Sbs, preoccupa la cessione a Bonifiche Ferraresi

“Desta preoccupazione la cessione della Società Bonifiche Sarde alle Bonifiche Ferraresi, perché avviene senza rispettare gli impegni assunti dalla Regione per quanto riguarda la salvaguardia dei posti di lavoro. Sorge inoltre più di un dubbio sulla trasparenza di un’operazione che rafforza i legami tra politica e affari, mai così forti in Sardegna come in questa legislatura targata centrosinistra”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi – Liberaldemocratici in Consiglio regionale, Attilio Dedoni, all’indomani dell’annuncio dell’acquisto della Sbs, azienda agricola di proprietà della Regione, da parte della società emiliana.
“Il presunto impegno, da parte dell’acquirente, a garantire il mantenimento del personale, non rassicura più di tanto”, sottolinea Dedoni. “I lavoratori rientrano a tutti gli effetti tra il personale precario del comparto regionale, per il quale è imminente l’adozione di un pacchetto di soluzioni attraverso una legge che presto sarà votata in Consiglio, dai cui benefici il personale della Sbs si ritroverà escluso. Attualmente, i lavoratori dell’azienda sono impiegati, attraverso l’agenzia Forestas, in progetti di recupero e valorizzazione delle pinete costiere, con affidamento in scadenza alla fine dell’anno. Non si vede il motivo per cui tale affidamento non debba essere prorogato, magari affiancandolo con percorsi di accompagnamento alla pensione laddove possibile. Con il passaggio ai privati, i lavoratori si trovano inevitabilmente a rischio e, in una realtà già sofferente come quella dell’Oristanese, non ci si può permettere di abbandonare al loro destino altre 26 famiglie. In particolare, è tutta da verificare la reale intenzione, da parte dell’acquirente, di proseguire e rilanciare l’attività produttiva dell’azienda agricola, in mancanza della quale si aprirebbero ben poche prospettive, per il personale e non solo. La principale preoccupazione è che la cessione possa avere una funzione più speculativa che produttiva, che avrebbe l’effetto di danneggiare ulteriormente il tessuto economico del territorio invece che di favorirne lo sviluppo”.
“Infine, visti gli interessi economici coltivati in Sardegna da esponenti di spicco dell’azionariato di Bonifiche Ferraresi e la loro ben nota collocazione politica, è necessario che la Regione renda noti per intero i termini dell’accordo, ammesso che riguardi soltanto la Sbs e che non ci siano altre partite più riservate”, conclude il capogruppo. “Non si può nascondere il disappunto nel vedere come, in questa legislatura, si faccia sempre più fatica a distinguere il confine tra la politica e gli ambienti economici e finanziari, in settori di fondamentale interesse per la nostra Isola che vanno da quello bancario a quello aeroportuale. Non sono certo questi i migliori presupposti per il rilancio di un’economia sana e stabile, che possa portare lavoro, ricchezza e benessere. Non sono neanche, va da sé, i migliori presupposti per un’azione di governo trasparente e non sottomessa ad interessi estranei a quelli dei sardi”.

Sanità, Regione impedisce presenza Moirano a conferenza stampa Riformatori

“Denunciamo l’inaccettabile atteggiamento ostruzionistico messo in piedi dall’Assessorato regionale alla Sanità per impedire la presenza del direttore generale dell’Azienda per la Tutela della Salute alla conferenza stampa organizzata stamani a Sassari dal Centro Studi dei Riformatori Sardi, in cui sono stati analizzati i risultati ottenuti dalla Giunta regionale in materia di sanità in quasi tre anni di mandato”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi – Liberaldemocratici in Consiglio regionale, Attilio Dedoni.

 “Il professor Moirano, che ringraziamo pubblicamente per la disponibilità e la sensibilità dimostrate, aveva assicurato la sua presenza, tanto che data e sede della conferenza stampa sono state fissate in modo tale da agevolare la sua partecipazione”, sottolinea Dedoni. “L’Assessorato, però, ha cercato in ogni modo di bloccare il manager, fino a richiedere la convocazione di una riunione in contemporanea alla nostra conferenza stampa, riunione alla quale ha partecipato lo stesso assessore Arru, che si sarebbe recato a Sassari appositamente per ‘tenere impegnato’ Moirano ed impedirgli di partecipare ad un confronto pubblico sullo stato della sanità in Sardegna”.

 “I continui tentativi di insabbiare o minimizzare gli effetti prodotti sulla sanità sarda da tre anni di governo del centrosinistra ed in particolare dall’azione dei commissari Asl nominati dall’attuale esecutivo non ci impediranno di fare il nostro lavoro”, conclude il capogruppo. “Continueremo a portare avanti una politica costruttiva, con l’obiettivo di sollevare problemi e contribuire ad elaborare soluzioni nel solo interesse dei sardi, anziché lasciarci trascinare sul campo della contrapposizione strumentale tra i diversi schieramenti come cerca di fare la maggioranza che governa la Regione, che evidentemente ha tutto l’interesse ad alimentare scontri di facciata per evitare che si entri nel merito di quanto sta accadendo nella sanità”.

Patto per Cagliari, Fois (Riformatori) non è un patto ma l’ennesimo pacco

Pacco per CagliariCAGLIARI 16/11/2016. «Ma quale patto per Cagliari: per l’ennesima volta Renzi e i suoi accoliti tentano di prendere in giro i sardi con mirabolanti promesse e progetti fantastici: peccato che, esattamente come per il patto per la Sardegna, ci troviamo di fronte alle solite bugie, a soldi che Cagliari e la Sardegna doveva già avere da tempo. Insomma, questo non è un patto ma solo un altro grande pacco». Lo dice il coordinatore regionale dei Riformatori sardi, Pietrino Fois.

