ATTILIO DEDONI: Spopolamento, Arru pensi alla sanità anziché proporre deportazioni di immigrati

“Anziché fare il sociologo da quattro soldi, proponendo deportazioni forzate di immigrati per ripopolare le zone interne dell’Isola in barba ai giovani sardi che, a suo dire, preferirebbero pensare alla carriera anziché a fare figli, l’assessore Arru farebbe bene a cominciare ad occuparsi del suo settore di competenza, visti i tanti nodi irrisolti nella sanità che, ormai è chiaro, resteranno tali anche nel prossimo anno in attesa di scaricare la patata bollente nelle mani di chi si troverà a governare la Regione nella prossima legislatura. Se poi, da nuorese, volesse anche affrontare il problema dello spopolamento, potrebbe cominciare con il domandarsi perché, chi può, dalla Sardegna centrale preferisce scappare piuttosto che restare a viverci e mettere su famiglia”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni, commentando le dichiarazioni dell’Assessore regionale alla Sanità, Luigi Arru, sull’impiego degli immigrati per il ripopolamento dei piccoli comuni la cui esistenza è messa a rischio dalla crisi demografica.
“Arru farebbe molto meglio ad occuparsi dell’Areus e dell’elisoccorso, che salvo improbabili miracoli non vedranno la piena operatività neanche nel 2018”, sottolinea Dedoni, “così come di tutto il sistema sanitario regionale, sempre più allo sbando dopo i primi quattro anni del suo mandato, tra ospedali che chiedono ai familiari dei pazienti di acquistare i farmaci necessari per garantire gli interventi chirurgici, case della salute che esistono solo per fornire nastri da tagliare durante la campagna elettorale ma che non sono funzionanti in nessuna parte dell’Isola, liste d’attesa sempre più insostenibili che ancora, nel 2018, costringono i sardi che se lo possono permettere ai ‘viaggi della speranza’ oltre Tirreno e un’Ats che perpetua la torbida gestione delle vecchie Asl, senza riuscire neppure a partorire delle gare uniche regionali per gli acquisti e una gestione centralizzata e trasparente del personale”.
“Da più parti, nel frattempo, si lamentano le tante carenze, soprattutto nella dotazione infrastrutturale e nei trasporti, interni ed esterni, che sono alla base del ritardo di sviluppo della Sardegna in generale e delle zone interne in particolare”, conclude il capogruppo. “Se la Giunta regionale si fosse occupata di tali problemi, anziché mandare in giro l’assessore-piazzista Paci a fare campagna elettorale promettendo denari a pioggia, sempre gli stessi, a tutte le comunità locali, oggi non ci sarebbe un’emergenza ancora tutta da affrontare e sulla quale prodursi in teorie assurde come quelle del catto-comunista Arru. Vogliamo che a chi cerca di scappare dalla guerra e dalle carestie, o semplicemente di costruirsi una vita migliore, non sia opposto alcun ostacolo, ma siamo fermamente contrari a chi pretende di trattare le persone come pacchi postali, spostandole di qua e di là e utilizzandole come esemplari da riproduzione per fare soltanto l’utile di una parte politica”.

IGLESIAS: AL VIA LA CAMPAGNA ELETTORALE. VALENTINA PISTIS SI CANDIDA ALLA GUIDA DELLA CITTA’

Usando un eufemismo motoristico, a Iglesias già si scaldano i motori in vista delle prossime consultazioni amministrative della città, in programma nel mese di maggio 2018. A dare il via ufficialmente alla campagna elettorale è stata, questa mattina, Valentina Pistis, classe 1985, attuale capogruppo di Cas@Iglesias in Consiglio comunale.

La giovane promessa della politica iglesiente ha scelto, non per caso, il 30 dicembre e il parco del Chiostro di San Francesco per presentarsi alla guida della città. “Ho deciso di presentarmi oggi alla cittadinanza perché ho inteso far coincidere la fine dell’anno con la fine di un percorso politico che prelude ad uno nuovo, mi auguro, più costruttivo ed entusiasmante, ha affermato Pistis. Il Chiostro di San Francesco, che meriterebbe, fra l’altro, ben più attenzioni, come luogo, invece, perché concentra in sé la cultura, il paesaggio e l’innovazione (in riferimento alla presenza dell’Istituto Tecnico Minerario G.Asproni) tutti temi fondamentali per lo sviluppo della nostra bella città”. Valentina Pistis, eletta per la prima volta nel 2013 nella lista di Cas@Iglesias, col sostegno dei Riformatori sardi, è alla sua prima esperienza, ormai avviata alla conclusione, “senza, afferma, alcun rammarico”.

