Categoria: Comunicati Stampa

Pietro Fois: “Il Governo Gentiloni deve vergognarsi.

Le risorse che ci sono dovute non sono optional ma fondamentali per il bilancio Regionale”

“È un governo che sa solo rinviare gli impegni e che poche settimane fa, in occasione della visita in Sardegna, ha precisato che “è ora di chiudere le vertenze ancora aperte”. Ma l’unica cosa certa, ad oggi, è il procrastinare incontri e impegni senza capire che le risorse dovute alla Sardegna non sono un optional” – aggiunge il Coordinatore Regionale Pietro Fois”.

“La finanziaria 2018 non potrà ancora contare su risorse determinanti per far fronte alle difficoltà che vivono le imprese e alla disoccupazione. Pigliaru e la sua Giunta ormai si limitano a comunicare l’ennesimo incontro saltato.”

“E’ un appiattimento che umilia la Sardegna e i Sardi” conclude Fois .

Dedoni (Riformatori): Tossilo, sempre più sconcertante il silenzio della Regione

“Davanti alla ripresa della mobilitazione del territorio per cercare di contrastare il potenziamento del termovalorizzatore di Tossilo, appare sempre più sconcertante il silenzio della Regione che, anziché dare delle risposte ai cittadini che è chiamata a rappresentare, preferisce andare avanti di prepotenza nella realizzazione di un progetto obsoleto, antieconomico e dannoso per l’ambiente e per la salute delle persone”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni, all’indomani dell’assemblea che si è tenuta a Macomer per decidere le prossime iniziative da mettere in campo contro il progetto di ‘revamping’ portato avanti dalla Giunta regionale e dal Consorzio industriale.
“L’adozione di qualche atto meramente formale da parte dell’esecutivo non risolve i punti critici sollevati dal Consiglio regionale nell’ordine del giorno approvato all’unanimità due anni e mezzo fa”, sottolinea Dedoni. “Manca uno studio approfondito e imparziale sulle condizioni di salute della popolazione del Marghine e delle altre aree circostanti la zona industriale, così come manca un nuovo piano regionale per la gestione dei rifiuti: l’aggiornamento adottato dalla Giunta non è che una presa d’atto dell’esistente, dove si confermano decisioni vecchie di anni ignorando il calo costante nei conferimenti della frazione indifferenziata e i più recenti sviluppi tecnologici, che consentono una gestione più efficiente ed economica, più rispettosa dell’ambiente e capace di generare sviluppo e occupazione attraverso l’utilizzo di pratiche virtuose, non certo buttando via decine di milioni di euro pubblici in progetti che faranno guadagnare soltanto chi specula sui rifiuti e chi spera di trarre un vantaggio elettorale dalla gestione delle assunzioni”.
“Per questo sarebbe quantomeno auspicabile che la Regione, anziché impegnarsi in battaglie muscolari nelle aule giudiziarie, accettasse di confrontarsi con i cittadini e con i loro rappresentanti”, conclude il capogruppo. “I sardi stanno ancora cercando di capire quali siano gli interessi che il centrosinistra intende portare avanti: se quelli dei territori, delle persone e dell’ambiente della nostra Isola, oppure quelli degli inquinatori e degli affaristi”.

