Categoria: Comunicati Stampa

DEDONI: Rete ospedaliera, slittamento dell’Aula per imbavagliare l’opposizione

“Apprendiamo dalla stampa che nella maggioranza starebbe maturando l’intenzione di iniziare come previsto l’esame in Aula del Piano per la riorganizzazione della rete ospedaliera il 26 settembre, per poi sospenderlo fino a metà ottobre nel tentativo di trovare qualche forma di accordo con i sindaci della propria parte politica al fine di garantire un minimo di consenso nei territori verso una riforma che, ormai è chiaro, in Sardegna nessuno vuole. Siamo totalmente contrari a tale ipotesi, che costringerebbe il Consiglio regionale a discutere del niente nell’attesa che il Pd risolva le sue beghe interne, per poi trovarsi davanti il vero testo riscritto a colpi di emendamenti e di fatto ‘blindato’”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni.
“Martedì prossimo vogliamo conoscere il testo definitivo che la maggioranza intende sottoporre all’Assemblea”, ammonisce Dedoni. “Anche perché, con la scadenza per la presentazione degli emendamenti fissata per l’indomani, si vuole nascondere all’opposizione il vero testo in esame, limitando così il dibattito e la possibilità di apportare quelle modifiche che tanti territori richiedono a gran voce e di cui il centrosinistra non sembra in grado di farsi carico, stretto com’è tra l’incudine di una Giunta che sulla sanità si gioca il prosieguo della legislatura e il martello dei propri bacini elettorali in rivolta. Se la maggioranza si è finalmente resa conto che il Piano elaborato dall’esecutivo è improponibile, come da tempo sosteniamo, allora si prenda la responsabilità di presentarsi in Aula e di chiedere il rinvio del testo alla Commissione competente, dove ci si potrà confrontare per scrivere una nuova riorganizzazione, che parta dalle esigenze dei territori per definire una rete ospedaliera efficiente e in grado di garantire a tutti i sardi pari diritto di accesso all’assistenza sanitaria pubblica”.
“Anziché tagliare i posti letto ospedalieri nei territori, scaricando sui cittadini delle zone interne e disagiate i costi degli spostamenti per poter accedere alle cure mediche di cui hanno bisogno, il centrosinistra farebbe bene ad affrontare seriamente il buco nero delle aziende sanitarie che, nonostante l’accorpamento delle otto vecchie Asl nell’Ats, continuano a generare deficit ad un ritmo spaventoso”, conclude il capogruppo. “Anche la variazione di bilancio che il Consiglio si accinge ad approvare, con la quale saranno stanziati 117 milioni di euro per cercare di arginare parzialmente un disavanzo fuori controllo, non servirà a niente, perché l’istituzione dell’azienda unica ha incrementato enormemente le inefficienze e le diseguaglianze del sistema ma non è riuscita ad incidere minimamente sugli elementi che fanno lievitare la spesa, vale a dire gli sprechi e le clientele che si annidano in quella ‘zona grigia’ costituita dalla gestione del personale e degli acquisti”.

Cossa (Riformatori): Sardegna diventa ciclabile solo se biciclette ammesse su tutti i mezzi pubblici

“Solo se sarà possibile viaggiare sui mezzi pubblici con al bici al seguito si potrà realizzare un serio programma per rendere la sardegna ciclabile. Attualmente la gran parte di essi non lo permette, a differenza di quanto accade in gran parte d’Italia e in Europa”. Lo dichiara il consigliere regionale dei Riformatori sardi Michele Cossa. “Non si può sperare in una reale diffusione dell’uso delle due ruote se non si affronta seriamente questo aspetto. Mi auguro che la gara per l’acquisto dei nuovi autobus dell’ARST tenga conto di questo elemento, cruciale per favore e rendere effettiva la possibilità di uso delle biciclette: la ipotesi di mettere le bici nel bagagliaio dei bus è semplicemente ridicola. Ad esempio, chi giunge a Cagliari da fuori città, dopo il disastroso esperimento del bike sharing, si trova davanti a una difficoltà insormontabile ed è costretto a lasciare la bicicletta a casa, anche se vive a pochi chilometri dal Capoluogo”, conclude Cossa.

