Un partito che si rinnova per vincere la battaglia del rinnovamento

di Michele Cossa

È proprio vero, i Riformatori sardi non sono un partito come tutti gli altri.

Solo un partito come il nostro poteva pensare di iniziare un percorso congressuale nel pieno di una crisi economica devastante, durante un terremoto politico che ha scosso fin nelle fondamenta tutte i partiti, con un governo nazionale appaltato a un gruppo di tecnici a causa della incapacità dimostrata dalle forze politiche nel fronteggiate una situazione non certo imprevista.

Noi invece, in un contesto oggettivamente difficile per la politica generalmente intesa, abbiamo deciso di intraprendere il nostro percorso congressuale. Forti di un consenso in costante crescita in Sardegna, con una quantità di nuovi iscritti – moltissimi dei quali giovani e donne – tale da permetterci di dire che siamo in ottima salute, ci apprestiamo a un forte rinnovamento dei nostri quadri dirigenti.

Senza fare scontati proclami sulla parità di genere e sul largo ai giovani, stiamo investendo nei fatti su queste, partendo dalla profonda convinzione che i partiti hanno un senso – e noi Riformatori abbiamo un senso – se diventano uno dei luoghi in cui cresce e si fortifica una nuova classe dirigente, che possa misurarsi coi problemi, elaborare proposte, confrontarsi con la concretezza e la drammaticità della vita delle persone e della comunità nel suo complesso.

Per troppo tempo la politica ha trasmesso un’idea di se stessa come di un percorso finalizzato unicamente all’autorealizzazione personale, o peggio al bieco perseguimento di interessi personali o di altra natura. Per troppo tempo si è smarrito il senso profondo della politica come servizio alla comunità. Il prezzo che la politica e le Istituzioni stanno pagando è la loro delegittimazione agli occhi dei cittadini, col rischio reale che questo giudizio della gente possa sfociare in un sentimento di sfiducia nel sistema democratico.

Questa è la ragione per la quale riteniamo di straordinaria importanza l’impegno nostro e di tutte le persone che in politica si pongono i nostri stessi obiettivi.

Ma è naturale che non basta puntare al rinnovamento, ma occorre anche avere unidea chiara del modello di società, del tipo di sviluppo e delle strategie da perseguire. Su questo, ogni forza politica ha ovviamente la sua idea, che nasce dal suo retroterra ideale e dalla sua storia.

Per quanto ci riguarda, anche il terribile momento che stiamo vivendo mi convince sempre più che la strada da noi indicata è sempre la più attuale. Solo con istituzioni più moderne sarà possibile costruire una società che sappia offrire opportunità a tutti. Solo abbattendo “le” caste dei privilegiati – appartengano esse alla politica o ad altri ambiti – e costruendo una Regione che non faccia del proprio modo ottuso di rapportarsi con la vita delle famiglie e delle imprese sarde la propria ragione di esistere potremo dare una prospettiva alla nostra terra e alle persone che la abitano.

Per combattere la nostra battaglia di rinnovamento, la cosa più giusta e naturale è che iniziamo da noi stessi, facendo crescere la classe dirigente dei Riformatori e dando nuovo slancio a ciò per cui siamo nati.

Vogliamo mettere al centro la buona politica, quella che rende protagonisti i cittadini. Affinché nessuna scelta passi mai più sopra la testa dei sardi.

Tutto questo sono i Riformatori. E coi nostri congressi stiamo iniziando davvero a realizzare davvero quel cambiamento che tutta la società chiede ai politici, a tutti i livelli. Noi siamo in prima linea. Come sempre.

Un commento su “Un partito che si rinnova per vincere la battaglia del rinnovamento”

  1. Maria Fanzetti

    Ottima prospettiva….felice di seguirvi….stop a tutte le caste, solo così è possibile avere un’Italia migliore

I commenti cono chiusi

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