Cossa e Meloni (Riformatori): Rete ospedaliera: un boomerang per la Sardegna

“La ristrutturazione della rete ospedaliera messa insieme dal centrosinistra è sbagliata e ingiusta. La cosa ridicola, se non stessimo parlando di una tragedia è che hanno pure il coraggio di vantarsene”. Lo affermano il consigliere regionale Michele Cossa e Franco Meloni, direttore del centro studi dei Riformatori sardi. “Tra un anno sarà evidente di che tipo di boomerang hanno lanciato: è una somma di tagli feroci sommati a un evidente azione clientelare, che si cerca di celare dietro un preteso e indimostrato (perché indimostrabile) miglioramento della qualità dell’assistenza. Solo la ricerca esasperata di risparmi comunque e dovunque giustifica questa sorta di massacro di ospedali, posti letto e strutture operative. Non ingannino le etichette fantasiosamente affibbiate in giro per la Sardegna, si tratta solo di ristrutturazioni in diminuzione o, quando va ben, di mantenimento stretto dell’esistente”, continuano Cossa e Meloni.
“Una maggioranza riottosa ha preferito approvare un provvedimento ingiusto solo per la paura che Pigliaru li mandasse tutti a casa un anno prima e di fronte a questa minaccia hanno firmato tutti la resa. Con distinguo vari, con sofferenza forse, ma ben consci di quello che stavano facendo, accettando tagli e sacrifici per i loro territori pur di salvare la ghirba, cioè la poltrona. Ora i consiglieri del centrosinistra sono tutti impegnati a trovare giustificazioni al loro voto, è tutto un coro di abbiamo ottenuto questo e quello, si arrampicano sugli specchi per rivendicare ipotetici miglioramento che nessuno vede per il semplice fatto che non ci sono. Apparentemente il vincitore è il Presidente che ha ottenuto quello che voleva, un provvedimento che dovrebbe produrre risparmi, tanto lui non si deve ricandidare e può tranquillamente fregarsene delle reazioni dei sardi. Il suo problema è che ha sbagliato e non otterrà neppure i risparmi che stava cercando con questo progetto sbilenco sotto tutti i profili: nel 2018 la spesa, se va bene, sarà in linea con quella di quest’anno”, concludono i Riformatori.

CRISPONI (Riformatori): Oloè è chiuso La protesta risale sul ponte

Oliena Il caso in Regione

Oloè è chiuso
La protesta
risale sul ponte

Strada sbarrata, da mesi: si passa solo su due ruote. «Una vergogna infinita. Nei prossimi giorni andremo in Comune, incontreremo il commissario Manuel Delogu. Vogliamo capire, come cittadini di Oliena e rappresentanti del Comitato per il ponte di Oloè, in che modo intende muoversi su una vicenda che sta creando danni ingenti a un intero territorio». Il ristoratore Cenceddu Palimodde fa il capopopolo, raccoglie un malcontento generalizzato. «Una situazione indecente, presenterò un’interpellanza al governatore Francesco Pigliaru», rincara Luigi Crisponi, consigliere regionale dei Riformatori.

Nessuna novità, nonostante le promesse. Il ponte di Oloè resta impercorribile, incubo ricorrente sulla strada che da Oliena conduce a Dorgali. «Un quadro poco degno di un paese civile – dice Crisponi -. A parte le ragioni che hanno portato al blocco del traffico veicolare, con conseguenti danni irreparabili alle aziende produttive e ai lavoratori della zona, non pare intravedersi alcuna soluzione che consenta almeno il ripristino provvisorio della circolazione sul garantito percorso alternativo».
Il turismo è in calo del 30 per cento. Oliena va controcorrente, chiude una stagione buona ma non esaltante. «Alberghi e ristoranti continuano a soffrire – afferma Palimodde -. Passi il silenzio della magistratura, non quello della politica. Non capisco perché il ponte resti chiuso, sebbene le prove di carico fatte dai tecnici della Provincia di Nuoro siano state positive».

