CREA: SARDEGNA MAGLIA NERA. RIFORMATORI: VADANO SUBITO VIA I RESPONSABILI DEL DISASTRO!

I dati sulla sanità sarda del CREA dell’Università di Roma Tor Vergata, divulgati oggi, confermano ciò che gli operatori sanitari sardi e i loro pazienti sanno già benissimo e cioè che il livello dell’assistenza sanitaria in Sardegna è ormai scaduto in modo inaccettabile!

Lo dichiarano i consiglieri regionali dei Riformatori che si dicono addolorati, ma non certo stupiti per l’ennesima “maglia nera” collezionata dalla sanità sarda.

“Con arroganza e presunzione –continuano i consiglieri regionali dei Riformatori- si è provveduto allo smantellamento della rete assistenziale sarda, ignorando qualsiasi misurazione e razionalità della spesa, riempendosi la bocca di roboanti annunci, che in nessun modo soddisfano le esigenze di qualità della nostra sanità”.

“Gli indicatori di performance utilizzati dal CREA stroncano impietosamente la prosopopea di questa maggioranza regionale che da quattro anni e mezzo colleziona disastri e incapacità: nel contesto di un sistema di Welfare nazionale che è purtroppo in sofferenza dappertutto, la Sardegna è ultima tra gli ultimi, persino dopo la Calabria, ancora più penalizzata dalla condizione di insularità che le impedisce di chiedere soccorso ad altre realtà regionali in migliori condizioni”.

“Un’autentica tragedia per i cittadini sardi –concludono i Riformatori- che non può certo essere ancora tollerata: gli incapaci che governano la sanità della Sardegna devono andare via al più presto, prima che i danni siano ancora più irreparabili!”

DEDONI (Riformatori): Forestas, approvare norme sul personale per scongiurare sciopero del 14  giugno

“Il Consiglio regionale deve attivarsi nei tempi più rapidi per evitare
che il contenzioso infinito con il personale dell’agenzia Forestas porti
a una nuova ondata di scioperi (il primo è già stato indetto per il 14
giugno) nel pieno della campagna antincendi, con le prevedibili e
gravissime conseguenze che potrebbero derivarne”, dichiara il capogruppo consiliare dei Riformatori Sardi per l’Europa, Attilio Dedoni.
“Esiste già una proposta, elaborata dalla Prima Commissione e
sottoscritta da tutte le parti politiche, che prevede il passaggio dei
dipendenti di Forestas nel comparto unico regionale, alla pari del
personale di tutte le altre agenzie della Regione”, sottolinea Dedoni.
“I ritardi nella sua approvazione fanno soltanto il gioco di chi ha
interesse a continuare a mantenere delle ingiuste disparità tra
lavoratori. Intanto, il mancato riconoscimento dello status di
dipendenti regionali a tutti gli effetti comporta delle conseguenze a
dir poco paradossali, per cui, ad esempio, agli operai di Forestas non è  consentito l’uso dei mezzi meccanici in dotazione alla stessa agenzia,  compresi quelli per la bonifica dei terreni e lo sfalcio delle
sterpaglie. Considerata l’enorme massa di vegetazione cresciuta in
seguito alle piogge eccezionali di questa primavera, appare evidente
come si stia affrontando la prevenzione del rischio incendi in modo
inadeguato e superficiale”.
“Approvare in tempi rapidi la proposta della Prima Commissione
permetterebbe inoltre alla Regione di ripristinare una posizione di
legalità relativamente ai cosiddetti ‘avventizi’, i lavoratori che
vengono assunti per sei mesi all’anno, per poi essere licenziati e
riassunti l’anno seguente”, conclude il capogruppo. “Una pratica che,
oltre ad essere ingiustamente penalizzante nei confronti dei lavoratori,  è stata riconosciuta come illegittima e che la Regione rischia di pagare  a caro prezzo”.

