Dedoni (Riformatori): Rete ospedaliera, dal Ministero la bocciatura che fa comodo ad Arru

“Dietro l’atteggiamento apparentemente schizofrenico dell’assessore Arru, che dapprima ha cercato di nascondere la bocciatura del Piano per la riorganizzazione della rete ospedaliera da parte del Ministero della Salute e poi, non appena la notizia è divenuta di dominio pubblico, ha prontamente vestito i panni del paladino dell’Autonomia, sembra di intravedere un disegno perverso, mirato a portare avanti, con l’avallo del Governo, quella politica che lo stesso Assessore ha sempre voluto e che il Consiglio regionale ha respinto al mittente: chiudere i piccoli ospedali delle aree periferiche e concentrare tutte le attività nei grandi poli pubblici di Cagliari e Sassari e, in futuro, in quello privato di Olbia”, dichiara il capogruppo consiliare dei Riformatori Sardi per l’Europa, Attilio Dedoni.

“Se la bocciatura decisa dal Ministero non fosse stata resa nota, Arru avrebbe con ogni probabilità continuato a portare avanti, in prima persona e attraverso il ‘braccio armato’ Moirano, l’attività sottotraccia di smantellamento della sanità nei territori, forte dell’appoggio trovato in quel di Roma”, prosegue Dedoni. “Una volta emersa la notizia, l’Assessore ha pensato bene di trarre dalla cosa ogni possibile vantaggio, scaricando la responsabilità delle sue iniziative su un governo retto da due partiti con cui il Pd si troverà a scontrarsi nell’imminente campagna elettorale. La verità però è che, quando Arru parla di ‘Piano voluto dalla Giunta, dalla maggioranza e dal Consiglio’, non si riferisce allo stesso Piano: la sua proposta, infatti, è stata stravolta dall’Aula grazie alla sollevazione dei territori che rischiavano di perdere i piccoli ospedali, all’opposizione di centrodestra che ha fatto proprie le istanze dei cittadini e infine alla maggioranza che, davanti alla prospettiva di perdere ulteriori consensi, si è vista costretta ad adeguarsi alla volontà popolare. Arru è sempre stato contrario alle modifiche decise dal Consiglio, tant’è che, in attesa del parere ministeriale, è andato avanti seguendo la proposta iniziale, come dimostrano i numerosi disservizi con cui tanti cittadini delle aree periferiche si trovano quotidianamente a scontrarsi. In assenza di un via libera formale, il disegno è stato quello di far morire lentamente i piccoli ospedali, lasciandoli senza personale sanitario e infermieristico fino ad arrivare a dimostrare la loro incapacità a operare e poterne così disporre il declassamento”.

“Il parere contrario del Governo sulla rete ospedaliera decisa dal Consiglio”, conclude il capogruppo, “non fa altro che rafforzare la posizione dell’Assessore, permettendogli di portare avanti alla luce del sole quanto già stava facendo sottobanco e consentendogli inoltre di allontanare da sé le responsabilità. Davanti a un quadro simile, non ci aspettiamo che l’esecutivo di viale Trento, al di là della levata di scudi autonomistica di circostanza, vada a Roma a fare le barricate per difendere un Piano che non ha mai condiviso”.

La sanità non funziona e loro pensano alle nomine

 “L’Azienda Ospedaliera Unica Brotzu sta procedendo alla selezione esterna per Direttore di Struttura complessa, e alla selezione interna per il conferimento di incarichi dirigenziali di altissimo livello. Sarebbe tutto giusto se non fosse stato deciso con una celerità sospetta dal Direttore Generale Graziella Pintus, che ha preannunciato le dimissioni dalla carica in data 31 dicembre”. Lo dichiarano Michele Cossa, Attilio Dedoni, Luigi Crisponi e Alfonso Marras, consiglieri regionali dei Riformatori, che hanno presentato un’interrogazione urgente alla Giunta Regionale. “L’intero sistema sanitario sardo – spiegano gli esponenti dei Riformatori – da tempo vive un periodo di profondo deficit organizzativo e di personale.

