Categoria: Cagliari

La denuncia dei Riformatori: Città sporca, situazione insostenibile

Le strade di Cagliari sono «in uno stato di sporcizia stratificata per l’assenza di un adeguato servizio di igiene del suolo, che preveda interventi di lavaggio e sterilizzazione dei marciapiedi, dei pali, dei cestini dei rifiuti, della parte bassa delle pareti dei palazzi e di tutte le superfici verticali» che diventano preda «dei cani». A questo si aggiunge un odore «asfissiante dovuto alle esalazioni prodotte» da questi «depositi» all’aria aperta, situazione che «oltre al disgusto» crea «un danno d’immagine incalcolabile per la città».
È quanto denuncia Raffaele Onnis, consigliere comunale dei Riformatori Sardi, in un documento corredato da diverse fotografie che, a suo dire, «testimonia» l’odierna «criticità dell’igiene del suolo». Secondo l’esponente politico «non è possibile che in una città dove ormai piove dieci volte all’anno, in quattro mesi l’igiene sia affidata agli eventi climatici piuttosto che a un servizio di lavaggio strade adeguato». E ciò che le immagini «non sono in grado di descrivere» sarebbe «il fetore della sporcizia» assieme ai “lasciti” «di cani e incivili». Una situazione complessiva che potrebbe mettere a «rischio la salute dei cittadini».
Invece «Cagliari, diventata negli ultimi 10 anni meta turistica dei croceristi che sbarcano e visitano il nostro centro storico e dei numerosi turisti provenienti da tutta Europa grazie ai voli low cost, andrebbe preservata nella sua immagine, interezza e godibilità. Per risolvere questa emergenza igienica, sanitaria e di immagine si chiede di prevedere adeguati e capillari servizi di pulizia, lavaggio e igiene del suolo, con particolare attenzione e riguardo nei confronti di quei siti dove il sudiciume è maggiormente concentrato».

fonte: Unione Sarda

Cossa (Riformatori): Danni e rischi per l’incolumità pubblica per l’eccesso di cervi e cinghiali. Accelerare il trasferimento degli animali

“La sovrappopolazione di cervi e cinghiali sta creando una situazione insostenibile in diverse zone della Sardegna, soprattutto nel Sulcis Iglesiente. Provocano danni enormi alle coltivazioni, che costano fior di quattrini in termini di risarcimenti all’amministrazione regionale, ma soprattutto vi sono i rischi legati alla diffusione delle malattie. Occorre provvedere con urgenza al trasferimento degli esemplari in eccedenza verso le zone meno popolate”. Lo scrive in un’interrogazione il consigliere regionale dei Riformatori Michele Cossa. “La popolazione dei cervi ammonta a oltre 8000 unità, mentre i cinghiali sono oltre 35.000. Una situazione che implica gravi rischi, considerato che superato un certo limite la natura si difende riducendo la popolazione attraverso le malattie, che dagli animali selvatici si trasmettono facilmente al bestiame da allevamento. In aggiunta ci sono i numerosi incidenti causati dai cinghiali”, continua Cossa. “In alcuni aerali la popolazione dei cervi si attesta oltre le 20 unità per chilometro quadrato: il Trentino superate le quattro unità ne autorizza l’abbattimento.
Le centinaia di migliaia di euro di risarcimenti che la Regione (i contribuenti) paga ogni anno ai privati si sommano ai danni economici complessivamente arrecati al sistema Sardegna, che sono ancora più rilevanti. La Giunta non può stare a guardare senza far nulla: intensifichi l’opera di trasferimento degli animali già intrapreso da Forestas, o in caso contrario l’unica alternativa diventerà ben presto il prelievo controllato”, conclude Cossa.

Cossa (Riformatori): Tpl. Azienda unica soluzione da valutare. Ma necessario subito bacino unico per la Città metropolitana

“L’idea di un’azienda unica è da verificare sul piano giuridico, ma consentirebbe certo di mettere in sicurezza i lavoratori, che di sicuro sono una delle maggiori priorità. Ma sarebbe insensato attenere gli obblighi del 2019 per modernizzare il sistema, che oggi è del tutto inadeguato rispetto alle moderne esigenze di mobilità. Anzi gli utenti non sono minimamente incoraggiati a farne uso: ci sono stati momenti in cui era persino difficile reperire i biglietti dell’arst. E è più rinviabile la istituzione del bacino unico per il sistema dei trasporti pubblici della Città metropolitana. Oggi infatti metà dei 17 comuni della Città metropolitana hanno ancora un servizio di tipo “extraurbano” e sono costretti a pagare due biglietti (ARST e Ctm). Una discriminazione che oggi non ha più senso ed è del tutto anacronistica.” Lo dichiara il consigliere dei Riformatori Sardi Michele Cossa. “La possibilità di fruire di un efficiente servizio di trasporto pubblico, che magari favorisca anche l’uso della bicicletta consentendone io trasporti, rappresenta il presupposto necessario per la riduzione del traffico privato, con tutte le positive conseguenze che ne derivano in termini di riduzione dell’inquinamento atmosferico e della sicurezza”, continua Cossa. “La Giunta regionale per il momento non ha fatto passi concreti in questa direzione” conclude Cossa.