È durato, infatti, solo un anno e mezzo, circa, il connubio con la maggioranza guidata dal sindaco Emilio Gariazzo. Poi le difficoltà nei rapporti con la Giunta e la coalizione al governo sono subito emerse, portandola alla parte opposta negli scranni del Palazzo municipale. I motivi? Li spiega lei stessa in modo lapidario: “Questa amministrazione si è contraddistinta per l’opacità dell’azione politica, poca o nulla trasparenza e totale assenza di dialogo. Impossibile continuare a sostenerla”.

Note le sue battaglie contro la mala gestione dell’Igea, per un controllo più preciso e accurato, in rapporto all’ambiente, della discarica di Genna Luas (che si appresta al raddoppio, ndr.) e il varo della Consulta dei giovani, di cui vanta la maternità. Alle prossime elezioni si presenterà con la sua lista storica, Cas@Iglesias, e sarà sostenuta da altre due liste civiche in fase di definizione. Lo slogan della sua campagna elettorale è già noto: “Stai con noi”, ad indicare la necessità della collaborazione di tutti per risolvere i problemi. Questa mattina si è presentata al pubblico presente, e ai giornalisti, in compagnia di Paride Reale e Antonio Oddo (in arte Dorian Curreli), maestro del legno il primo, noto anche per le sue battaglie sulla sanità del territorio, e grafico d’arte il secondo, che l’accompagneranno nella prossima battaglia elettorale.

Alla domanda su quale saranno i primi provvedimenti da assumere, in caso di vittoria, non ha esitato nel rispondere: “È necessario attrarre maggiori fondi, stante le attuali ristrettezze delle casse comunali, sempre più esigue. Per questo è importante saper attingere ai fondi comunitari attraverso un’equipe comunale, adeguatamente formata, per predisporre progetti in grado di far confluire nella città e nel territorio nuovi investimenti”.

L’appuntamento della candidata sindaca Valentina Pistis, ora, è per il prossimo anno, con la presentazione del programma e della squadra di governo.

fonte: Carlo Martinelli per gazzettadelsulcis.it

Cossa (Riformatori): Trasporto Isole minori, rendere subito disponibili le risorse

“Le risorse della finanziaria (400mila euro) per l’abbattimento delle tariffe del trasporto per le isole minori molto probabilmente non sono sufficienti, ma se si vuole che producano effetti è comunque necessario che siano rese disponibili da subito ai comuni. Se, come si è visto in passato, esse entreranno nel circuito ad anno inoltrato anche il modesto sforzo che sta facendo la regione sarà in gran parte vanificato. Carloforte e La Maddalena stanno soffrendo moltissimo dei disagi derivanti dal costo del trasporto: occorrono interventi a regime per far sentire le isole minori parte integrante della Sardegna e consentite loro di valorizzare al meglio il loro patrimonio naturalistico.

DEDONI: Chiusura sedi Inps, dopo due mesi ancora nessun impegno da parte della Giunta

“Siamo ancora in attesa, e con noi migliaia di cittadini sardi, che la Giunta regionale dia qualche segno di vita per quanto riguarda la chiusura delle sedi subprovinciali dell’Inps in Sardegna. A parole, Presidente e Assessori sono sempre pronti a sbandierare il loro impegno nella lotta allo spopolamento e alla desertificazione delle zone interne dell’Isola, magari accompagnandolo con promesse di stanziamenti a otto zeri. Quando si tratta di garantire i servizi pubblici nei territori, però, il silenzio si fa assordante”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni, parlando del piano per la riorganizzazione dell’ente previdenziale nazionale, che prevede la chiusura di undici sedi sul territorio regionale.
“Due mesi fa ho presentato un’interrogazione per chiedere conto della prevista chiusura della sede subprovinciale di Ghilarza e del ridimensionamento, in atto ormai da anni, della sede provinciale di Oristano”, ricorda Dedoni. “Altre interrogazioni analoghe sono state presentate, nei giorni seguenti, da diversi consiglieri regionali di tutti gli schieramenti. Nessuna di queste ha ricevuto una risposta e nessuno sa se e quando l’esecutivo intenda occuparsi di un problema di tale gravità, in un’Isola che, sia a causa dell’invecchiamento della popolazione che per colpa della crisi economica che si protrae da tanti anni, si trova suo malgrado a dipendere in larga parte, per il suo sostentamento, dalle pensioni e dagli ammortizzatori sociali erogati dall’Inps. Tra disservizi di ogni genere e ritardi nell’erogazione delle prestazioni, la soppressione di numerose sedi non farà che peggiorare la situazione attuale, andando a colpire ancora una volta i cittadini più deboli”.
“Dispiace vedere come, tra le tante interlocuzioni aperte dalla Giunta con il Governo nazionale ‘amico’, manchi del tutto quella sulla presenza dei presidi dello Stato nelle aree periferiche e disagiate della Sardegna”, conclude il capogruppo. “Mentre si sbandierano come trionfi il rimborso di 15 milioni di accantonamenti a partire dal 2019, a fronte delle centinaia di milioni che lo Stato trattiene ogni anno dalle nostre quote erariali, e la liberazione dalle servitù militari di alcune spiagge, i problemi delle zone interne sembrano interessare all’esecutivo solo per le consuete promesse mirabolanti da campagna elettorale: gli impegni concreti continuano a latitare, mentre la Sardegna somiglia sempre più a un deserto fatto di una fascia balneare rinomata in tutto il mondo e pochissimo altro”.