E la riforma sanitaria proposta dalla Giunta Pigliaru non ha fatto altro che rendere più critica questa situazione”. “La lunga gestione commissariale, sotto la guida della stessa dottoressa Pintus, accorpando tre ospedali cagliaritani in un’unica Azienda ospedaliera, il Brotzu, ha portato ad una serie di ritardi nella copertura di posti di dirigente medico”, sottolineano. Una nascita contrassegnata da non pochi ostacoli, considerando che sull’atto di accorpamento – dichiarano Cossa, Crisponi, Marras e Dedoni – pende un pronunciamento della magistratura e che proprio per questo si chiede prudenza nella nomina di figure dirigenziali così importanti”. Non solo: “con le dimissioni dellla dottoressa Pintus – proseguono – si verificherebbe lo strano caso di nomine destinate a orientare il futuro dell’Azienda per almeno un decennio sotto la responsabilità del prossimo Direttore Generale, che si troverà a operare con Dirigenti scelti da chi fra poco tempo non risponderà in alcun modo, anche se fossero totalmente sbagliate”.

   Per questo gli esponenti dei Riformatori chiedono alla Giunta e all’Assessore competente Arru di intervenire urgentemente. “Perchè – concludono – riteniamo opportuno che la Regione debba evitare che una figura dimissionaria non proceda a nominare un così elevato numero di Dirigenti importanti, che impatteranno sulla Pubblica Amministrazione e sulla salute dei sardi, senza doverne rispondere”.

Sanità, Arru e Moirano chiudono emodinamica nel Sulcis per spostarlo a Lanusei. Cossa (Riformatori): “la sanità in Sardegna non può essere come una coperta corta”

“Il Reparto di Emodinamica dell’Ospedale Sirai di Carbonia da oggi viene chiuso, e chi vorrà essere curato dovrà andare a Lanusei, grazie alle scellerate decisioni della Giunta Regionale, dell’Assessore Arru e del supermanager Moirano”. Il grido d’allarme è del Consigliere regionale dei Riformatori Michele Cossa, che punta il dito contro la scelta dell’esecutivo guidato dal Governatore Pigliaru “di tagliare completamente il servizio in un territorio sofferente come il Sulcis, per spostare di fatto il servizio in Ogliastra”. “La decisione di Arru e Moirano – prosegue Cossa – è passata sotto silenzio, ma è di un’inaudita gravità. Non si gioca con la salute dei cittadini sardi: la sanità non può e non deve essere come una coperta corta, che per motivi prettamente economici si chiuda un reparto in un territorio per spostarlo in un altro”.

La decisione, nota da tempo, è stata ufficializzata appena due giorni or sono, ma – sottolinea Cossa – “da mesi il responsabile ha cercato risposte mai arrivate e questo nonostante in ogni incontro sul territorio la Regione abbia fatto promesse che poi sono andate nel verso opposto, ovvero la chiusura del Reparto di Emodonamica”.

“E’ vero che Lanusei non rappresenta la Cenerentola della sanità sarda – prosegue – ma è inconcepibile che si parli tanto di stabilizzazioni e assunzioni mentre dall’altra parte si creino storture e disservizi così pesanti per la salute dei sardi: da oggi ufficialmente la dottoressa che si occupava del Reparto di Emodinamica a Carbonia è stata ufficialmente trasferita, mentre l’ultimo medico rimasto in pianta organica andrà in ferie e al suo ritorno la struttura sarà chiusa”.

Ma la chiusura del reparto di Emodinamica non sarà l’unica scelta drastica e inconcepibile: nei prossimi giorni la stessa situazione si presenterà con gli anestesisti della stessa struttura sanitaria, oramai ridotti ad un numero talmente esiguo da non riuscire a garantire assistenza e intervento neppure ai casi più urgenti.

“Chiediamo alla Giunta – conclude l’esponente dei Riformatori – e con urgenza di garantire in tutte le forme la conitnuità del servizio, disponendo l’immediata riapertura del Reparto. Il nostro impegno sarà quello di vigilare costantemente in questa direzione, perchè la riorganizzazione sanitaria non venga fatta sulle spalle dei sardi”.

