Categoria: Comunicati Stampa

Corte dei Conti, Pigliaru e Paci si inventano un successo che non esiste

“Il presidente Pigliaru e l’assessore Paci, incassato in qualche modo  un giudizio favorevole da parte della Corte dei Conti sul bilancio 2016, non si accontentano di tirare un sospiro di sollievo ma pensano bene di rigirare la frittata, provando a far passare come un clamoroso successo quella che, all’apertura del procedimento con la lettura della relazionedella Corte, era parsa una bocciatura su tutta la linea, tanto che lo stesso Paci aveva finito per perdere le staffe, scagliandosi in un poco istituzionale alterco contro la consigliera rea di aver stilato un documento così severo”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni.
“A finire sottolineata con la matita rossa, in quell’occasione, era
stata la capacità della Regione di riscuotere le entrate che le sono
dovute e di gestire il passaggio al cosiddetto ‘bilancio armonizzato’”,
ricorda Dedoni. “Oggi, nel trionfale comunicato stampa della Giunta,
l’Assessore pretende di trasformare in encomio le bacchettate ricevute, con la consueta supponenza da primo della classe che si permette di correggere gli insegnanti. Così, la disastrosa applicazione del pareggio di bilancio, che ha costretto l’esecutivo a correggere in corsa svariate volte il documento contabile, i cui conti non tornavano mai, diventa ilmerito di chi ha applicato le nuove regole prima di chiunque altro,compreso quello stesso Stato cui a questo punto potrebbe far comodoavvalersi delle doti del Professore, magari nei panni di Ministro delleFinanze. Anche il capitolo sulle entrate diventa motivo di vanto:
l’attivo di bilancio è aumentato e la vertenza con lo Stato per
l’applicazione dell’art. 8 dello Statuto è magicamente risolta. Dove
sono allora le risorse provenienti dalle quote di compartecipazione le entrate erariali che spettano alla Sardegna, visto che dal 2014 a oggi, nel bilancio della Regione, non se ne trova traccia? Se Paci volesse mettersi a cercarle, ci permettiamo di dargli un piccolo aiuto: le risorse sono ancora a Roma, trattenute a causa degli accantonamenti di bilancio che proprio lui ha accettato, firmando lo sciagurato accordocon il ministro Padoan nel quale, per soprammercato, la Regione si impegnava a ritirare i ricorsi già presentati dalla precedente Giunta per ottenere il trasferimento delle quote erariali”.
“Viene da chiedersi se l’Assessore che firma i comunicati stampa
sia lo stesso che la domenica sera va a parlare di calcio sulle
televisioni locali indossando i panni dell’indipendentista, chiamando
alla sollevazione contro lo Stato che, con il trucco degli
accantonamenti, non ci versa ciò che ci deve”, conclude il capogruppo.
“Va da sé che si tratta della stessa persona, non certo affetta da uno
sdoppiamento di personalità ma sempre, costantemente intenta a piegare la realtà a ciò che le fa più comodo al momento”.