Cossa (Riformatori): Chiusura Medicine Brotzu: inaccettabili i disagi creati ai pazienti. Scelto il peggior periodo dell’anno

“Non concordare la chiusura dei reparti di Medicina 1 e 2 del Brotzu ha impedito a Policlinico e ATS di organizzare al meglio la loro attività, creando un danno inutile e ingiustificato a decine di pazienti che si sono visti rifiutare il ricovero. Per di più, la Direzione del Brotzu ha scelto il periodo peggiore dell’anno per fare lavori dei lavori che non erano certo di emergenza, ma assolutamente programmabili in maniera tale da limitare le difficoltà ad essi connesse.” Lo denuncia in un’interrogazione al Presidente della Giunta regionale e all’Assessore della sanità il consigliere regionale dei Riformatori sardi Michele Cossa. “I mesi invernali sono quelli in cui si registrano i picchi delle malattie respiratorie, cosa ben nota a chiunque di occupi di sanità, e questo avrebbe dovuto indurre ad evitare nel modo più assoluto di creare simili problemi, indegni di un Paese civile”, continua Cossa, che chiede alla Giunta regionale “se è a conoscenza del fatto che che la chiusura dei due reparti di Medicina del Brotzu ha costretto Policlinico e Ospedale SS. Trinità a trasferire pazienti ricoverati  affiitti da patologie mediche in appoggio presso reparti di altre specialità, facendo così saltare l’attività programmata, interventi chirurgici e determinando altri comprensibili disagi; se erano consapevoli dei problemi che sarebbero scaturiti dalla chiusura dei due reparti del Brotzu; se fossero stati discussi, oltre che con lo stesso assessorato regionale, con i responsabili dell’AOU di Cagliari e dell’ASL di Cagliari i problemi che si sarebbero creati e approntato un adeguato piano per affrontare la temporanea emergenza”.

DEDONI: Turismo residenziale, soddisfatti per l’entusiasmo riscosso dalla proposta di Ciccolini

“Accogliamo con grande soddisfazione l’entusiasmo riscosso stamani dalla presentazione della proposta del sindaco di Bitti, Giuseppe Ciccolini, per l’incentivazione del turismo residenziale in Sardegna. Ci fanno piacere, in modo particolare, gli ottimi riscontri che la proposta ha avuto da parte della maggioranza di centrosinistra e della Giunta regionale, presente nella persona del Vicepresidente della Regione, Raffaele Paci”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa, Attilio Dedoni.
“Certo, lascia un po’ l’amaro in bocca, per quanto fosse ampiamente prevedibile”, prosegue Dedoni, “non aver incontrato la stessa disponibilità quando, nello scorso mese di marzo, siamo stati noi Riformatori a presentare una proposta di legge pressoché identica a
quella di Ciccolini, che difatti attende ancora di essere esaminata da parte della commissione consiliare competente. Ciò che maggiormente ci interessa però, a prescindere dalla paternità del provvedimento, è che
in Regione si possa cominciare a ragionare su una materia che può favorire lo sviluppo delle zone interne e contribuire a combattere lo spopolamento e la desertificazione”.
“Sono queste, infatti”, conclude il capogruppo, “le misure che possono determinare il rilancio delle aree più disagiate dell’Isola, non certo le piogge di milioni che vengono promesse ad ogni campagna elettorale per finanziare le opere più disparate, che il più delle volte restano incompiute o si rivelano cattedrali nel deserto. In assenza di una progettualità complessiva, che parta dall’individuare quale modello di sviluppo vogliamo per le nostre zone interne, non servono a niente le programmazioni territoriali che impegnano centinaia e centinaia di milioni, e che molto spesso finiscono arenate nelle secche della burocrazia. Servono, invece, interventi mirati che, anche a fronte di investimenti limitati, possono far ripartire l’economia locale, attirando nuovi residenti ed incrementando così la domanda di beni e
servizi. Anche per questo motivo, continuiamo a proporre l’apertura di una sessione straordinaria del Consiglio regionale da dedicare alle azioni di contrasto allo spopolamento, durante la quale esaminare le
decine di proposte (ve ne sono altre anche dei Riformatori) presentate al riguardo da tutti i gruppi consiliari”.