Meglio in Due: l’approvazione della doppia preferenza di genere non può più essere rinviata. I tempi sono strettissimi e la Sardegna merita di essere ascoltata

I tempi sono strettissimi e visti i temi in calendario, la paura che si voglia ancora una volta rinviare la discussione della Doppia Preferenza di Genere si fanno sempre piu’ concreti. “Ma questo non è ammissibile.”
“Il 14 Settembre” dichiara Elena Secci, “ho ascoltato con enorme piacere le parole pronunciate in Aula  dal Presidente del Consiglio On. Ganau e del Presidente della Regione Sardegna on. Pigliaru, che in occasione di un importantissimo incontro sulla violenza, al quale partecipava il Capo della Polizia Gabrielli, si sono espressi a favore dell’introduzione immediata della Doppia preferenza di Genere nella legge elettorale, evidenziando le motivazioni imprescindibili per le quali la presenza e il riconoscimento del ruolo della donna all’interno delle istituzioni è fondamentale e non più rinviabile.
Da un anno a questa parte abbiamo coinvolto più di duecento comuni della Sardegna che attraverso una delibera votata dai propri Consiglieri Comunali hanno chiesto l’introduzione della doppia preferenza di genere nella legge Elettorale Regionale; abbiamo raccolto adesioni da unioni di Comuni e Sindaci; abbiamo manifestato e promosso incontri e dibattiti sul tema e non ci siamo arrese e non ci arrenderemo finché non sarà raggiunto l’obbiettivo. Il presidente della Giunta on. Ganau e l’on. Agus che abbiamo incontrato nei mesi scorsi, avevano dato la loro parola sul fatto che sarebbe stata anche la loro battaglia e si sarebbero spesi perché venisse portata in aula e discussa subito dopo la  legge finanziaria. Cosi Non è stato. Abbiamo discusso con loro la possibilità dello stralcio e ribadito la necessità di dare un segnale forte e quindi una risposta tangibile a chi con noi si è mobilitato per questo strumento di democrazia paritaria.
Apprendiamo da una intervista rilasciata dall’On. Agus, che il 26 Settembre si riunirà la Commissione riforme, commissione dove giace da sette mesi la doppia preferenza di genere. Chiediamo con forza all’Onorevole Agus, al Presidente del Consiglio Ganau e della Regione Pigliaru, di far seguire alle parole fatti concreti e prendere in mano la situazione perché non trascorra inutilmente altro tempo,
di dare seguito a quelle parole pronunciate nella seduta del 14 e dare finalmente un segnale di ascolto vero e di concretezza.
Rimuovere gli ostacoli che impediscono una paritaria partecipazione alla vita politica della Regione Sardegna è un atto dovuto. Avete la possibilità di fare la differenza e soprattutto di smascherare attraverso il voto palese in aula chi in realtà non vuole una democrazia paritaria, inchiodandoli alle loro responsabilità di fronte al proprio elettorato.
Noi saremo presenti e pronte a mobilitare ancora una volta i sostenitori di questa battaglia. Le belle parole spese in questi giorni se sentite veramente, devono portare al risultato.”

Referendum sul principio dell’Insularità nella Costituzione

Referendum sul principio dell’Insularità nella Costituzione. Le prime adesioni dei parlamentari e dei consiglieri regionali all’appello del Comitato Promotore.