«L’unico vero patto possibile che Renzi può fare con i cagliaritani e con tutti i sardi – dice Fois – è andarsene velocemente a casa. E se ci fa il dono di portarsi con sé anche questa disastrata Giunta regionale di centrosinistra allora sì che la Sardegna gliene sarà grata. La verità è che Renzi e Pigliaru sono le due facce della stessa medaglia. E a testimoniarlo ci sono i dati: famiglie sempre più povere, trasporti che sono un disastro, la sanità sempre più allo sbando e il lavoro che continua a mancare».

Doppia preferenza di genere, Meglio due attacca il Movimento Cinque Stelle: Non vogliono le donne in politica.

Doppia preferenza di genere, Meglio due attacca il Movimento Cinque Stelle: Non vogliono le donne in politica. Hanno gettato la maschera: sono il vecchio che avanza

CAGLIARI 31/10/2016.« Il Movimento cinque stelle ha gettato la maschera: è contro la presenza delle donne nelle istituzioni e nella politica. Votando in Consiglio comunale a Carbonia contro l’appello al Consiglio regionale perché inserisca la doppia preferenza di genere nella legge elettorale ha dimostrato che il movimento grillino ha deciso di schierarsi a favore del vecchio e contro il rinnovamento della politica. Del resto da un movimento che riesce solo a dire no a tutto, non ci potevamo aspettare altro». Lo dicono le coordinatrici del movimento “Meglio in due”, Lucia Tidu, Elena Secci e Carla Poddana che hanno imbracciato la battaglia per la doppia preferenza di genere: al loro appello hanno già aderito centinaia di amministrazioni comunali in tutti i territori della Sardegna.

«I grillini di Carbonia – dicono Tidu, Secci e Poddana – dimostrano di essere fuori dal tempo e di avere una concezione davvero medioevale della politica. Tanto più che un’altra amministrazione grillina, quella di Porto Torres, ha risposto con entusiasmo alla nostra richiesta perché da tutti i Comuni della Sardegna si levi l’appello al Consiglio regionale perché finalmente approvi una riforma sacrosanta della legge elettorale»

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Ovviamente, il no del Comune di Carbonia non ferma “Meglio in due”. «Hanno solo dimostrato di essere retrogradi e contro le donne in politica – dicono le coordinatrici del movimento – fortunatamente tutta la Sardegna veramente democratica si sta schierando a favore di questa nostra proposta. Abbiamo già chiesto un incontro al presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau: noi andiamo avanti».

Cossa (Riformatori): PIL, Sardegna ultima: incapacità delle Istituzioni di attuare politiche di sviluppo serie

“Il dato che vede la Sardegna ultima in Italia nei dati per la crescita (appena +0,3%) è una conferma della drammatica fragilità del nostro sistema economico e di come la mancanza di coraggio e l’incapacità della politica di fare scelte serie in tema di sviluppo economico rappresenti un elemento decisivo nella china discendente in la nostra Isola scivola in modo inarrestabile. In queste condizioni non stupisce certo il fatto che anche l’anno scorso la Sardegna abbia perso altre 2.500 persone in età lavorativa, tra cui moltissimi laureati che sono stati obbligati a portare altrove le proprie competenze.” Lo afferma il consigliere regionale dei Riformatori Michele Cossa.

“La politica e le Istituzioni non possono stare a guardare inerti la progressiva polverizzazione del tessuto economico della Sardegna, inseguendo chimere e sogni appartenuti ad un passato che non esiste più (basti pensare alla tragicommedia Alcoa). Occorre dare un segnale forte e deciso, riducendo le tasse e il carico burocratico, per dare ossigeno alle nostre imprese e attrarre nuovi investimenti. Nei prossimi giorni i Riformatori avanzeranno precise proposte al riguardo”, conclude Cossa.

Doppia preferenza di genere, il Consiglio comunale di Cagliari approva la mozione: venga introdotta anche per l’elezione dei consiglieri regionali

Doppia preferenza di genere, il Consiglio comunale di Cagliari approva la mozione: venga introdotta anche per l’elezione dei consiglieri regionali
CAGLIARI 5 OTTOBRE 2016. Il Consiglio comunale di Cagliari si schiera a favore della doppia preferenza di genere per le elezioni del Consiglio regionale. Lo stabilisce una mozione approvata ieri dall’Assemblea civica e che ha visto come promotoriGiorgio Angius (Riformatori) e Fabrizio Marcello (Pd).
 
«Ringrazio i consiglieri comunali che hanno aderito a questa nostra mozione – dice Angius – e in particolare Fabrizio Marcello che da subito ho trovato sensibile a questo argomento. Ma sono particolarmente grato all’associazione Meglio in due guidata daCarla Poddana, Elena Secci e Lucia Tidu, che sta lavorando alacremente per costruire un fronte unitario dei Comuni della Sardegna».
Soddisfatto anche Fabrizio Marcello: «Con la nostra iniziativa anche l’assemblea cittadina di Cagliari da il suo contributo ad una battaglia di civiltà e di democrazia. Ora spetta al consiglio regionale fare la sua parte». naturalmente particolarmente felici le promotori della Associazione “Meglio in due”. «Sono ormai cento le amministrazioni comunali che hanno aderito allo nostra iniziativa. Ma siamo solo all’inizio di una mobilitazione che coinvolgerà l’intera comunità sarda».
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