Rockwool, gli operai aspettano: il mistero che nessuno ancora vuole svelare

di Roberto Frongia

La vicenda della Rockwool di Iglesias è proprio un mistero. Un mistero perché in Italia era l’unico stabilimento in grado di produrre lana di roccia (uno straordinario isolante). Un mistero perché copriva il 60% del fabbisogno nazionale. Un mistero perché la società, 131 dipendenti, fatturava in Italia oltre 46 milioni di euro. Ma si sa, delocalizzare, in Croazia, può rendere di più e poi: chi se ne frega se si lasciano nel lastrico 130 famiglie.

Un mistero perché inizialmente la Società faceva parte della galassia Emsa e aveva usufruito delle provvidenze previste dalla legge 221 del 30 luglio1990.  Lo stabilimento era stato attivato attraverso l’articolo 2 di quella legge che prevedeva programmi quinquennali e attività sostitutive «al fine di favorire la ripresa economica ed occupazionale nelle aree interessate da processi di ristrutturazione del comparto minerario». Soldi pubblici, dunque, che avevano l’obiettivo di ricollocare il personale espulso dalle attività minerarie. In generale, per tutti, la speranza che fosse iniziata quella tanto agognata nuova stagione dell’economia del Sulcis Iglesiente, per i lavoratori, viceversa, la soluzione dei problemi delle proprie famiglie. Così non è stato, la storia, ad oggi, non è a lieto fine. Gli operai, in un gesto estremo, hanno deciso di occupare la Miniera di Monteponi, un tempo simbolo della grandezza mineraria di Iglesias e della Sardegna, oggi trasposizione dell’angoscia.

E mentre sabato quei lavoratori rivendicavano il lavoro, il diritto al pane, chiusi nelle viscere della terra, il Governatore della Sardegna passeggiava nel centro storico di Iglesias, per fare shopping. D’altra parte che senso aveva trovare qualche minuto per recarsi presso il presidio, così come gli veniva richiesto da una giovane ragazza, quando non si è mai occupato della vicenda? Cosa avrebbe potuto dire? Certo è che la Giunta Regionale in altri casi, analoghi, ha trovato la soluzione politica e amministrativa; non si capisce, allora, per quale ragione nei confronti degli ex Rockwool vi sia tanta ostilità.

O forse si capisce. La convinzione, la mia, è che questa maggioranza non sia in grado di assumere atteggiamenti amministrativi e legislativi virtuosi e lungimiranti. Ho avuto il privilegio di parlare con quegli uomini che hanno occupato Monteponi, uomini che si chiamano, dentro le gallerie, con i numeri, ho parlato con il numero 1, con il numero 41 e stretto la mano agli altri, ma non sono numeri, sono Padri con il solo desiderio di ritornare dai loro figli: la politica ha il dovere di esaudire il loro sogno.

Giunge notizia che questa domenica il Presidente della Regione sia andato a trovare i lavoratori in lotta. Era ora. Ma il giudizio nei confronti della Giunta e della maggioranza non può essere diverso.

3 commenti su “Rockwool, gli operai aspettano: il mistero che nessuno ancora vuole svelare”

  1. Fabio Porcu

    I cassintegrati non se li fila nessuno…è una vergogna!!!!

  2. Mauro Lai

    Grande Roberto, un bellissimo articolo…..molto molto eloquente.

  3. Fabrizio Contu

    Purtroppo di questi lavoratori non se ne occupa mai nessuno….un assurdo!

I commenti cono chiusi

Contattaci

Riformatori sardi
Coordinamento regionale
sede: Via Sant'Ignazio,30 - 09123 - Cagliari
telefono: 070 301131
Direzione Operativa: 070 6014279
email: info@riformatori.it