Legge urbanistica, maggioranza cerca ogni pretesto per far arenare il dibattito

“L’economia sarda, per sperare in un rilancio, ha disperatamente bisog  nodi una nuova legge urbanistica approvata in tempi brevi. I segnali checontinuano ad arrivare dal centrosinistra, però, sono di segno opposto:
tra rinvii, vertici di maggioranza e confronti pubblici, sembra che la
coalizione che governa la Regione si stia impegnando a cercare ogni
pretesto possibile per far finire nel dimenticatoio il testo presentato
dalla Giunta”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni.
“Il comparto dell’edilizia, quello turistico e quello artigiano, in
particolare, lamentano lo stato di crisi in cui versano a causa della
mancanza di una normativa urbanistica che consenta di superare il blocco edificatorio imposto dal Piano paesaggistico regionale e solo in parte mitigato dal ‘Piano Casa’ adottato nella passata legislatura”,
sottolinea Dedoni. “Il tema doveva essere affrontato molto prima. Il
fatto che sia stato messo in discussione soltanto nell’ultimo anno di
mandato dell’esecutivo, con una ‘falsa partenza’ su cui sarebbe stato
fin troppo facile scommettere, non fa ben sperare: l’impressione è che, al di là dei proclami, ci troviamo davanti al solito centrosinistra
ostaggio delle sue componenti più ideologizzate. Da un lato la
maggioranza, all’indomani di una cocente sconfitta elettorale, cerca di mostrare all’opinione pubblica un volto dialogante e aperto all’ascolto delle istanze che provengono dalla società, ma dall’altro si inventa ogni possibile scusa per far arenare l’iter della legge prima ancora che arrivi in Aula”.
“A ulteriore dimostrazione del fatto che, ancora una volta, si
rischia che l’ideologia abbia il sopravvento sulle necessità dei sardi,
c’è il fatto che il dibattito si sta concentrando esclusivamente sugli
insediamenti turistici nella fascia costiera”, conclude il capogruppo.
“A nessuno sembra importare alcunché del rilancio delle zone interne, sia in termini produttivi che in chiave turistica, eppure è proprio questo che ci si aspetta dalla nuova legge urbanistica. Si continua a litigare per aggiungere o togliere un mattone nelle strutture ricettive dei centri balneari, e intanto la fame di lavoro e sviluppo della Sardegna resta inascoltata”.

E’ PARTITA OGGI A ROMA LA SFIDA DECISIVA PER L’INSULARITÀ

E’ stato depositato oggi in Corte di Cassazione, a Roma, il testo della proposta di legge per l’introduzione del principio di insularità in Costituzione.
In un clima di festa, ma anche di grande determinazione per il raggiungimento dell’obiettivo, si sono dati appuntamento a Roma i rappresentanti del Movimento per l’insularità.
A sottoscrivere il testo erano presenti Roberto Frongia, Emilio Floris, Luciano Uras, Alessandra Zedda, Michele Cossa, Gianfranco Ganau, Attilio Dedoni, Matteo Rocca, Pierpaolo Vargiu, Edoardo Tocco, Giovanni Pileri, Margherita Zurru, Elena Secci, Michele Solinas, Antonello Peru, Piergiorgio Massidda, Vincenzo Corrias, Laura Capelli per la Sardegna, Rino Piscitello e Salvatore Grillo per la Sicilia, il sindaco di La Maddalena Luca Montella e la Direttrice dell’ANCIM Giannina Usai per le Isole Minori, il Presidente del Gremio dei Sardi, Antonio Masia, l’euro parlamentare Stefano Maullu.
“Inizia oggi un percorso che deve unire tutti i sardi, al di là di qualsiasi logica di schieramento, nella sfida più importante per il futuro della Sardegna – ha dichiarato Roberto Frongia, Presidente del Comitato per l’insularità in Costituzione- che può davvero cambiare le prospettive di crescita della nostra Isola e delle altre regioni insulare italiane”.
“Basta con le vecchie logiche di rivendicazione e di assistenza che ci hanno tristemente accompagnato per lustri, alimentando cultura della clientela e della rassegnazione. Da sabato – annuncia Frongia – inizieremo la raccolta delle firme in tutte le regioni italiane perché vogliamo che il problema della identità e dello sviluppo delle isole diventi davvero un tema all’ordine del giorno di tutta la comunità nazionale!”
“Vivere nelle isole significa avere problemi peculiari nei trasporti, nel costo dell’energia, nelle reti infrastrutturali, nella sanità, nell’istruzione e nella formazione. Sono problemi dell’intera comunità nazionale e non soltanto degli italiani separati dal mare. Non vogliamo privilegi, né regali – ha infine concluso Frongia- le Isole chiedono invece pari punti di partenza e identiche opportunità perché siano finalmente riconosciuti diritti di cittadinanza uguali per tutti gli italiani!”