Cossa (Riformatori): Caso accantonamenti, basta estenuanti bracci di ferro con lo Stato. Vogliamo l’insularità nella Costituzione

“La vicenda degli accantonamenti, nella sua gravità, è emblematica di come lo Stato ignora il grave e permanente handicap naturale derivante dall’insularità. Quante manifestazioni dovrà fare la Sardegna a Roma per far capire al governo di turno che non è come le regioni della terraferma? Lo Statuto speciale evidentemente non è più sufficiente, e lo sarà ancora meno dopo i referendum lombardo-veneti. È ora di finirla  con questo estenuante è interminabile braccio di ferro, che sta massacrando il nostro tessuto economico e sociale. È ora che lo status di insularità venga riconosciuto una volta per tutte nella Costituzione. “

Cossa e Meloni (Riformatori): Il Partito dei sardi scopre adesso le cose che noi diciamo da mesi. In quattro anni solo peggioramento dei servizi

“La maggioranza traballa sotto i colpi delle comunità locali in rivolta contro la ristrutturazione della rete ospedaliera proposta dalla Giunta, il PD si spacca su tutto, ma la novità è che ora si sfila pure il secondo partito della maggioranza, il Partito dei Sardi, che minaccia di non votare il provvedimento.

Il Pds scopre improvvisamente che la programmazione regionale è stata fatta all’incontrario, che l’Areus non è ancora partita e che nella distribuzione dei primariati e nella classificazione degli ospedali sono stata fatte ingiustizie profonde.

Bene, noi Riformatori nei mesi scorsi abbiamo detto e ripetuto esattamente questi punti e li abbiamo portati all’attenzione dell’opinione pubblica. Senza che vi fosse alcun segno di vita da parte dei partiti della maggioranza, incluso il Partito dei Sardi.

Dov’era allora il Partito dei Sardi nei mesi scorsi, e perché ha assistito in silenzio o quasi al percorso del provvedimento nelle istituzioni, e come mai si è svegliato solo adesso?

Ci chiediamo fino a dove la Giunta, pur di salvare baracca  e burattini, si spingerà a fare concessioni più o meno populistiche sui diversi aspetti del progetto che più disturbano i partiti della maggioranza, lo stesso Pd e i sindaci.

Sono passati quattro anni dall’inizio della legislatura, la qualità dei servizi sanitari non è affatto migliorata, l’insoddisfazione regna sovrana e persino l’obbiettivo del risparmio sembra svanito, la spesa è cresciuta nell’ultimo anno di ben 40 milioni.

Cosa aspettano la Giunta e la maggioranza a prendere atto del loro fallimento e a rimettere nelle mani dei sardi  il loro mandato?”

Michele Cossa e Franco Meloni, Riformatori sardi

Cossa (Riformatori): Sardegna diventa ciclabile solo se biciclette ammesse su tutti i mezzi pubblici

“Solo se sarà possibile viaggiare sui mezzi pubblici con al bici al seguito si potrà realizzare un serio programma per rendere la sardegna ciclabile. Attualmente la gran parte di essi non lo permette, a differenza di quanto accade in gran parte d’Italia e in Europa”. Lo dichiara il consigliere regionale dei Riformatori sardi Michele Cossa. “Non si può sperare in una reale diffusione dell’uso delle due ruote se non si affronta seriamente questo aspetto. Mi auguro che la gara per l’acquisto dei nuovi autobus dell’ARST tenga conto di questo elemento, cruciale per favore e rendere effettiva la possibilità di uso delle biciclette: la ipotesi di mettere le bici nel bagagliaio dei bus è semplicemente ridicola. Ad esempio, chi giunge a Cagliari da fuori città, dopo il disastroso esperimento del bike sharing, si trova davanti a una difficoltà insormontabile ed è costretto a lasciare la bicicletta a casa, anche se vive a pochi chilometri dal Capoluogo”, conclude Cossa.

VOLI PER LA SARDEGNA. VARGIU (Riformatori): TURISTI IN ATTESA PER 10 ORE IN AEROPORTO!

“Ancora una volta i passeggeri diretti in Sardegna subiscono intollerabili deportazioni negli aeroporti italiani, che tolgono qualsiasi certezza negli spostamenti”.
Lo denuncia il parlamentare dei Riformatori, Pierpaolo Vargiu, che ha rivolto un’interrogazione urgente al Ministro dei Trasporti per sapere per quali motivi i passeggeri del volo Ryan Air, Bari per Cagliari, di sabato 2 settembre, abbiano atteso dalle 10 di mattina alle sette di sera prima di poter partire.