Insularità, successo oltre ogni aspettativa: Domenica si chiude la raccolta delle firme: ultima occasione per chi vuole sostenere la campagna

Domenica 9 settembre si chiude ufficialmente la raccolta firme. Dopodiché la battaglia si sposterà in Parlamento”. Così il presidente del Comitato per l’inserimento del principio di insularità nella Costituzione Roberto Frongia, nell’annunciare la conclusione della campagna per la sottoscrizione della proposta di legge di iniziativa popolare per l’inserimento del principio di insularità nella Costituzione.
Da oggi inizia il rush finale, saranno gli ultimi giorni in cui chi vuole sostenere la campagna potrà farlo apponendo la sua firma.
“Un successo senza precedenti: in migliaia si sono presentati ai tavolini – prosegue Frongia – per sostenere un diritto fondamentale per tutti i sardi”. La raccolta firme comunque proseguirà fino a domenica per poi spostare l’attenzione in Parlamento. “Mercoledì 26 settembre – prosegue Frongiale firme raccolte verranno ufficialmente depositate a Roma e di li’ inizierà la seconda fase di questa battaglia. La Sardegna dovrà dimostrarsi estremante compatta in questa battaglia vitale per le sue prospettive. E sarà in quel momento che lo capiremo davvero“.
Intanto, il Comitato accoglie con favore l’apertura da parte di Sinistra Italiana, per l’adesione al Comitato per l’insularità.
“Il comitato ringrazia Sinistra italiana per la sua adesione e il suo impegno, che conferma come in occasioni del genere si abbattano gli steccati e le barriere politiche – conclude Frongia. Anche per noi , come si dice nel comunicato di SI, l’auspicio è che “le pari opportunità siano la piattaforma da cui ripartire perché si attuino pienamente  la Costituzione e i valori che hanno dato vita all’Unione Europea”.

DEDONI (Riformatori): Funghi e tartufi, il Consiglio ha dimostrato la sua incapacità a  regolamentare la materia

“Le proteste di questi giorni contro i raccoglitori di funghi che,
soprattutto nelle zone interne dell’Isola, operano senza il minimo
rispetto per l’ambiente e spesso anche per la proprietà privata sono la conseguenza dell’incapacità del Consiglio regionale a legiferare su una materia, quella della raccolta dei funghi e dei tartufi, che da due
legislature cerco invano di portare all’attenzione dell’Aula”, dichiara
il capogruppo consiliare dei Riformatori Sardi per l’Europa, Attilio Dedoni.
“L’estate eccezionalmente piovosa e il proliferare anticipato dei
porcini stanno alimentando le tensioni nei confronti dei cercatori che, per noncuranza o per mancanza di rispetto, si trovano sovente a danneggiare la proprietà privata di chi lavora nelle campagne, tanto da costituire una preoccupante minaccia per l’ordine pubblico”, prosegue Dedoni. “Questo non sarebbe successo se il Consiglio fosse intervenuto per regolamentare la raccolta quando ne ha avuto la possibilità, contrastando così anche i gravi danni causati al sottobosco da chi raccoglie più funghi dello stretto necessario, magari per venderli sottobanco o solo per vantarsi con amici e parenti delle proprie ‘abilità’. Il caso è simile a quello che riguarda i tartufi, che da tempo vado denunciando: raccoglitori provenienti dal Continente passano al setaccio le campagne sarde, utilizzando metodi grossolani e predatori che devastano l’ambiente e pregiudicano il riformarsi della risorsa, per poi vendere a caro prezzo i nostri prodotti come provenienti da altre regioni italiane, senza che un euro di guadagno vada a beneficio delle comunità locali”.
“Questa incapacità da parte dell’Assemblea ha due precisi
responsabili: i presidenti del Consiglio e della Quarta Commissione, i quali, pur di non scontentare alcuni consiglieri i cui interessi
collidono con una seria regolamentazione della materia, hanno sempre fatto tutto il possibile per ostacolare l’iter della mia proposta di legge”, conclude il capogruppo. “E’ bene che i sardi, in particolare
quelli che vedono le loro proprietà e i loro territori danneggiati da
cercatori di funghi della domenica o da predatori professionali, lo
sappiano: in Consiglio c’è chi da anni si oppone alla tutela del nostro
ambiente, tenendo in ostaggio l’intera Assemblea per i propri interessi personali”.