Cossa (Riformatori): Metropolitana leggera. Fare in fretta o si rischia di perdere i fondi. In 10 anni solo Gottardo-Policlinico

“La pausa di riflessione imposta dalla Regione deve servire anzitutto per capire se si sta ancora ragionando in termini di “rete metropolitana”, cioè di un sistema organico costruito su valutazioni di natura soprattutto tecnica e di effettiva fruibilità da parte dell’utenza. In mancanza di questo si rischia di andare verso un immane spreco di soldi pubblici. A cui si andrà ad aggiungere la insostenibilità economica: una specie di Trenino verde , senza però alcun valore turistico. In questi giorni tuttavia di rete non se ne parla: sembra di assistere a una specie di tira e molla da parte dei comuni senza che siano per nulla chiari il contesto complessivo e la pianificazione dello sviluppo della rete nel suo complesso. Per prima cosa il sindaco metropolitano Massimo Zedda, che è intervenuto molto tardivamente sul tema (è passato un anno dalla firma degli accordi), chiarisca questo aspetto”. Lo ha dichiarato il consigliere regionale dei Riformatori sardi Michele Cossa dopo lo stop imposto al progetto della metropolitana leggera di Cagliari dall’Assessore regionale dei trasporti Carlo Careddu. “Se esiste una Città metropolitana, tutti i comuni devono essere coinvolti nel ragionamento e deve essere chiaro per tutti i cittadini dove si sta andando a parare. Se non c’è trasparenza sul perchè e il percome delle scelte che vengono fatte, tutti i sospetti diventano legittimi”, continua Cossa, che si chiede: “Vale ancora l’accordo di programma stipulato nel 2008, certamente migliorabile, ma che aveva proprio il pregio di offrire una visione complessiva dello sviluppo della rete nel medio/lungo termine? Dalle polemiche di questi giorni sembrerebbe che sia stato superato. Ma se non esiste più da che cosa è stato sostituito? O tutto è lasciato al caso o alla preponderanza politica del momento? Zedda e Careddu chiariscano questi aspetti, e lo facciano con urgenza, perchè oltrettutto c’è il rischio serio di perdere i finanziamenti: in dieci anni l’unica cosa concreta che si è vista è il tratto Gottardo-Policlinico, una cosa che ridicolizza la Sardegna agli occhi di tutta Europa”, conclude Cossa

DEDONI: Ottana, la crisi è figlia del disinteresse della Regione per le zone interne