fonte: L'Unione Sarda - Gianfranco Locci

La denuncia dei Riformatori: Città sporca, situazione insostenibile

Le strade di Cagliari sono «in uno stato di sporcizia stratificata per l’assenza di un adeguato servizio di igiene del suolo, che preveda interventi di lavaggio e sterilizzazione dei marciapiedi, dei pali, dei cestini dei rifiuti, della parte bassa delle pareti dei palazzi e di tutte le superfici verticali» che diventano preda «dei cani». A questo si aggiunge un odore «asfissiante dovuto alle esalazioni prodotte» da questi «depositi» all’aria aperta, situazione che «oltre al disgusto» crea «un danno d’immagine incalcolabile per la città».
È quanto denuncia Raffaele Onnis, consigliere comunale dei Riformatori Sardi, in un documento corredato da diverse fotografie che, a suo dire, «testimonia» l’odierna «criticità dell’igiene del suolo». Secondo l’esponente politico «non è possibile che in una città dove ormai piove dieci volte all’anno, in quattro mesi l’igiene sia affidata agli eventi climatici piuttosto che a un servizio di lavaggio strade adeguato». E ciò che le immagini «non sono in grado di descrivere» sarebbe «il fetore della sporcizia» assieme ai “lasciti” «di cani e incivili». Una situazione complessiva che potrebbe mettere a «rischio la salute dei cittadini».
Invece «Cagliari, diventata negli ultimi 10 anni meta turistica dei croceristi che sbarcano e visitano il nostro centro storico e dei numerosi turisti provenienti da tutta Europa grazie ai voli low cost, andrebbe preservata nella sua immagine, interezza e godibilità. Per risolvere questa emergenza igienica, sanitaria e di immagine si chiede di prevedere adeguati e capillari servizi di pulizia, lavaggio e igiene del suolo, con particolare attenzione e riguardo nei confronti di quei siti dove il sudiciume è maggiormente concentrato».

fonte: Unione Sarda

DEDONI (Riformatori): Autonomia, da Lombardia e Veneto un campanello d’allarme per la Sardegna

“Il prevedibile successo dei referendum autonomistici in Lombardia e in Veneto deve suonare come un campanello d’allarme per la Sardegna ed in particolare per la Giunta regionale: mentre le altre Regioni, forti anche di un maggior peso politico in quel di Roma, rivendicano spazi di autonomia sempre più ampi, soprattutto in materia di compartecipazione al gettito fiscale, noi restiamo fermi al palo, incapaci anche solo di far rispettare quanto è scritto nel nostro Statuto che è una legge costituzionale dello Stato italiano”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa, Attilio Dedoni.
“Per assurdo, corriamo il rischio che le altre Regioni, grazie al maggiore spazio di manovra consentito dagli statuti modificabili con legge ordinaria, ci sorpassino e riescano ad ottenere dallo Stato condizioni più favorevoli delle nostre, nonostante i limiti strutturali che ci troviamo ad affrontare a causa della condizione di insularità e degli atavici ritardi nello sviluppo economico ed infrastrutturale”, prosegue Dedoni. “Lo Statuto speciale, che dovrebbe dare alle nostre rivendicazioni una forza politica maggiore di quella delle Regioni ordinarie, ha finito per diventare una gabbia che ci tiene imprigionati. La colpa di questo è della politica regionale e della sua incapacità a far rispettare dallo Stato il dettato statutario. Periodicamente ci rechiamo a Roma con il cappello in mano, invocando tavoli tecnici in cui contrattare una mitigazione delle vessazioni illegittime che il Governo di turno ci impone, come nel caso degli accantonamenti, quando invece dovremmo avviare un’unica mobilitazione dell’intero popolo sardo con due soli obiettivi: ottenere dallo Stato che quanto previsto dal nostro Statuto sia applicato alla lettera, a partire dal trasferimento integrale delle quote erariali, e che a questo si aggiunga il riconoscimento costituzionale dell’insularità. Solo così potremmo mettere i nostri spazi di autonomia, conquistati da tempo sulla carta ma mai veramente attuati, al riparo da quelle Regioni che oggi pretendono di più dallo Stato facendo valere il loro peso politico ed economico, non certo delle condizioni oggettive di svantaggio”.
“Il presidente Pigliaru e l’assessore Paci si gingillano con i decimali per cercare di dimostrare che l’economia sarda è in crescita e distogliere così l’attenzione dall’ennesima manovra di bilancio con le mani legate, perché nelle casse della Regione arriva solo una parte delle risorse che ci spettano”, conclude il capogruppo. “Con il rispetto dello Statuto ed il riconoscimento dell’insularità, la nostra economia potrebbe volare, grazie ai maggiori investimenti che la Regione potrebbe mettere in campo per sostenere i comparti produttivi e grazie al fatto che i nostri prodotti potrebbero finalmente raggiungere i mercati nazionali ed internazionali in condizioni di parità rispetto a quelli del resto d’Italia”.

