Cossa: la Finanziaria va cambiata

Ė vero, non è più tempo di vacche grasse. Anzi, le vacche sono decisamente magre. Ma è certo che i tagli lineari non servono a nessuno e la “Finanziaria va cambiata”. Il coordinatore regionale dei Riformatori sardi, Michele Cossa, non ha dubbi: il gruppo, il partito sarà estremamente presente nella discussione della manovra in Consiglio regionale. E lavorerà per una legge che protegga chi perde il lavoro ma soprattutto sia di stimolo all’economia.

La Finanziaria in discussione in commissione è stata molto criticata dalle parti sociali. Secondo lei è da modificare e come?

Il momento è estremamente difficile e la situazione che si è venuta a creare costringerà chi ha la responsabilità della cosa pubblica a ragionare in termini molto diversi rispetto al passato. Oggi non è più pensabile che si possano garantire le medesime cose che si garantivano ieri: la politica deve fare scelte precise, che si concentrino su due obiettivi fondamentali: non far mancare una rete di protezione a chi è più in difficoltà, e nel contempo individuare quegli interventi che sono strategici per lo sviluppo, cioè in grado di creare vera occupazione. L’idea di praticare tagli lineari porta a non scelte, o a scelte minimali. Credo che questa logica debba essere ribaltata. Quindi la Finanziaria va cambiata.

Le riforme segnano il passo, eppure questa legislatura poteva essere costituente. Ci sono ancora possibilità per fare le riforme?
A mio avviso è possibile, se si avvia subito l’elezione dell’assemblea costituente, che avrebbe il vantaggio di essere affrancata, nell’affrontare il suo importante compito, dalle dinamiche del contingente e dalle polemiche tra gli schieramenti. Nel contempo si può lavorare alla legge Statutaria, magari basandosi su quella della scorsa legislatura per favorire una maggior convergenza tra le forze politiche, e a una legge elettorale più adeguata alle esigenze della nostra Isola e a un Consiglio regionale meno numeroso.

Quali sono i rapporti dei Riformatori con il terzo polo?
I Riformatori hanno col Terzo Polo lo stesso rapporto che hanno con le altre forze politiche: di dialogo e di verifica sulla possibilità di individuare obiettivi comuni. Il nostro progetto però resta quello di dar vita ad una grande forza politica moderata totalmente sarda, in grado di rappresentare con forza la Sardegna a Roma e di mettere in campo un programma di governo per la Regione che non dipenda minimamente da condizionamenti o compromessi con il governo nazionale.

L’Udc anche di recente ha avvertito gli alleati che potrebbe “staccare la spina”. Lei che ne pensa?
Non entro nel merito delle scelte di altri. Per quanto ci riguarda, a Cappellacci abbiamo sempre contestato tante manchevolezze. Ma questo mi sembra il momento peggiore per far mancare un governo alla Sardegna.

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