Ottana, la crisi è figlia del disinteresse della Regione per le zone interne

“La crisi produttiva e occupazionale che da tempo imperversa nella Piana di Ottana, che in questi giorni sta portando a conseguenze drammatiche come le ventilate dimissioni dell’intera giunta comunale, dimostra appieno il disinteresse che si continua a registrare nei confronti delle zone interne della Sardegna. La Giunta dei Professori non è capace di vedere al di là del duopolio Cagliari-Sassari, salvo qualche occasionale cenno di interesse verso Olbia per non scontentare i ricchi investitori del mondo arabo. Per Presidente e assessori, l’Isola finisce nel momento in cui si incontrano i confini delle grandi aree urbane: passati quelli, ‘hic sunt leones’”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni.
“I fatti di Ottana rientrano nella crisi che investe tutta la
Sardegna centrale”, prosegue Dedoni. “Se in un’area è l’industria a
trascinare verso il basso il tessuto sociale, in altre sono
l’agricoltura, l’artigianato, il turismo e, più in generale, le
produzioni locali che non sono messe nelle condizioni di poter crescere e prosperare. Il problema sono i mancati investimenti per colmare il cronico ritardo di sviluppo delle zone disagiate, che non sono quel peso morto che la Giunta regionale vorrebbe far credere ma che, invece, rappresentano la principale opportunità di crescita del sistema Sardegna, un’opportunità che finora nessuno è stato capace di sfruttare.
L’esecutivo non è stato in grado di andare oltre gli annunci di
stanziamenti mirabolanti e i periodici tour dell’assessore Paci, che di
tanto in tanto dedica i suoi week-end a battere le piazze dei paesi
cercando di smerciare fantomatiche cure miracolose. Non è da meno la maggioranza, che continua ad attendere che sia la Giunta a farsi carico del problema e intanto non muove un dito per mettere in discussione in Consiglio le decine di proposte di legge per il rilancio delle aree periferiche e disagiate presentate nel corso della legislatura, molte delle quali portano la firma di consiglieri del centrosinistra”.
“Noi Riformatori continuiamo a rilanciare le nostre proposte, che
vanno dagli incentivi per la ripresa produttiva e abitativa delle zone
interne alla promozione del turismo residenziale, pur consapevoli del fatto che difficilmente si troverà nella maggioranza qualcuno che abbia la buona volontà di affrontare concretamente l’argomento”, conclude il capogruppo. “Il centrosinistra preferisce considerare la Sardegna centrale solo in termini di bacini elettorali e le sconfitte rimediate alle urne non sembrano avergli insegnato alcunché. Saranno i sardi, con  il voto regionale del prossimo anno, a dare il benservito alla coalizione che in questa legislatura non è riuscita a combinare nulla per risollevare le sorti della nostra Isola”.

Dedoni (Riformatori): Incentivi alle imprese, la burocrazia è il vero freno allo sviluppo della Sardegna

“Il ciclo di audizioni tenuto in questi due giorni dalla Commissione
Bilancio ha evidenziato un dato che andiamo denunciando da tempo: èi nutile che la Giunta regionale metta a correre decine di milioni di
euro di incentivi alle imprese se le risorse non riescono ad arrivare
nel tessuto produttivo in un tempo ragionevole, che è quel lo dei mercati e non certo quello di una burocrazia che agisce sempre più come un frenoallo sviluppo della Sardegna”, dichiara il capogruppo dei RiformatoriSardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni.
“Due anni di attesa per un contributo sono un’eternità, ma è questo
il tempo che devono mettere in conto i più fortunati tra gli aventi
diritto”, sottolinea Dedoni. “I rappresentanti di tutti i comparti hanno
concordato nel ritenere positivi i bandi unificati T0, T1, T2 e T3, che
evitano di dover impostare procedure diversificate per ciascun sett     ore  e quindi costituiscono un elemento di semplificazione, ma si continua a scontare una lentezza che non è compatibile con la realtà in cui le imprese si trovano ad operare: quando finalmente i soldi arrivano a destinazione, le condizioni dei mercati sono radicalmente cambiate e le nostre aziende si trovano a dover competere portando avanti progetti ormai divenuti obsoleti. Se non si vuole correre il rischio divanificare gli investimenti della Regione, è necessario agire sullosnellimento delle procedure, coinvolgendo anche lo Stato e l’Unione Europea per quanto di loro competenza. I tempi di attesa per il rilasciodella certificazione antimafia, ad esempio, costituiscono spesso unostacolo che si ripercuote sull’intero procedimento, così come lo è larichiesta di produrre più volte la medesima documentazione, che risulta
già agli atti”.
“Se la Regione vuole onorare il suo ruolo di promotore dello
sviluppo economico dell’Isola, allora deve impegnarsi affinché i   tempi di erogazione degli incentivi siano notevolmente abbreviati e lerelative procedure rese più semplici, anche attraverso il confronto congli interessati prima della pubblicazione dei bandi”, conclude il
capogruppo. “Stanziare risorse senza definire un iter burocratico  taleda renderle efficaci significa sprecare ingenti quantità di denaro
pubblico, come purtroppo è stato fatto tante volte in passato e viene
ancora fatto oggi, e rinunciare a importanti possibilità di ripresa
economica e occupazionale per la Sardegna”.