DEDONI (Riformatori): Funghi e tartufi, da Deriu nessun impegno concreto su zone interne e  spopolamento

“A chi, in evidente malafede, pretende di sostenere che il mio impegno  in Consiglio regionale sarebbe rivolto soltanto alla tutela di funghi e  tartufi, mentre gli argomenti di suo interesse sarebbero di gran lunga più importanti per i sardi di quelli toccati dal sottoscritto, faccio notare che fin dall’inizio della legislatura ho presentato svariate proposte di legge per la lotta allo spopolamento e che ripetutamente ne  ho sollecitato la messa in discussione; non mi pare, invece, che l’on. Deriu si stia battendo allo stesso modo perché l’argomento riceva dall’Assemblea le attenzioni che merita”, dichiara il capogruppo consiliare dei Riformatori Sardi per l’Europa, Attilio Dedoni, replicando alle dichiarazioni odierne del consigliere regionale del Partito Democratico, Roberto Deriu.
“D’altro canto, non si può certo dire che la valorizzazione dei
funghi e dei tartufi sia un tema estraneo rispetto alle istanze di
rilancio delle zone interne, che vedono continuamente depauperate questa  e altre importanti risorse ambientali ed economiche per colpa di una  politica miope, incapace di svolgere il mestiere per il quale ha  ricevuto il mandato degli elettori”, prosegue e conclude Dedoni. “Il  trattamento demenziale che la mia proposta di legge ha ricevuto in Aula  e in Commissione è sotto gli occhi di tutti, così come sono evidenti i ripetuti tentativi di affossarla, anche da parte di chi dovrebbe svolgere il ruolo di garante del funzionamento delle Istituzioni e del rispetto della volontà democratica dei cittadini, ed invece utilizza procedure e regolamenti per tutelare gli interessi personali di alcuni  contro quelli di tutti i sardi”.

Peste suina, nessun divieto per gli allevamenti familiari

“Nel votare a favore della nuova legge regionale per l’eradicazione  della peste suina, noi Riformatori non abbiamo inteso penalizzare in
alcun modo la pratica dell’allevamento a conduzione familiare. Per
quanto ci riguarda, il testo della norma, così come è stato approvato
dall’Aula, non vieta affatto la riproduzione all’interno degli
allevamenti familiari. Pertanto, ci siamo prontamente attivati affinché  sia il Consiglio regionale stesso a dare una lettura autentica della legge che spazzi via le polemiche e le speculazioni che alcuni hanno  pensato di cavalcare in questi giorni”, dichiara il capogruppo
consiliare dei Riformatori Sardi per l’Europa, Attilio Dedoni.
“Non esiste da parte nostra alcuna intenzione di vietare una
pratica saldamente radicata nelle nostre tradizioni sociali, culturali e
gastronomiche”, sottolinea Dedoni. “Proprio per questo, alla ripresa dei  lavori dell’Aula, si dovrà provvedere con la massima urgenza a chiarire  come debba essere applicata la nuova legge, onde evitare che il  pronunciamento del legislatore venga travisato a danno delle famiglie  sarde. Stiamo inoltre prendendo contatti con le altre forze politiche al  fine di intervenire per modificare la norma, in senso ulteriormente  migliorativo e tale da venire maggiormente incontro agli interessi delle  famiglie e delle aziende del comparto”.

<<Nel periodo di massima allerta incendi e non è immaginabile che il Corpo forestale di vigilanza ambientale sia senza direttore generale. Vorrei capire perché la nomina del dottor Casula non sia stata ancora ratificata e la delibera on line non sia consultabile>>

Con queste parole il Consigliere Regionale dei Riformatori Sardi, Luigi Crisponi, si è rivolto al Presidente Pigliaru per denunciare l’assenza del direttore generale del Corpo forestale di vigilanza ambientale.