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DEDONI: Tour Renzi, rammarico per rinuncia al treno ma trasporti nell’Isola fermi all’Ottocento

“Esprimiamo il nostro rammarico e la nostra solidarietà al segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi, che domani, nella tappa sarda del suo tour elettorale, si troverà costretto a rinunciare all’amato treno e ad optare per un più prosaico autobus a causa delle disastrose condizioni dei trasporti interni nell’Isola, ancora fermi all’Ottocento o giù di lì”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni.
“Ebbene sì, la Sardegna”, prosegue Dedoni, “è una delle poche regioni italiane, se non l’unica, in cui la rete ferroviaria non consente di raggiungere tutti i capoluoghi di provincia e ora anche Renzi, che da capo del Governo non ha avuto molto tempo per prestare attenzione a quisquilie del genere, si trova a toccare con mano quali siano le condizioni in cui si trovano a viaggiare i sardi ai tempi in cui la sua coalizione governa sia a Roma che a Cagliari. Peccato, perché altrimenti avrebbe sicuramente apprezzato le meraviglie dei treni superveloci fatti arrivare apposta dalla Spagna, che collegano il Capo di Sopra e il Capo di Sotto in un batter d’occhio, fatta eccezione per le inevitabili soste ad ogni passaggio a livello incustodito e ad ogni attraversamento di bestiame”.
“Ci permettiamo però di suggerire al segretario del Pd”, conclude il capogruppo, “di non limitarsi, nei suoi spostamenti, a visitare i soli capoluoghi ma di dedicare un po’ del suo tempo anche ai centri dell’interno, ai piccoli comuni che quotidianamente lottano contro l’emergenza spopolamento, e di farlo utilizzando i mezzi di linea e non un comodo autobus privato preso a noleggio. Avrà modo così di vedere le cose da un’altra prospettiva, certo più lenta ma più suggestiva, e l’esperienza potrà insegnargli molto. E’ un modo di viaggiare che difficilmente gli consentirà di girare tutta la Sardegna in una sola giornata, ma è così che i sardi sono costretti a spostarsi ai tempi del suo centrosinistra”.