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Cossa (Riformatori ): Diabetici, come fa Arru a negare l’evidenza? Sistema sanitario ostile ai pazienti

“L’emergenza c’è eccome: si tratta di una emergenza organizzativa, al vertice della quale c’è proprio l’assessorato regionale della Sanità. Ho consigliato all’Assessore Arru di recarsi una mattina al Centro diabetologico di Cagliari per rendersi conto personalmente di quale sia la vita quotidiana dei pazienti. Lo faccia, anziché negare l’evidenza”. Così il consigliere regionale dei Riformatori sardi Michele Cossa dopo le dichiarazioni alla stampa dell’assessore Regionale della sanità. “La gente è stanca di sentire discorsi astratti, che prevedono ottime soluzioni in un futuro indefinito. È necessario agire adesso, non domani o dopodomani, imponendo a chi di dovere di mettere fine a questa situazione indegna” continua Cossa. “È normale che le prime visite debbano aspettare tra un anno e un anno e mezzo? Oppure che un paziente debba perdere una intera mattina dopo aver rinnovato la prescrizione del materiale al centro diabetologico per inoltrare le pratiche ai vari settori (per esempio via Romagna o medico di famiglia o farmacia o servizio farmaceutico) per sentirsi dire a volte che è tutto da rifare perché sono arrivate nuove disposizioni dall’assessorato? Semprechè non si scopra che il materiale non è disponibile! I pazienti vengono sballottati da un servizio all’altro per assurde deficienze organizzative o grazie al caos indotto proprio dall’assessorato della Sanità, evidentemente non in grado di gestire questi processi. La conseguenza è ogni giorno gli operatori sanitari cercano di svolgere serenamente il proprio lavoro ma contemporaneamente devono far fronte alla tensione e alla rabbia di persone che subiscono l’umiliazione di essere trattati come stracci dal sistema sanitario. Un sistema pagato a caro prezzo dai contribuenti che viene percepito come ostile, arrogante, sgarbato, a volte privo di umanità, predisposto ad aggravare, non ad alleviare la malattia”, conclude Cossa.

Vaccini, Cossa (Riformatori): Perché le famiglie devono pagare per colpa della disorganizzazione dell’ASSL? Arru accerti di chi è la responsabilità

“Siamo al teatro dell’assurdo: la ASSL di Cagliari decide di incrociare i dati con gli istituti scolastici DOPO la scadenza del termine per la presentazione del certificato. Lo avesse fatto PRIMA, come un banalissimo principio di logica organizzativa avrebbe suggerito, decine di famiglie sarde non si sarebbero trovare nella incredibile situazione di essere punite pur avendo fatto vaccinare i propri figli. Oggi si sono viste rifiutare l’ingresso dei figli a scuola e sono pure esposte alle pesanti sanzioni previste dalla legge: vittime unicamente della burocrazia e della disorganizzazione dell’ASSL di Cagliari. La quale aveva fatto circolare la notizia che si sarebbe provveduto alla verifica della situazione vaccinale direttamente con le scuole, tranquillizzando le famiglie, che invece sono state costrette ad un assurdo rush nei giorni immediatamente precedenti la scadenza.
Come se non bastasse, al contrario di quel che dice la Regione non solo non c’è stato alcun potenziamento, ma ambulatori dei quali era stata garantita l’apertura hanno tenuto le porte sbarrate. Inoltre a molti utenti non residenti a Cagliari è stato rifiutato il certificato negli uffici di via Sonnino che ha “riaperto” solo gli ultimi due giorni. Una vergogna nazionale, in ordine alla quale Arru deve accertare le responsabilità, così clamorosa che non può passare sotto silenzio. Non è possibile che in questo Paese nessuno risponda di nulla”.

