona politica.

Il nostro lavoro è funzionale allo sviluppo della Sardegna, alla crescita della nostra organizzazione politica e mira, pertanto, a tracciare un “Modello di Sviluppo” innovativo, in linea con gli ideali Liberali e Democratici.

VISION

La generazione di una società quanto più liberale e democratica che sia fortemente orientata verso la ricerca di un nuovo ciclo economico, più rispettoso della natura e dell’uomo.

Le LIBERALIZZAZIONI sono funzionali alla liberazione di energie e all’incremento della TRASPARENZA. Sono anche funzionali alla nuova ENERGETICA; alla strutturazione del TERZO SETTORE; alla ricerca di una migliore economia del futuro, attraverso l’E.DEMOCRACY e la TRASPARENZA.
La revisione delle categorie fondamentali dell’economia quali profitto e produttività, egoismo e interesse privato, a favore di un maggiore sviluppo della condivisione delle risorse e delle conoscenze;
La condivisione e la distribuzione massima della capacità di produrre conoscenza.
La condivisione della capacità di produrre energia da fonti rinnovabili, a favore di un sistema di piccolo capitalismo distribuito.
Il miglioramento dell’efficienza ambientale nella produzione dei beni e dei servizi.
Una maggiore equità nella mobilità sociale e nel riconoscimento del merito dei singoli.
L’individuazione di cicli di produzione ripetibili e con impatto minimo verso gli equilibri della biosfera.

Ciò ancora significa:

Una maggiore efficienza nei consumi;
La trasformazione del patrimonio edilizio.
La trasformazione della mobilità attualmente basata sui combustibili fossili verso una che utilizzi mezzi a emissioni zero.
Un diverso e migliore utilizzo delle risorse naturali.

Materie fondamentali dei nostri studi saranno pertanto: E.Democracy; Trasparenza; Le reti dell’Informazione e dell’ Energia; Alleggerimento dello Stato; Forme e livelli di Comunicazione Politica; Sviluppo del Terzo Settore.

METODO

Formazione di gruppi di studio, anche composti da singoli individui.

Condivisione con tutta l’organizzazione di quanto appreso ed elaborato attraverso tutte le tecniche possibili di comunicazione a basso costo.
Sviluppo di una profonda conoscenza degli argomenti di studio scelti.
Antonello Gregorini

2 commenti su “Come lavora il centro studi”

  1. Franco

    Buonasera.
    Ho visitato il sito dei Riformatori e ho notato questa iniziativa intelligente del Centro Studi, e ho pensato di rivolgervi un quesito e, al tempo stesso, avviare magari una discussione approfondita.
    Il grande malessere che sta colpendo la società sarda in quest’ultimo periodo è dovuto in gran parte alla crisi delle attività imprenditoriali, piccole e grandi, che stanno mandando a casa i dipendenti.
    Ritengo che il problema principale sia il costo dell’energia elettrica. Stranamente, così mi dicono, in Sardegna costa più che in altre parti d’Italia. Eppure son stati installati molti impianti eolici e fotovoltaici….certo, sono privati, ma – ecco l’argomento principe – è proprio impossibile che la Regione gestisca una parte sostanziale di queste risorse in modo da aiutare popolo ed industrie?
    Ho letto la storia dello sfruttamento delle acque in Valle d’Aosta: è stata creata una società mista pubblico/privato che gestisce tutte le loro risorse idroelettriche.
    Se loro riescono ad ottenere tanto dalle loro acque, noi non potremo fare lo stesso con il nostro sole ed il nostro vento?
    Cordiali saluti.
    Franco Contini – Oristano

  2. Antonello Gregorini

    Scusa il ritardo, leggo solo oggi il tuo intervento. Penso anch’io da anni che la regione avrebbe dovuto attivarsi in quel senso. Questo comunque, per essere chiari, non può determinare un calo dei costi dell’energia per settore industriale ma potrebbe comunque garantire lavoro, benefici economici dagli incentivi e, anche, un maggior controllo del processo rispetto al dominio della speculazione che è in mano prevalentemente a capitali privati italiani ed esteri.
    E’ almeno tre anni che scrivo articoli in tal senso, alcuni comparsi anche sulla Nuova e l’Unione. La Regione di Cappellacci, però, ma mi pare aver colto il punto per quanto, con le ultime delibera abbia messo ordine in un contesto normativo caotico.

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