Referendum, un successo: trentamila le firme

Trentamila firme raccolte: è questo il risultato eccezionale ottenuto dal Movimento referendario sardo. Un mese e mezzo fa 200 tra sindaci e amministratori locali del Comuni della Sardegna si sono presentati ai giornali e alle televisioni per annunciare quella che – nella ritualità pietrificata della politica sarda- poteva sembrare una MISSION IMPOSSIBLE: raccogliere diecimila firme su dieci quesiti sintetizzati da un obiettivo davvero ambizioso: DIECI REFERENDUM per CAMBIARE la SARDEGNA.

Nel loro complesso, i quesiti rappresentavano una sorta di “Manifesto” delle forze sarde del cambiamento e della modernizzazione, raccogliendo un consenso assolutamente trasversale ai partiti politici: abolizione delle Province, riduzione del numero dei consiglieri regionali e dei loro emolumenti, l’abolizione del sottogoverno degli Enti regionali, le elezioni primarie per scegliere il candidato Presidente e l’Assemblea Costituente per la riscrittura dello Statuto Sardo.

 

Lo spirito

Ma senz’altro più importante dei singoli quesiti è lo spirito che ha unito alla partenza i “200”: un progetto di cambiamento che potesse rappresentare un macigno nella palude della politica, che aprisse la politica sarda ad una nuova, emergente classe dirigente, che ribadisse una diversa dimensione di sobrietà della politica, che riportasse al centro di tutto il cittadino e la sua possibilità di incidere nelle scelte.

 

Il percorso

“Siamo partiti in duecento – si legge nella nota del Movimento referendario – e oggi  sono più di seicento (e ogni giorno arrivano nuove adesioni!) i Sindaci e gli amministratori che partecipano al Movimento Referendario, con presenza di tutti i partiti politici presenti in Sardegna, in rappresentanza di oltre duecento Comuni di tutte le Province Sarde. Agli amministratori locali si è poi aggiunto un Comitato di sostegno della società civile con centinaia di prestigiose firme di rappresentanti del mondo dell’impresa, del lavoro, delle professioni, della cultura, dello sport, dell’associazionismo”.

 

La raccolta delle firme.

Nonostante il clima invernale, nonostante la sfiducia tangibile tra la gente, invernale, nonostante le obiettive difficoltà pratiche a raccogliere dieci firme da ciascun cittadino, i banchetti di raccolta delle firme sono stati letteralmente presi d’assalto dai sardi e qualunque volontario chiunque abbia partecipato all’organizzazione di un tavolino può raccontare la propria esperienza di vere e proprie file di persone in attesa di firmare.

 

I risultati si vedono: le firme non sono state ancora tutte certificate per le difficoltà dei Comuni in questi giorni che precedono il Natale, ma siamo sicuramente arrivati a sfiorare il traguardo delle TRENTAMILA firme di sottoscrizione!

 

Una cifra straordinaria, al di la di qualsiasi aspettativa, che è il frutto di uno sforzo generale di quella parte della politica sarda che non sia arrende e vuole combattere fino in fondo la battaglia per restituire speranza alla Sardegna e ai sardi.

 

Trentamila sottoscrittori significano TRECENTOMILA FIRME su DIECI QUESITI raccolte in poco più di venti giorni: non crediamo che siano necessari altri commenti sul desiderio dei sardi di utilizzare lo strumento referendario per far sentire la propria voce in questo momento così drammatico!

 

La consegna delle firme

Subito dopo Natale, ma prima di Capodanno consegneremo le firme necessarie per indire i DIECI REFERENDUM alla Corte d’Appello del Tribunale di Cagliari, affinchè partano le procedure che consentano di votare i referendum insieme al referendum antiPorcellum e insieme al turno della elezioni amministrative, nella primavera del 2012, senza nessun aggravio di costi per le casse della Regione.

 

Il Movimento Referendario.

La raccolta e la consegna delle firme è solo il primo passo del lavoro del Movimento.
“Sappiamo benissimo – prosegue la nota – che la sfida successiva consiste nel radicarci come Movimento, nel dare un senso di battaglia comune a tutti coloro che hanno aderito e stanno promuovendone la nostra azione politica, per creare una prospettiva di cambiamento complessivo della politica sarda (e non solo!) che rappresenta la nostra sfida più autentica”.

Le differenti appartenenze politiche dei promotori non rappresentano per noi un limite, ma sono anzi un valore aggiunto che ci consente di incarnare la volontà di innovazione che è presente in tutta la parte più dinamica della società sarda, indipendentemente dalle appartenenze partitiche e di schieramento.

 

Le prossime iniziative.

Il prossimo appuntamento è senz’altro quello simbolico e sostanziale della consegna delle firme in Corte d’Appello, che si terrà dopo Natale a Cagliari.

Subito dopo le feste natalizie, nella prima quindicina di gennaio, organizzeremo la prima assemblea plenaria del Movimento, con l’obiettivo di darci un coordinamento che ci permetta di raggiungere anche i Comuni sardi in cui non siamo presenti e di organizzare tutte le iniziative politiche al fianco dei cittadini sardi necessarie a dare gambe al progetto in tutte le province sarde.

9 commenti su “Referendum, un successo: trentamila le firme”

  1. giovanna loi

    adesso che avete raccolto le firme non dovete fermarVi.
    Il refrendum sarà la prossima primavera e la gente deve e3ssere informata.

  2. carmen

    ma il movimento è veramente trasversale ? io non ho visto quelli del pdl o del pd raccogliere le firme.

  3. Andrea Farris

    Dobbiamo farci sentire, basta con i privilegi!!!

  4. Anna Strazzera

    Grazie ai Riformatori possiamo votare la prossima primavera per 10 importanti referendum!!!!

  5. Marco Porcu

    Non sono così convinto che poi alla fine le cose cambieranno…..i politici trovano sempre il modo di fare quello che vogliono. Mi auguro che questa sia la volta buona….

  6. Giorgio Loi

    Bravi! E’ vero che la gente è sfiduciata, ma quando le idee sono buone fanno presa!

  7. Marco Pintus

    Trentamila??? Dai che i sardi si stanno svegliando!

  8. Roberta

    Non vedo l’ora di votare per smantellare quei carrozzoni delle province!

  9. ing. Gian Mrco Marras

    ho partecipato nel mio piccolo alla raccolta delle firme col grande aiuto di un amico consigliere comunale e abbiamo lavorato a prescindere che il movimento sia trasversale o meno COSA IN EFFETTI DI POCHISSIMA IMPORTANZA; non è stato difficile raccogliere in 2 ore cento firme perchè la gente vuole cambiare, quindi non so se poi gli stessi politici sardi che si vantano di volere il bene della sardegna manderanno avanti i referendum,CI SONO OVVI MOTIVI DI INTERESSE, so solo che i riformatori ci stanno provando

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