Parco Gutturu Mannu, COSSA (Riformatori): “la Regione riveda subito i confini”

Una sana coscienza ambientale, sviluppo turistico e convivenza tra amanti dello sport e della natura. Questi e altri gli obiettivi per cui il Consigliere Regionale dei Riformatori Michele Cossa ha presentato un’interrogazione urgente al Presidente della Giunta Pigliaru e all’Assessora competente Spano sull’esigenza di rivedere i confini dell’area del Parco di Gutturu Mannu, istituito con la legge 20 del 24 ottobre di un anno fa.

Il parco regionale di Gutturu Mannu, dove sorge una delle foreste più grandi in Italia di 35 mila ettari, si estende nel territorio di dieci Comuni nella parte sud occidentale della Sardegna: Assemini, Capoterra, Uta – dove sorge l’oasi di Monte Arcosu – e altri sette nel basso Sulcis (Domus de Maria, Pula, Santadi, Sarroch, Siliqua, Teulada e Villa San Pietro).

Data la vastità del Parco, e considerando che la caccia sportiva negli ultimi anni ha garantito pulizia e protezione dei sentieri e del sottobosco, oltre che limitato le intrusioni dei bracconieri attraverso l’eliminazione di trappole e lacci – dichiara Cossa – si deve evidenziare la bontà della convivenza con tutti coloro che fruiscono nel modo più corretto di quella bellissima zona, con particolare riferimento ai praticanti trekking e mountain bike.

Ad oggi, la normativa risulta essere stringente – sostiene l’esponente dei Riformatori – anche perché viene reso difficoltoso questo genere di attività, negando soprattutto gli interventi minimi necessari per assicurare assistenza ai fruitori del Parco.

Colpa di confini non attuali, e di una burocrazia che rischia di creare un freno nello sviluppo di un’area così importante. Per questo – conclude Michele Cossa – nell’interrogazione si chiede al Presidente Pigliaru e all’Assessora regionale competente se non sia il caso di promuovere in sede di approvazione del Piano del Parco (ai sensi dell’art. 11 della legge istitutiva), per quanto di loro competenza, una revisione dei confini del parco.

CREA: SARDEGNA MAGLIA NERA. RIFORMATORI: VADANO SUBITO VIA I RESPONSABILI DEL DISASTRO!

I dati sulla sanità sarda del CREA dell’Università di Roma Tor Vergata, divulgati oggi, confermano ciò che gli operatori sanitari sardi e i loro pazienti sanno già benissimo e cioè che il livello dell’assistenza sanitaria in Sardegna è ormai scaduto in modo inaccettabile!

Lo dichiarano i consiglieri regionali dei Riformatori che si dicono addolorati, ma non certo stupiti per l’ennesima “maglia nera” collezionata dalla sanità sarda.

“Con arroganza e presunzione –continuano i consiglieri regionali dei Riformatori- si è provveduto allo smantellamento della rete assistenziale sarda, ignorando qualsiasi misurazione e razionalità della spesa, riempendosi la bocca di roboanti annunci, che in nessun modo soddisfano le esigenze di qualità della nostra sanità”.

“Gli indicatori di performance utilizzati dal CREA stroncano impietosamente la prosopopea di questa maggioranza regionale che da quattro anni e mezzo colleziona disastri e incapacità: nel contesto di un sistema di Welfare nazionale che è purtroppo in sofferenza dappertutto, la Sardegna è ultima tra gli ultimi, persino dopo la Calabria, ancora più penalizzata dalla condizione di insularità che le impedisce di chiedere soccorso ad altre realtà regionali in migliori condizioni”.

“Un’autentica tragedia per i cittadini sardi –concludono i Riformatori- che non può certo essere ancora tollerata: gli incapaci che governano la sanità della Sardegna devono andare via al più presto, prima che i danni siano ancora più irreparabili!”

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