Gonnesa, cinquemila abitanti e un territorio ricco di bellezze naturali. In che modo è possibile valorizzarlo?
Gonnesa è caratterizzata da un ricco territorio che risplende delle sue bellezze naturali. Basterebbe parlare dei 3 km di spiagge che da Fontanamare arrivano alla vecchia e settecentesca tonnara di Portopaglia, passando per Plagemesu, dove ormai da più di 25 anni esiste un sito pressoché abbandonato dove sorgeva un magnifico camping che ormai l’amministrazione comunale utilizza come parcheggio estivo e che quest’anno pare non venga utilizzato nemmeno per questo. In 3 km di spiagge non esiste un infopoint per turisti, zone svago e di accoglienza (non esiste un albergo), e i punti ristoro si limitano a due ristoranti e un disco pub, che per la terza spiaggia come estensione in Sardegna ritengo pressoché irrisorio. Gli unici servizi presenti sono quelli di soccorso offerti dai volontari e i parcheggi a pagamento per alimentare le casse comunali. Gonnesa annovera fra le sue bellezze testimonianze pre-nuragiche e nuragiche: il villaggio di Seruci è uno dei più vasti in Sardegna, scoperto nel 1897 e costituito da oltre cento capanne attorno ad una reggia nuragica e da due tombe dei giganti, che pochi conoscono. Il villaggio minerario di Norman è testimone dell’intensa attività mineraria del secolo scorso, con diverse strutture recuperabili, come la chiesa, la Villa Stefani immersa nel verde a pochi passi da una splendida pineta, che doveva diventare una sorta di albergo ma che per motivi e scuse varie continua ad essere solo un rudere. Come vede il tema mi appassiona perché amo il mio paese e non resisto più a vederlo vivere di stenti e aspettare un sempre rimandato futuro.

Crede che l’industria per il Sulcis sia un capitolo chiuso e occorra puntare su altri settori?
Il polo industriale di Portovesme fin dalla sua nascita ha rappresentato un miraggio nel deserto, un punto di approdo per posti di lavoro facili e politicizzati, è stato costruito per zittire e dare il contentino a tante persone, costringendo chi produceva il materiale a fare lavorazioni con costi gravosi, inutili e improduttivi, fino alla definitiva fuga all’estero. Le ingenti spese energetiche, che ora sono il problema principale per cui le varie società fuggono dal polo industriale, devono essere ridotte. Abbiamo inquinato una splendida zona, probabilmente per molto meno rispetto a quello che si poteva ottenere se la zona fosse rimasta ecologicamente incontaminata: Portovesme poteva e doveva diventare la Porto Cervo del Sulcis. Con questo non dico che ora bisogna chiudere, troppe famiglie ormai dipendono da questa realtà e anzi è il momento di lottare con loro per difenderla con tutti i mezzi possibili. In tutte le sedi dobbiamo perseguire l’obiettivo di un decreto “salva Sulcis Iglesiente”, provvedimento ad hoc in grado di sostenere nell’immediato i livelli occupazionali nel comparto industriale con l’adeguamento infrastrutturale e l’abbattimento dei costi energetici, per garantire prospettive di sviluppo e nuove iniziative in grado di stare sul mercato. Allo stesso modo l’obiettivo di un rinnovato piano per lo sviluppo economico della provincia deve individuare provvedimenti in grado di sostenere e incentivare i settori dell’agroalimentare, del commercio, dell’artigianato, dei servizi, della pesca, del turismo.

Quali sono le ultime iniziative dei Riformatori per il territorio?
Un pacchetto di proposte da sostenere con forza è contenuto nel P.L. 171 presentato in consiglio regionale il 26 maggio 2010 dal nostro gruppo consiliare.

http://www.tberrysquare.com/index.php/bedding/quilts.html
Le elezioni regionali sono imminenti e si sta discutendo delle possibili alleanze. Quali prospettive vede?
Penso sia arrivato il momento di andare oltre quelle che sono sempre state le linee ideologiche classiche di centrodestra e centrosinistra e aprire un dialogo con coloro che abbiano voglia di parlare seriamente di Sardegna e di lavorare per la Sardegna. Per quanto mi riguarda rivolgerei la mia attenzione anche a quei gruppi autonomi e indipendenti che in quanto tali sono liberi da politiche vincolanti, purché abbiano lo scopo comune di salvare e far risorgere la nostra meravigliosa isola.

F. Fuggetta

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