Telerilevamento incendi, sistemi disattivati e territorio in balia dei roghi

Perché, su due sistemi per il telerilevamento degli incendi presenti in
Sardegna, uno dei quali ha già funzionato egregiamente per oltre
diciassette anni, la Regione sceglie di non utilizzarne neanche uno,
lasciando il territorio in balia degli incendiari? Lo chiede il
capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale,
Attilio Dedoni, in un’interrogazione rivolta al Presidente della
Regione, Francesco Pigliaru, e all’Assessore regionale all’Ambiente,
Donatella Spano. Un’interrogazione analoga era già stata presentata nel
settembre del 2016, ma la risposta data dall’esecutivo è risultata,
secondo il firmatario del documento, “evasiva e del tutto insoddisfacente”.
I sistemi presenti in Sardegna sono due. Uno, attivo dal 1986, è
stato realizzato per conto della Regione dalla società Teletron e può
contare su alcune postazioni a Lanusei, Neoneli e sui Sette Fratelli.
L’altro, finanziato con fondi statali e comunitari, è stato realizzato
dal raggruppamento temporaneo di imprese formato da Selenia (poi
divenuta Selex Es), Progensar e Teletron; il sistema è oggi al centro di
una controversia giudiziaria dopo che la Regione ne ha rifiutato il
collaudo ritenendolo “inutile”. Il personale forestale è stato formato
per l’utilizzo di una rete che, si legge nell’interrogazione, “rileva in
meno di 120 secondi, con precisione, ogni incendio nel raggio di azione,
oltre ad essere in grado di effettuare una registrazione continua ad
alta risoluzione nel visibile e nell’infrarosso”, nonché di “verificare
l’orario di arrivo dei mezzi di soccorso, la durata degli interventi e
l’efficacia degli stessi” e di poter essere utilizzato “anche per
risalire ad autori di reati ambientali”. Il sistema, inoltre,
risulterebbe “un indispensabile ausilio al personale impiegato nelle
perlustrazioni, che potrebbe, infatti, svolgere la sua attività in
massima sicurezza se dotato di dispositivi portatili collegati alle
stazioni di rilevamento in grado di guidarli fuori da eventuali pericoli
di coinvolgimento diretto negli incendi”.
Già in fase di collaudo in corso d’opera, il telerilevamento è
stato in grado di segnalare il principio di un rogo, al di fuori delle
prove tecniche, a 18 chilometri di distanza, nelle campagne di Quartu
Sant’Elena, in condizioni di visibilità tali che la più vicina vedetta
non riusciva a localizzarlo per mezzo del binocolo in dotazione. Nel
1999, il Corpo forestale ha condotto una campagna di verifica, senza
coinvolgere l’azienda produttrice, presentando poi una relazione
negativa che ha indotto la Procura della Corte dei Conti, in assenza di
contraddittorio, a ritenere il sistema inaffidabile e inefficace. Una
commissione di verifica, nominata successivamente dall’Assessorato
all’Ambiente e composta da esperti esterni all’Amministrazione, ha
confermato, nel luglio del 2000, che gli impianti risultavano essere
perfettamente rispondenti alle previsioni tecniche. Due anni più tardi,
la Corte dei Conti, accogliendo quest’ultima relazione, ha ordinato al
Corpo forestale di attivarsi per il ripristino e la rimessa in servizio
del sistema, e di fornire adeguate spiegazioni per la sua disattivazione.
Nel febbraio del 2003, il Corpo ha stipulato con la Teletron
Euroricerche un contratto per il ripristino, l’adeguamento e la
manutenzione di sei tra stazioni di monitoraggio e centri operativi, per
un importo di oltre 835 mila euro. I lavori risultano regolarmente
realizzati e collaudati, ma il sistema è ancora inutilizzato. Nel 2017,
sottolinea Dedoni nell’interrogazione, si è registrato “un aumento di
circa il 40 per cento del numero dei roghi, anche se affiancato ad una
riduzione delle superfici interessate di poco più del 10 per cento”; il
57 per cento di questi è di origine dolosa, “ma risulta estremamente
complicato risalire ai colpevoli”. Il telerilevamento, se utilizzato,
“potrebbe risultare molto utile nella ricerca degli autori dei roghi”.
Il capogruppo chiede pertanto a Presidente e Assessore se non
ritengano opportuno verificare lo stato dei fatti, anche alla luce
dell’andamento dell’ultima campagna antincendi, e se, a fronte delle
spese che annualmente vengono sostenute per la lotta al fuoco, sia stata
fatta una comparazione con quelle necessarie per ripristinare e
potenziare il telerilevamento, “anche attraverso l’eventuale estensione
della copertura del servizio e l’introduzione di nuove tecnologie, tra
cui i droni”. Infine, nell’interrogazione si chiede quali determinazioni
la Giunta regionale intenda assumere “al fine di garantire la
salvaguardia del patrimonio boschivo sardo”.

Cossa e Meloni (Riformatori): Agenzia Sarda Entrate. Quale vittoria? Maggioranza bocciata clamorosamente