Cossa (Riformatori): Punto nascita Maddalena. Un passo avanti ma resta l’amarezza per l’atteggiamento della maggioranza

“Il precedente emendamento della maggioranza sul punto nascite di La Maddalena non ha trovato la nostra condivisione perché risultava essere incompleto e superfluo. Proponeva infatti un piano specifico per le emergenze unicamente “nelle more della piena efficacia del sistema di elisoccorso regionale”. L’emendamento oggi approvato ha un contenuto ben diverso e nonostante la nostra posizione di netto contrasto nei confronti di questa riforma della rete ospedaliera, dimostriamo di essere pronti a votare, senza furori ideologici, tutte quelle modifiche che possono apportare miglioramenti alla situazione. Un piccolo passo è stato fatto per La Maddalena. Certo, non si può ingannare la collettività maddalenina parlando di riapertura del punto nascite, però il nuovo testo dell’emendamento elimina la frase: “nelle more di piena efficacia del sistema di elisoccorso” e perciò lo abbiamo sottoscritto e votato. Resta comunque l’amarezza perché la maggioranza non ha voluto percorrere la strada maestra, quella di garantire la dovuta sicurezza per i parti fisiologici, in ordine al quale è stato bocciato anche in aula il nostro emendamento che prevedeva di riconoscere il servizio de La Maddalena come spoke dell’Hub di Olbia. La maggioranza non ha avuto il nostro stesso atteggiamento propositivo, che avrebbe imposto di valutare il merito della proposta e non la sua provenienza politica”.

Cossa (Riformatori): Danni e rischi per l’incolumità pubblica per l’eccesso di cervi e cinghiali. Accelerare il trasferimento degli animali

“La sovrappopolazione di cervi e cinghiali sta creando una situazione insostenibile in diverse zone della Sardegna, soprattutto nel Sulcis Iglesiente. Provocano danni enormi alle coltivazioni, che costano fior di quattrini in termini di risarcimenti all’amministrazione regionale, ma soprattutto vi sono i rischi legati alla diffusione delle malattie. Occorre provvedere con urgenza al trasferimento degli esemplari in eccedenza verso le zone meno popolate”. Lo scrive in un’interrogazione il consigliere regionale dei Riformatori Michele Cossa. “La popolazione dei cervi ammonta a oltre 8000 unità, mentre i cinghiali sono oltre 35.000. Una situazione che implica gravi rischi, considerato che superato un certo limite la natura si difende riducendo la popolazione attraverso le malattie, che dagli animali selvatici si trasmettono facilmente al bestiame da allevamento. In aggiunta ci sono i numerosi incidenti causati dai cinghiali”, continua Cossa. “In alcuni aerali la popolazione dei cervi si attesta oltre le 20 unità per chilometro quadrato: il Trentino superate le quattro unità ne autorizza l’abbattimento.
Le centinaia di migliaia di euro di risarcimenti che la Regione (i contribuenti) paga ogni anno ai privati si sommano ai danni economici complessivamente arrecati al sistema Sardegna, che sono ancora più rilevanti. La Giunta non può stare a guardare senza far nulla: intensifichi l’opera di trasferimento degli animali già intrapreso da Forestas, o in caso contrario l’unica alternativa diventerà ben presto il prelievo controllato”, conclude Cossa.

Smantellamento dei Tribunali. Vargiu (Riformatori): La Giustizia tenga conto della insularità sarda!

“Anche l’ultima riforma nazionale dei Tribunali fallimentari, appena approvata dal Senato, purtroppo persegue un’attività di centralizzazione delle funzioni che appare insostenibile in Sardegna, dove tutti i Tribunali operano già oggi con carenza di risorse tecnologiche e di personale che rendono difficilissima l’amministrazione della Giustizia”.