DEDONI (Riformatori): Abbanoa, per i 207 esuberi stessa attenzione di quella rivolta al personale Hydrocontrol

“E’ encomiabile l’impegno messo dalla Giunta regionale e dalla maggioranza nello scongiurare, prima ancora che la crisi occupazionale diventasse realtà, il licenziamento dei lavoratori ex Hydrocontrol e Sigma Invest, vittime di un pasticcio combinato dallo stesso centrosinistra, seppure in un’altra legislatura. Adesso, però, ci aspettiamo che un trattamento analogo sia riservato ai 207 dipendenti di Abbanoa considerati ‘in eccedenza’ dalla società, i quali, dopo il fallimento delle trattative tra azienda e sindacati, rischiano ugualmente di dover dire addio al posto di lavoro”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni, all’indomani dell’approvazione, con procedura d’urgenza, della legge che ha fatto salvo il reinserimento nell’Agenzia del distretto idrografico dei dipendenti delle due società partecipate, passando attraverso una procedura concorsuale riservata.
“Il voto di ieri dimostra che, quando ci sono la buona volontà e l’interesse della parte politica, le soluzioni ai problemi si trovano facilmente”, sottolinea Dedoni. “Ora bisogna valutare se esistono la stessa buona volontà e lo stesso interesse nei confronti del personale di Abbanoa o se invece si preferisce lasciare che i vertici della società facciano il bello e il cattivo tempo come hanno sempre fatto, forti dell’appoggio politico di un centrosinistra propenso ad accettare supinamente qualsiasi cosa venga decisa in viale Diaz. Restiamo, innanzi tutto, in attesa di ricevere una risposta all’interrogazione con cui chiediamo come si è giunti alla dichiarazione dei 207 esuberi e, più in generale, come vengono gestiti il personale e le attività del gestore idrico, perché non vorremmo che a monte della crisi occupazionale ci fosse l’eccessivo ricorso all’affidamento dei servizi a società esterne. Aspettiamo poi di sapere quando la Giunta intende cominciare ad occuparsi del problema, vista la sollecitudine che non manca mai di mostrare nei confronti di un’azienda sbandierata come un fiore all’occhiello nonostante le numerose iniziative a dir poco controverse che l’hanno vista protagonista”.
“Certo, non aiuta a fare chiarezza la delibera, approvata due giorni fa dall’esecutivo, con cui si vorrebbe ricollocare in Abbanoa il personale dei disciolti consorzi Zir, le Zone industriali di interesse regionale”, conclude il capogruppo. “Se già Abbanoa ha dichiarato di avere 207 dipendenti ‘in eccedenza’, che senso ha pretendere che si faccia carico del reinserimento di altre figure professionali? Non vorremmo trovarci davanti all’ennesimo pasticcio, a un’altra soluzione raffazzonata le cui conseguenze potrebbero in futuro abbattersi sugli stessi lavoratori e sulle loro famiglie, i quali rappresentano l’anello debole di un meccanismo fatto per tutelare soltanto gli interessi di chi occupa i posti di potere”.

Pietro Fois (Riformatori): «Se la Chiesa è con noi sul “principio di insularità”ci aiuti concretamente»

CAGLIARI 11 MARZO 2017. «La Conferenza Episcopale Sarda ha scritto ai neo deputati dicendo che condivide le difficoltà che vivono i Sardi a causa dell’insularità. Sia quindi conseguente e ci aiuti concretamente nella raccolta di firme per fare approvare la legge di iniziativa popolare per “inserire in Costituzione il principio di insularità”. La Conferenza Episcopale non sia osservatore ma protagonista nella raccolta di firme e, soprattutto, sia da stimolo verso i neo parlamentari eletti, affinché prescindendo da schieramenti e partiti si raggiunga questo grande obiettivo. Si tratta di una grande risorsa per abbattere il gap di costi e disagi che affliggono i Sardi da decenni». Lo dice il coordinatore regionale dei Riformatori sardi, Pietrino Fois.
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