Sardegna come Alcatraz, mozione in Consiglio

Il governo italiano trasferirà nelle carceri sarde e in particolare nel nuovo carcere di Uta e a Sassari i detenuti soggetti al 41 bis, dunque per reati di Mafia, Camorra e ‘Ndrangheta. La denuncia è dei Riformatori sardi che stamattina, nella sede del partito in via Firenze a Cagliari, hanno spiegato in una conferenza stampa hanno lanciato l’allarme. Alla conferenza stampa hanno partecipato il vice presidente del Consiglio regionale e coordinatore regionale dei Riformatori Michele Cossa, il capogruppo in Consiglio regionale Attilio Dedoni, il consigliere regionale dei Riformatori Franco Meloni  e il coordinatore cittadino di Cagliari del partito, Anna Maria Busia.  Cossa ha anche annunciato la presentazione di una mozione in Consiglio regionale.

“Se prima avevamo dei sospetti – hanno detto gli esponenti dei Riformatori sardi – ora ci sono certezze. La prima è la norma che è stata inserita nella legge 94 del 15 luglio del 2009all’articolo due lettera f prescrive: “I detenuti sottoposti al regime speciale di detenzione devono essere ristretti all’interno di istituti a loro esclusivamente dedicati, collocati preferibilmente in aree insulari”.

Ma in realtà a dare la certezza che i detenuti soggetti al 41 bis arriveranno sono i finanziamenti già approvati dal Cipe: per la realizzazione del nuovo padiglione per detenuti sottoposti a regime 41 bis a Uta sono stati stanziati 15 milioni di euro, mentre per il carcere di Sassari, sempre per lo stesso fine, ci sono 16 milioni e 350mila euro.

 

“La situazione attuale delle carceri sarde è gravissima – hanno detto gli esponenti dei Riformatori sardi durante la conferenza stampa – i suicidi di quest’ultimo periodo hanno reso ancora più allarmante una situazione ormai al limite. Al sovraffollamento, la carenza di personale sottoposto a turni massacranti, il difficile passaggio della sanità penitenziaria alle regioni, adesso si aggiungerà il pericolo che può derivare dall’arrivo nella nostra Isola dei capoclan: oltre all’aumento dei detenuti ci sarà certamente un incremento di boss mafiosi. E la nostra terra, anche a causa della grave crisi economica, diventerà terreno fertile per le organizzazioni criminali”.

Insomma, adesso serve chiarezza. Lo Stato deve dire subito se e quando questi detenuti arriveranno e la Regione deve fare la sua parte. La Sardegna non può diventare per legge o decisioni romane una colonia di mafiosi, camorristi e ‘ndranghetisti.

4 commenti su “Sardegna come Alcatraz, mozione in Consiglio”

  1. Vincenzo Atzeni

    Condivisibile e apprezzabile. Io mi porrei qualche domanda e a queste cercherei di dare risposte in termini pratici per l’occupazione in Sardegna. Lo so, le mie osservazioni vanno sempre contro corrente ma mi piace vedere anche il risvolto della medaglia. Non sto qui, e chiedo scusa, ad esporre quello che chiederei allo Stato italiano, ma una cosa è certa: così come non vogliamo noi i camorristi e i mafiosi non li vogliono neanche le altre regioni, e a ragione. Possiamo capovolgere il diniego essendo propositivi? Io penso di sì. Sapete che appartengo al consiglio provinciale dei riformatori e che seguo tutto quello che si svolge a livello politico. Ma, qualche volta, cerchiamo di vedere quali vantaggi possiamo trarre da decisioni che altri vorrebbero imporci. Insomma: dettiamo noi le regole. Anche, forse, per aderire a richieste che possono apparirci ridicole ed offensive. Io qualcuna, come in altri campi, l’avrei. Ditemi se vi interessa conoscerle.

  2. Vincenzo Atzeni

    Concordo. Cerchiamo qualche volta di trasformare uno svantaggio in un arricchimento per la nostra Isola. Come? Chiedetemelo, magari esistono soluzioni.

  3. ernesto

    A me interessa tutto ciò che può essere nell’immediato e propositivo…sono pronto ad agire e darti la mia disponibilità.un abbraccio, ernesto

  4. chair rail

    Interesting…

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