Lo denuncia il deputato dei Riformatori Pierpaolo Vargiu, che ha rivolto un’interrogazione urgente al Ministro delle Giustizia Orlando perché vengano emanati provvedimenti attuativi di dettaglio che tengano conto delle speciali criticità della Sardegna.

“La Sardegna –prosegue Vargiu- sconta gli svantaggi della insularità, aggravati dalla dispersione della popolazione e dalla drammatica insufficienza dei trasporti locali: smantellare le Procure, cancellare gli Uffici dei Giudici di Pace e ora le funzioni fallimentari decentrate non significa soltanto complicare il lavoro di tutti gli operatori di giustizia, ma soprattutto significa allontanare i presidi della Giustizia dai territori, facendo un gravissimo danno alla cultura della legalità”.

“Non chiediamo privilegi o trattamenti di vantaggio per la Sardegna –conclude Pierpaolo Vargiu_ ma semplicemente la difesa dei presidi territoriali di Giustizia che, con la loro attività,  testimonino la volontà dello Stato di esercitare le sue funzioni fondamentali, scoraggiando qualsiasi illegalità e garantendo la certezza del diritto a qualsiasi cittadino sardo, esattamente come è garantita nel resto d’Italia”

Dedoni (Riformatori): Continuità territoriale, fallimento del centrosinistra a Cagliari e a Roma

“Il disastro che minaccia di travolgere la continuità territoriale aerea da e per la Sardegna rappresenta il fallimento politico del centrosinistra che governa a Cagliari come a Roma”, denuncia il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni, all’indomani dello stop ai nuovi bandi per i collegamenti aerei con tariffe agevolate decretato dalla Commissione Europea. “Il pessimo risultato, infatti, è figlio di due fattori: la negligenza della Giunta regionale nella redazione dei bandi e l’assenza di qualsiasi tutela da parte del Governo nazionale nei confronti della nostra Isola, a partire dal riconoscimento dello status di insularità”.
“La responsabilità del pronunciamento negativo della Commissione Ue è radicata nella stagione nera per i trasporti in Sardegna che è coincisa con il mandato dell’ex assessore Deiana”, sottolinea Dedoni. “E’ allora, infatti, che sono stati scritti i bandi bocciati dall’Unione Europea. E’ evidente la presuntuosa sottovalutazione delle regole comunitarie, come se chi avrebbe dovuto dialogare con le autorità Ue per mettere la partita della continuità al riparo da ogni possibile contestazione abbia invece preferito fare di testa propria, infischiandosene delle conseguenze ben sapendo di essere destinato ad altro incarico e che la patata bollente sarebbe finita nelle mani di qualcun altro. Bisogna però anche riconoscere che la Sardegna si trova ad essere doppiamente isolata a causa della mancanza di una rappresentanza politica in sede europea. L’esecutivo nazionale, infatti, sempre pronto a mostrare il volto amico quando c’è da venire nell’Isola a rastrellare voti, non è disposto a muovere un dito per far valere i nostri interessi ai tavoli che contano”.
“Anche per questo è necessario che si arrivi quanto prima al riconoscimento costituzionale degli svantaggi che la Sardegna si trova a patire a causa dell’insularità, e della necessità che le siano riconosciute compensazioni adeguate”, conclude il capogruppo. “Noi Riformatori abbiamo proposto il referendum consultivo per l’inserimento nella Costituzione del principio di insularità. Il consenso ampio e trasversale che stiamo incontrando ci fa ben sperare, ma è necessario che tutti quanti si adoperino, Regione in primis, affinché il referendum si faccia, affinché sia garantita la massima partecipazione degli elettori e affinché il risultato venga riconosciuto come merita dallo Stato. Il riconoscimento costituzionale dell’insularità renderebbe inattaccabile il diritto dei sardi alla mobilità, sottraendolo alla spinosa materia degli aiuti alle imprese e quindi ai rilievi dei commissari europei”.

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