Giovedì a Cagliari alle 19, in Piazza Costituzione, la prima firma

 
Mentre continuano le adesioni di moltissime personalità della cultura e del lavoro e cresce il numero dei sindaci sardi  (oramai oltre 80) che hanno fatto propria l’iniziativa referendaria si registrano importanti adesioni,dal mondo politico: Emilio Floris, Roberto Deriu Alessandra Zedda , Anna Maria Busia, , Piero Comandini, Pietro Pittalis, Nello Cappai Giuseppe Fasolino, hanno già sottoscritto insieme ai Riformatori la lettera-appello del Comitato Promotore del Referendum sul principio dell’Insularità in Costituzione, trasmessa giovedì scorso.
Esiste dunque un consenso crescente intorno alla consapevolezza che il futuro della Sardegna richieda una radicale rivoluzione culturale, che rifiuti le prassi  clientelari e assistenziali del passato per rivalutare i talenti legati alla capacità, al merito, allo spirito di sacrificio, alla intuizione imprenditoriale, al gusto per la sana competizione e per l’intrapresa.
Ne consegue la convinzione che, in nome della coesione nazionale in cui crediamo, il “riequilibrio” non si attui attraverso interventi di sostegno estemporanei, ma piuttosto attraverso il riconoscimento dello svantaggio strutturale rappresentato dalla condizione di insularità e attraverso l’impegno dello Stato a garantire l’infrastrutturazione materiale e immateriale indispensabile perché i Sardi abbiano garantiti uguali punti di partenza nelle sfide del mondo globale.
Forti di queste convinzioni gli aderenti al Comitato Promotore guardano oltre le appartenenze di partito,  nell’unico interesse dei Sardi e della Sardegna.
“Un buon inizio e un ottimo segnale”, ha rimarcato Roberto Frongia coordinatore dell’iniziativa, “Giovedì, in Piazza Costituzione, alle 19, metteremo la prima firma per la richiesta del Referendum. Siamo certi che la crescita delle adesioni sarà esponenziale. I sardi capiranno che questo referendum può restituirci prospettiva e dignità, cambiando davvero il destino economico della nostra terra”.

Nota stampa dei gruppi consiliari di opposizione in Consiglio regionale

I gruppi di opposizione non parteciperanno alla seduta del Consiglio Regionale di giovedì 14 settembre, nella quale è prevista la presenza del Capo della Polizia e Direttore Generale della Pubblica sicurezza, prefetto Franco Gabrielli. “Siamo firmatari e sosteniamo convintamente la mozione sulla violenza di genere – hanno precisato gli esponenti di Forza Italia, Riformatori, Udc Sardegna, Fratelli d’Italia e Psd’Az-La base – ma non abbiamo intenzione di assecondare le passerelle dei luogotenenti di uno Stato che ad ogni occasione dimostra la propria slealtà e disattenzione nei confronti della Sardegna”. La minoranza consiliare non ha risparmiato critiche alla programmazione dell’incontro, che non è stata preventivamente discussa in Conferenza dei Capigruppo. “Mentre il Governo si occupa di impugnare leggi regionali, disattendere norme statutarie ed accordi sottoscritti, dalle entrate alle bonifiche, dall’energia alla pianificazione urbanistica ed edilizia, mettendo in discussione l’essenza stessa dell’istituzione autonomistica – hanno attaccato i consiglieri dell’opposizione – lo Stato abbandona l’Isola al suo destino sui fronti della disoccupazione, della crisi dei comparti produttivi, della siccità e delle avversità meteo-climatiche, dei flussi migratori incontrollati”.

“Con tutto il rispetto per il prefetto Gabrielli – conclude la nota della minoranza – queste emergenze rappresentano una priorità che non può cedere il passo ad una visita di cortesia ed alla solita, paternalistica pacca sulla spalla dello Stato alla Regione”.