La Corte Costituzionale con la sentenza n.245 del 29.11.2017 ha giudicato la legge regionale n.25 del 2016 che istituiva l’agenzia sarda delle entrate e il cui vero cuore era costituito dalla previsione che le entrate di spettanza della regione dovessero affluire direttamente all’ASE e che poi da li, tramite una delibera di giunta regionale, fossero riversate nelle casse della regione.
Insomma questo specifico punto, ove entrato effettivamente in vigore, avrebbe rappresentato una vera e propria rivoluzione tributaria e fiscale.
La Corte Costituzionale con la sua sentenza ha detto in sostanza che l’ASE può certo controllare, l’andamento dei tributi ma habocciato quella che rappresentava l’arrosto, cioè il trasferimento della raccolta tributaria dallo Stato alla Regione.
Insomma, dice la Corte, la Regione ha il potere di verificare che i conti siano esatti e se lo vuol fare tramite una specifica agenzia lo faccia pure (sottinteso, basta che se la paghi ) e se vuol fare una legge per chiedere allo Stato di devolvergli funzioni, cosa che poteva fare senza una legge, faccia pure anche quello.
La stessa Regione, nella sua difesa, ammette che le cose stanno proprio così quando afferma che “l’attività di controllo delle entrate ….omissis….. sarebbe completamente estranea al procedimento di “accertamento” e di “riscossione” dei tributi. “
Insomma una legge pressoché inutile, dice la Corte, fate quello che volete ma a raccogliere direttamente i soldi non ci pensate neppure.
Una sentenza di chiarezza disarmante e di portata devastante per la Giunta e lo stesso Consiglio che hanno rispettivamente proposto ed approvato una legge che, per pacifica ammissione degli stessi avvocati della Regione, non serve assolutamente a niente.
Di fronte ad una bocciatura così clamorosa ci si aspetterebbe che i proponenti si cospargessero il capo di cenere ma invece leggiamoproclami trionfali del Presidente e dell’assessore Paci, forse il maggior responsabile di questa farsa.
Insomma, la parte della legge che la Corte lascia in piedi è totalmente superflua, salvo che l’inutile ASE costerà qualche milione di preziosi soldi dei sardi ma la si farà per dare qualcosa al Partito dei Sardi che deve poter esibire un trofeo, sia pure fasullo, ai suoi elettori.
La stessa difesa della Regione ammette che si tratta di norme a valenza puramente interne alla Regione ma Presidente, Assessore e partito dei Sardi loro si dichiarano soddisfatti, addirittura entusiasti !
Appaiono davvero patetici i commenti del Partito dei sardi, che sogna ad occhi aperti non meglio precisate “inversione dei flussi”, accelerazioni di “ trasferimento delle funzioni di accertamento e riscossione”, insieme a illusori inviti a “guardare con ambizione e creatività ad una propria politica fiscale”, qualunque cosa ciò significhi.
In questo caso però è davvero difficile dargli retta, la Giunta, la maggioranza, incluso il Partito dei Sardi, hanno portato la Regione all’ennesimo scontro contro un muro.

Sanità, stop interventi a Sassari: indagare su come vengono impiegate le risorse

“I fatti di inaudita gravità accaduti negli ospedali di Sassari, dove le ditte fornitrici hanno ‘requisito’ il materiale medico indispensabile per effettuare gli interventi chirurgici più urgenti a causa dei mancati pagamenti, dimostrano ancora una volta la necessità di indagare a fondo su come viene impiegata la spaventosa mole di denaro che ogni anno la Regione destina a un sistema sanitario che si mangia la metà del nostro bilancio ma non è in grado di assicurare neanche la sopravvivenza ai pazienti che ha in carico”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale e presidente della Commissione di inchiesta sull’appropriatezza della spesa sanitaria, Attilio Dedoni.
“Da tempo denunciamo il fatto che, con le riforme targate centrosinistra, i disservizi nella sanità sarda sono in costante aumento, a fronte di costi che si mantengono pressoché invariati”, sottolinea Dedoni. “Ai sardi è stato promesso un sensibile incremento nel livello qualitativo dell’offerta sanitaria e, al contempo, il riordino dei conti fuori controllo, ma la stagione delle riforme appare ormai ben avviata sui binari del fallimento, con le liste di attesa che si allungano a dismisura e le aziende che spesso non sono in grado di erogare neanche le prestazioni più indispensabili. Per contro, si continuano a erogare risorse per ripianare il deficit e a ridurre drasticamente le spese per l’assistenza, come con il taglio dei posti letto disposto dal Piano per la riorganizzazione della rete ospedaliera, senza alcun risultato apprezzabile sul contenimento dei costi”.
“Contiamo di riprendere entro breve i lavori della Commissione di inchiesta”, conclude il capogruppo, “perché appare sempre più necessario fare luce su dove finiscano i soldi che la Regione stanzia ogni anno per il sistema sanitario: se l’offerta assistenziale fa acqua da tutte le parti, tanto da non riuscire neppure a pagare i fornitori, cosa si sta finanziando esattamente? E’ evidente che esistono sacche di spreco e malaffare in cui si perdono le risorse, ed è compito della Commissione individuarle affinché siano rimosse e siano indicati i responsabili, sia per la parte sanitaria e amministrativa che per quella politica”.

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