Centro Studi

Come uno scolaro che si riduce i compiti la Sardegna si è ridotta il lavoro da fare sul fronte delle rinnovabili e del processo di trasformazione dell’economia e del lavoro.

Qualche giorno fa il Governo uscente ha approvato il decreto sul burden sharing, ossia sulla ripartizione tra le Regioni dell’obiettivo sulle rinnovabili per il 2020. Un decreto che prevede anche controlli e sanzioni progressive: “un richiamo a partire dal 2014 e un vero commissariamento delle politiche energetiche previsto per le regioni inadempienti dal 2015”.

In questa tabella sono riportati gli incrementi necessari espressi in percentualepubblicati dalla stampa specializzata.

http://qualenergia.it/articoli/20111115-burden-sharing-rinnovabili-saranno-commissariate-le-regioni-inadempienti

La sottostante tabella riporta invece i dati che circolavano all’inizio di ottobre e che evidentemente sono stati variati.

http://qualenergia.it/articoli/20111003-ecco-le-quote-ripartizione-burden-sharing-rinnovabili-nelle-regioni-italiane

Per la Sardegna a inizio ottobre le previsioni erano di una quota del 20%. Nel decreto infine emanato invece sono state ridotte al 17,8%. Questo è avvenuto perché è stata la Regione stessa a chiederne la riduzione adducendo motivazioni che riguardano principalmente i “problemi di rete” e cioè la quantità di energia che la rete, ma in particolare i collegamenti della rete interna a quella nazionale, possono attualmente sopportare.

Questa scelta a nostro avviso denota scarsa lungimiranza in quanto le fonti rinnovabili, oltre che un affare per l’ambiente, sono un affare per le tasche e il lavoro dei Sardi.

Per dare riscontro a questa evidenza che nessuno più nega occorre, però, implementare un progetto di sviluppo e di trasformazione sociale d’avanguardia, che dia risposte al problema tecnico della conservazione dell’energia prodotta discontinuamente dagli impianti di fonti rinnovabili.  

Jeremy Rifkin, animatore culturale e estensore di master plan e di sviluppo per le maggiori istituzioni mondiali, davanti a questa scelta sarebbe inorridito.
(http://download.repubblica.it/pdf/2007/terza_rivoluzione_industriale.pdf)

Non è accettabile pertanto la scelta fatta da una Regione che, quotidianamente reclama un ruolo da regione innovatrice ma che, nella realtà, è incapace di implementare politiche coraggiose e d’avanguardia.

Antonello Gregorini

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