Rete ospedaliera Cossa (Riformatori): Scelte non supportate dal Piano nazionale esiti. necessaria ripresa del confronto con sindaci e sanitari

“La maggioranza continua a trattare con sufficienza il disagio manifestato dai sindaci e dal mondo della sanità: un errore gravissimo, che non farà che aggravare una situazione già difficilissima. Ho proposto di congelare la discussione per cercare con le amministrazioni e gli operatori sanitari un confronto costruttivo che elimini perlomeno le maggiori criticità, ma la maggioranza ha deciso di andare avanti per la sua strada, assumendosi una enorme responsabilità”. Così Michele Cossa, componente dei Riformatori sardi nella commissione sanità del Consiglio regionale. “La rete ospedaliera, a dispetto di quanto afferma l’assessore Arru, non trova alcun conforto né nel Piano nazionale esiti (che in genere dice il contrario di quanto sostenuto da Arru: per esempio sulla questione dei punti nascita) né in ragioni di carattere economico, considerato che i risparmi sono tutti da verificare”, continua Cossa, “mentre sono evidenti le scelte dettate dalle aree politicamente ‘forti’, soprattutto dentro il PD. E che siano soprattutto questioni di parrocchia politica a dominare le scelte lo dimostra molto bene l’intollerabile ritardo nella nomina del direttore dell’Areus, oggetto di un feroce scontro interno al PD. Quanto alla questione de La Maddalena, il ministro ha detto chiaramente che la Regione non ha mai chiesto la deroga, né si è preoccupata di creare le condizioni per poterla chiedere”, conclude Cossa.

Cossa (Riformatori): CT1 Cagliari: Careddu conferma che a ottobre Cagliari sarà tagliata fuori dalla continuità territoriale

“L’assessore dei Trasporti Carlo Careddu oggi ci da tre certezze: 1) a 48 giorni dalla scadenza della continuità su Cagliari non c’è ancora nessun bando e nemmeno l’idea di come farlo; 2) sarà molto difficile che ci sia la proroga. Non si può dire che sia colpa di Careddu ma è evidente che il 22 ottobre avrà fine la continuità territoriale, e i voli da Cagliari torneranno tutti a libero mercato, che significa che le compagnie potranno volare quanto vorranno e ai prezzi che vorranno. Insomma, un disastro per tutto il meridione della Sardegna, quello che ha subito le conseguenze peggiori dalle politiche di questa giunta regionale.” Lo afferma il consigliere regionale dei Riformatori Michele Cossa. “La terza certezza è che con la CT2 – quella verso gli aeroporti minori, fondamentale per decongestionare Roma e Milano – siamo all’anno zero, cioè alle “interlocuzioni” con la Commissione europea; ma nei tre anni e mezzo che sono passati cosa è stato prodotto su questo fronte, a parte idee che definire fantasiose sembra oggi un triste eufemismo?” continua Cossa. “Il danno che si profila per la Sardegna e per i sardi è di entità spaventosa: studenti, persone che si spostano per motivi sanitari, per lavoro, per turismo, per questioni familiari saranno costretti a pagare somme molto elevate per i loro spostamenti, e tutto a causa unicamente dell’insipienza con cui la Regione ha gestito questa partita della Regione. Che in questo modo ha perso la credibilità che servirebbe al cospetto del Governo e dell’Unione europea per chiedere quei provvedimenti emergenziali che sarebero necessari quando si tratta di questioni vitali per l’unica era isola d’Italia”, conclude Cossa.

VOLI PER LA SARDEGNA. VARGIU (Riformatori): TURISTI IN ATTESA PER 10 ORE IN AEROPORTO!

“Ancora una volta i passeggeri diretti in Sardegna subiscono intollerabili deportazioni negli aeroporti italiani, che tolgono qualsiasi certezza negli spostamenti”.
Lo denuncia il parlamentare dei Riformatori, Pierpaolo Vargiu, che ha rivolto un’interrogazione urgente al Ministro dei Trasporti per sapere per quali motivi i passeggeri del volo Ryan Air, Bari per Cagliari, di sabato 2 settembre, abbiano atteso dalle 10 di mattina alle sette di sera prima di poter partire.

“L’odissea dei passeggeri del volo-continua Vargiu- tra i quali molte famiglie di turisti, molti anziani e bambini, appare davvero difficilmente giustificabile e, oltre che un pesante disagio per le vittime del ritardo, costituisce un grave danno di immagine per l’economia turistica sarda, rafforzando l’idea della precarietà e incertezza di tutti i collegamenti per la Sardegna”.