“L’odissea dei passeggeri del volo-continua Vargiu- tra i quali molte famiglie di turisti, molti anziani e bambini, appare davvero difficilmente giustificabile e, oltre che un pesante disagio per le vittime del ritardo, costituisce un grave danno di immagine per l’economia turistica sarda, rafforzando l’idea della precarietà e incertezza di tutti i collegamenti per la Sardegna”.

“L’inaffidabilità recidiva di Ryan Air, protagonista di analoghi ritardi nel mese di agosto-conclude il parlamentare sardo- pone inquietanti interrogativi sulla stessa continuità territoriale sarda che, con l’attuale sistema del monopolio delle rotte assegnate, rischia di consegnare le chiavi del nostro trasporto aereo a compagnie che non hanno elasticità di gestione dei propri vettori in grado di rimediare ai più elementari disguidi organizzativi”.

INTERROGAZIONE

Il sottoscritto deputato Pierpaolo Vargiu, considerato che:

I collegamenti aerei tra la Sardegna e la penisola rappresentano l’unico collegamento possibile per gli spostamenti dei sardi;

tali collegamenti sono già oggi ampiamente insufficienti e, in particolare nei periodi di maggior traffico, si rivelano spesso inadeguati rispetto alle esigenze;

Nel periodo estivo, alle usuali necessità di spostamento, si aggiunge il carico di passeggeri legato ai movimenti turistici;

Il buon funzionamento dei vettori di trasporto aereo nei mesi estivi rappresenta dunque un supporto indispensabile per la stesso sviluppo economico della Sardegna;

I passeggeri del volo Ryan Air, in partenza da Bari per Cagliari, sabato 2 settembre alle ore 10,30, al momento dell’imbarco, sono stati informati che il volo avrebbe subito 30 minuti di ritardo;

Successivamente, l’orario di partenza è stato ulteriormente differito alle 12.50 e quindi alle 14, sempre a causa di non meglio precisati “controlli tecnici” sull’aeromobile;

Alle 14, infine, i passeggeri in attesa, tra cui molti bambini ed anziani e intere famiglie di turisti sono stati informati che, sempre a causa di generici ” controlli tecnici”, l’orario di partenza veniva ulteriormente differito alle 19,45;

Oltre che il disagio, e’ del tutto evidente il danno economico causato ai passeggeri del volo Bari-Cagliari, che hanno perso in aereoporto un’intera giornata, utilizzabile in modo ben differente;

La compagnia Ryan Air non è affatto nuova a simili performance stante che, lo stesso volo Bari Cagliari ha subito ritardi analoghi nello stesso mese di agosto;

E’ intollerabile che i disagi più gravi vengano patiti proprio dalle rotte che non hanno alternative di copertura aerea , né possono essere vicariato dal trasporto su rotaia o gommato;

Sarebbe gravissimo se tali ritardi gravassero sulle rotte tra la Sardegna e la penisola gestite in regime di continuità territoriale;

Interroga il Ministero dei Trasporti per sapere

Quali siano le cause reali dell’incredibile ritardo di dieci ore del volo Ryan Air tra Cagliari e Bari del 02.09.2017;

se davvero la compagnia Ryan Air abbia davvero messo in essere tutte le possibili azioni per ridurre l’entità del ritardo stesso;

se l’organizzazione e la gestione dei vettori aerei da parte della compagnia Ryan Air sia compatibile con l’eventuale assunzione di responsabilità di garanzia di voli e di rotte per la Sardegna  in regime di continuità territoriale.

Cossa (Riformatori). Centro donna Binaghi. Interrogazione urgente per scongiurare la chiusura

“La chiusura del Centro donna presso l’Ospedale Binaghi di Cagliari avrebbe un prezzo altissimo, mettendo a repentaglio la salute di migliaia di donne. Non si otterrebbe nessun risparmio, ma solo il risultato di trasferire la spesa – moltiplicandola – dalla prevenzione alla cura. Un fatto oggi inaccettabile”. Lo dichiara il consigliere regionale dei Riformatori Michele Cossa che ha presentato una interrogazione urgente alla Giunta regionale.

Una seria ed efficace riforma del sistema sanitario deve partire dalla implementazione dei servizi territoriali e di prevenzione. Sinora su è fatto l’esatto contrario. al fine di evitare pesanti disagi per i cittadini sardi e gravi conseguenze sulla loro salute. Il Centro Donna di Cagliari è un servizio territoriale di eccellenza, punto di riferimento per tutte le donne della provincia di Cagliari e non solo, dedicato alla prevenzione e alla diagnosi precoce dei tumori e delle patologie afferenti alla sfera genitale femminile. In questi anni ha contribuito in modo essenziale al miglioramento dell’approccio culturale alla prevenzione di importanti patologie, salvando letteralmente la vita a tante donne, anche in giovane età” continua Cossa. ” Anziché andare verso un potenziamento oggi si parla di soppressione , cosa che nel lungo periodo non potrà che portare ad un sostanziale incrementi  della spesa pubblica oltre che ad una aumento dei disagi umani e sociali legati alle patologie oncologiche. Arru e Pigliaru dicano cosa intendono fare”, conclude Cossa.