“L’inaffidabilità recidiva di Ryan Air, protagonista di analoghi ritardi nel mese di agosto-conclude il parlamentare sardo- pone inquietanti interrogativi sulla stessa continuità territoriale sarda che, con l’attuale sistema del monopolio delle rotte assegnate, rischia di consegnare le chiavi del nostro trasporto aereo a compagnie che non hanno elasticità di gestione dei propri vettori in grado di rimediare ai più elementari disguidi organizzativi”.

INTERROGAZIONE

Il sottoscritto deputato Pierpaolo Vargiu, considerato che:

I collegamenti aerei tra la Sardegna e la penisola rappresentano l’unico collegamento possibile per gli spostamenti dei sardi;

tali collegamenti sono già oggi ampiamente insufficienti e, in particolare nei periodi di maggior traffico, si rivelano spesso inadeguati rispetto alle esigenze;

Nel periodo estivo, alle usuali necessità di spostamento, si aggiunge il carico di passeggeri legato ai movimenti turistici;

Il buon funzionamento dei vettori di trasporto aereo nei mesi estivi rappresenta dunque un supporto indispensabile per la stesso sviluppo economico della Sardegna;

I passeggeri del volo Ryan Air, in partenza da Bari per Cagliari, sabato 2 settembre alle ore 10,30, al momento dell’imbarco, sono stati informati che il volo avrebbe subito 30 minuti di ritardo;

Successivamente, l’orario di partenza è stato ulteriormente differito alle 12.50 e quindi alle 14, sempre a causa di non meglio precisati “controlli tecnici” sull’aeromobile;

Alle 14, infine, i passeggeri in attesa, tra cui molti bambini ed anziani e intere famiglie di turisti sono stati informati che, sempre a causa di generici ” controlli tecnici”, l’orario di partenza veniva ulteriormente differito alle 19,45;

Oltre che il disagio, e’ del tutto evidente il danno economico causato ai passeggeri del volo Bari-Cagliari, che hanno perso in aereoporto un’intera giornata, utilizzabile in modo ben differente;

La compagnia Ryan Air non è affatto nuova a simili performance stante che, lo stesso volo Bari Cagliari ha subito ritardi analoghi nello stesso mese di agosto;

E’ intollerabile che i disagi più gravi vengano patiti proprio dalle rotte che non hanno alternative di copertura aerea , né possono essere vicariato dal trasporto su rotaia o gommato;

Sarebbe gravissimo se tali ritardi gravassero sulle rotte tra la Sardegna e la penisola gestite in regime di continuità territoriale;

Interroga il Ministero dei Trasporti per sapere

Quali siano le cause reali dell’incredibile ritardo di dieci ore del volo Ryan Air tra Cagliari e Bari del 02.09.2017;

se davvero la compagnia Ryan Air abbia davvero messo in essere tutte le possibili azioni per ridurre l’entità del ritardo stesso;

se l’organizzazione e la gestione dei vettori aerei da parte della compagnia Ryan Air sia compatibile con l’eventuale assunzione di responsabilità di garanzia di voli e di rotte per la Sardegna  in regime di continuità territoriale.

Cossa: Rete ospedaliera. riforma impossibile se fatta contro territorio e mondo sanitario. Per prima cosa eliminare scelte clientelari

“L’azione combinata dell’approvazione di questa rete ospedaliera e delle scelte incomprensibili e illogiche adottate soprattutto dai direttori generali di ATS e Brotzu rischia di creare lacerazioni terribili. Alla base ci sono scelte prese non per migliorare il sistema ma palesemente per favorire tizio o caio. In questa situazione è naturale che le comunità locali siano spaventate e che il mondo sanitario bocci queste scelte su tutta la linea. Meglio fermarsi a riflettere e impostare il lavoro su basi diverse, per ricucire una rottura che minaccia di diventare irreversibile”. Lo afferma il consigliere regionale dei riformatori, e componente della commissione regionale sanità Michele Cossa. “Siamo alla vigilia di una svolta importante nella sanità sarda, rispetto alla quale l’assessore della Sanità ha un atteggiamento altalenante: a volte sembra ingigantirne gli effetti in termini di risparmi, ma quando viene attaccato dai sindaci diventa tranquillizzante e ne minimizza l’impatto. Resta il fatto che molte scelte sono difficilmente spiegabili, se non in settarie logiche di partito o di corrente”, continua Cossa. “Ma gli assetti della sanità sarda saranno profondamente modificati e ad esserne interessare saranno soprattutto le zone meno popolate, dove si trovano i cosiddetti piccoli ospedali che verranno ridimensionati. Servizi saranno tagliati quasi dappertutto mentre le aggiunte si contano sulle dita di una mano e certo non riguardano le zone interne. In parte si tratta di qualcosa di ineluttabile, sia per ragioni puramente sanitarie che di sostenibilità economica, problemi che non si possono più ignorare. Tuttavia un approccio superficiale e clientelare, che finisce per favorire alcune realtà a scapito di altre non può che scatenare venti di rivolta, perché resta nell’immaginario collettivo l’idea di una cesura netta tra centri politicamente più forti che sono stati ben protetti, e il resto della isola, in cui il sentimento prevalente è quello dell’abbandono. Di qui la necessità di un’opera paziente quanto difficile di ricucitura di questa lacerazione, che rischia di rendere impossibile l’attuazione della riforma sanitaria. Pigliaru e Arru prendano atto che non si può fare un’operazione di questa portata contro i comuni e contro gli operatori sanitari”, conclude l’esponente dei Riformatori”

Dedoni: Rete ospedaliera, da Cal atto di vera giustizia e lotta concreta allo spopolamento

“A nome di tutti i sardi che vivono nelle aree più periferiche e disagiate dell’Isola, ringraziamo il Consiglio delle Autonomie Locali per l’attenzione mostrata nel voler adottare un atto di vera giustizia e di lotta concreta allo spopolamento e alla desertificazione della Sardegna, esprimendo parere contrario al Piano per la riorganizzazione della rete ospedaliera presentato dalla Giunta regionale”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni.
“Le preoccupazioni espresse dai sindaci nel parere appena deliberato dal Cal sono le stesse che da mesi vengono portate avanti dai territori più colpiti dal disegno accentratore del centrosinistra, che punta a tagliare selvaggiamente l’assistenza sanitaria nelle periferie per recuperare le risorse necessarie a potenziare l’offerta nei propri bacini elettorali”, sottolinea Dedoni. “E’ l’esatto contrario di ciò che ci si aspetterebbe da una vera riforma della sanità, alla quale i cittadini chiedono che il diritto alla salute sia riconosciuto in maniera uguale a tutti i sardi, vale a dire che gli abitanti di ogni zona dell’Isola possano accedere a un’assistenza medica di livello adeguato e agli stessi costi, compresi quelli da sostenere per gli spostamenti”.
“A questo punto ci aspettiamo che il Consiglio regionale, ma prima ancora la stessa Commissione Sanità, sappia cogliere il segnale lanciato dalla gran parte dei territori e che rispedisca al mittente il Piano affinché venga riscritto da cima a fondo”, conclude il capogruppo. “Una vera riforma della sanità deve partire dall’ascolto delle esigenze dei singoli territori, perché l’assistenza territoriale è il primo tassello nell’organizzazione del sistema. Il centrosinistra, invece, ha voluto procedere all’inverso, ridistribuendo i posti letto prima ancora di aver deciso come strutturare il sistema sanitario e delegando anzi il compito più importante all’Atto aziendale adottato in regime assolutistico dal direttore generale dell’Ats. Così si distrugge la sanità in Sardegna, per questo i territori sono in rivolta e non intendono subire passivamente una riforma pensata solo in funzione degli interessi politici del centrosinistra”.

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