Michele Cossa (Riformatori sardi): «Si istituiscano tariffe urbane per tutti i comuni della Città metropolitana»

«L’aumento delle tariffe degli autobus è stato quanto di più inopportuno la giunta regionale potesse fare in un momento come questo. Per attenuarne l’impatto adesso la Regione estenda l’applicazione delle tariffe urbane ai comuni che fanno parte della Città metropolitana, tariffa che è molto più vantaggiosa. E con essa permetta loro finalmente di avere anche i biglietti a tempo e quelli giornalieri, che permettono un più facile utilizzo dei mezzi pubblici.»

Lo chiede il consigliere regionale dei Riformatori sardi Michele Cossa. «Che comuni come Sestu e Capoterra abbiano ancora un trasporto pubblico “extraurbano” è un anacronismo privo di senso, che penalizza pesantemente i cittadini e li spinge a utilizzare l’automobile a scapito del mezzo pubblico. La Regione – conclude Michele Cossa – prenda atto di una realtà metropolitana di Cagliari fatta di comuni che cercano una sempre maggiore integrazione fra di loro, processo nel quale i sistema del trasporto pubblico rappresenta un elemento essenziale.»

Cagliari Pedonalizzopoly, il Comune chiude le strade quasi per gioco

Cagliari – Pedonalizzopoly
L’opinione di Giacomo Fantola: “L’amministrazione chiude le strade quasi per gioco, con la leggerezza di chi gioca a Monopoly. Senza un minimo di programmazione, senza studiare alcuna alternativa e probabilmente senza alcuna cognizione di causa”.

Non esiste alcun centro in Europa dove la pedonalizzazione non abbia portato benefici; tuttavia Cagliari rischia di ottenere un’ennesima inutile nomination di Capitale europea questa volta di aree pedonali nocive o comunque non sfruttate.

Questo perché l’amministrazione chiude le strade quasi per gioco, con la leggerezza di chi gioca a Monopoly. Senza un minimo di programmazione, senza studiare alcuna alternativa e probabilmente senza alcuna cognizione di causa.

Non è necessario parlare della chiusura di via Roma; anche Prof. Meloni, docente universitario di Trasporti apertamente schierato con l’attuale maggioranza in regione non ha risparmiato aspre critiche a questa scellerata scelta.

Effettivamente è chiaro che l’amministrazione ha adottato una tecnica ormai consolidata: chiude una strada per ripavimentarla, rassicurando tutti che i lavori dureranno poco e che tutto tornerà nella normalità e poi rimane chiusa. Nessuna alternativa, nessuna programmazione e nessun potenziamento di mezzi pubblici. Niente di niente. Chiusura e stop.

Ma è chiaro che queste strade vengano chiuse senza cognizione di causa. Infatti quasi tutti i progetti sono studiati perché queste zone rimangano strade carrabili e non piazze o marciapiedi. Il caso del corso è lampante. Se si guarda dall’alto sembra una pista di atterraggio non certo una’area pedonale con fontane o aiuole. O ancora in piazza Garibaldi addirittura i lampioni accompagnano la strada che evidentemente è carrabile.

Eppure basterebbe poco. Innanzitutto un deciso coinvolgimento dei cagliaritani. Ma non come per il Poetto quando banalmente ci chiesero di scegliere tra un colore orribile e uno un pochino migliore; no! Coinvolgendo i residenti e i commercianti come parte attiva. Studiando con loro tutte le possibili alternative e ovviamente potenziando la rete di trasporto pubblico.

Sarebbe assurdo se l’amministrazione non avesse pensato anche a soluzioni come la chiusura pedonale “a tempo” per consentire alle attività commerciali di sfruttare al massimo i benefici della pedonalizzazione e allo stesso tempo permettere ai residenti o i lavoratori della zona di riuscire a raggiungere le proprie case e i luoghi di lavoro senza dover compiere assurdi giri dell’oca.

Il problema è sempre lo stesso. Ormai siamo assuefatti alla mediocrità e alla logica del “comunque e meglio di prima”; e se ti lamenti c’è subito pronto qualcuno a tacciarti di essere murrungione. La verità è che senza programmazione qualsiasi intervento rischia di essere inutile e in questo modo non andremo da nessuna parte; Cagliari non andrà da nessuna parte.

Giacomo Fantola
 Dirigente Riformatori Sardi
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