Onnis (Riformatori): Bollo gratis per le auto ibride

La proposta dei Riformatori: esenzione dal pagamento per i primi tre anni

«Bollo gratis per le auto ibride»

Gli automobilisti che opteranno per i mezzi di trasporto “green” potranno beneficiare dell’esenzione del bollo per i primi tre anni.

Un’idea dei Riformatori che, ieri mattina, hanno presentato la proposta di legge con l’obiettivo di aumentare la dotazione di vetture ad alimentazione ibrida (benzina-elettrica, gasolio-elettrica, idrogeno e gpl) in Sardegna. «Puntiamo all’innovazione», spiega il capogruppo, Attilio Dedoni, «favorendo chi sceglie mezzi di trasporto meno impattanti per l’ambiente».
I CONTI La Regione rinuncerebbe così a 200 mila euro di introito annuale, mentre alla fine del periodo di esenzione, gli automobilisti in possesso di autovetture alimentate esclusivamente con Gpl, pagherebbero un quarto della tassa prevista per gli stessi modelli, ma alimentati a benzina o gasolio.
I NUMERI Basta guardare i dati per capire che in Sardegna la svolta “green” sul trasporto privato è ancora lontana.
Nel 2017 a fronte di 28.920 nuove immatricolazioni, le auto ibride sono 693, quelle alimentate con Gpl 305 e le elettriche soltanto 13. «E’ vero che questo tipo di auto è più costoso», spiega Raffaele Onnis, ideatore della proposta di legge e consigliere comunale di Cagliari, «ma col tempo la maggiorazione viene ammortizzata».
LA PROPOSTA L’esponente dei Riformatori, Michele Cossa, è ottimista: «Si tratta di un piccolo intervento che spero venga trasformato in legge. In ogni caso proporremo degli emendamenti alla prossima Finanziaria». Il collega Luigi Crisponi pungola la Giunta che «dopo tanti annunci sulla tutela dell’ambiente non avrà difficoltà a promuovere questa iniziativa». (m. s.)

fonte: Unione Sarda

Onnis (Riformatori): A Cagliari impianti abbandonati e troppe vasche con acqua stagnante e rifiuti

Condizioni critiche da piazza Matteotti al parco della Musica, dall’ex Vetreria a via Sant’Ignazio

Fontane, solo zampilli di degrado

Impianti abbandonati e troppe vasche con acqua stagnante e rifiuti

La città d’acqua, come è stata ribattezzata Cagliari per il suo mare, le sue lagune e gli stagni che la incorniciano, rinuncia alle fontane. I molti gioielli che in origine lanciavano verso l’alto i loro zampilli abbellendo i rioni e gli spazi pubblici, dalla centralissima piazza Matteotti all’ex Vetreria di Pirri, sono oggi simbolo di un degrado che stona con la riqualificazione e la rinascita avviate in molti rioni grazie anche alla creazione di nuovi spazi verdi. Oasi che hanno restituito ai cittadini angoli per troppo tempo dimenticati.

Le fontane, invece, sono rimaste fuori dalla rivoluzione urbanistica. O per lo meno, la loro funzione non è stata ancora rivalutata. Gli esempi fioccano.
LO SCONCIO Piazza Matteotti, la vasca storica dalle mattonelle celesti dove in passato nuotavano i pesci rossi, è oggi (e lo è da parecchi anni) un immenso serbatoio di rifiuti, pessimo biglietto da visita per i turisti che sbarcano dai traghetti e dalle navi da crociera e si riversano in via Roma e alla Marina. La fontana è come il resto della piazza di proprietà delle Ferrovie: abbandonata in attesa di restauro. Zampilli spenti e acqua stagnante nella fontana di piazza Michelangelo.
I CASI Più periferica la fontana quadrata di piazza San Bartolomeo, dove da mesi l’acqua ha smesso di scorrere. Alla stessa stregua dell’altra struttura di piazza Giovanni XXIII che negli ultimi cinque anni non ha mai funzionato.

L’INTERROGAZIONE A denunciare lo stato di abbandono in cui versano le fontane cagliaritane è il consigliere comunale dei Riformatori, Raffaele Onnis. «Queste dovrebbero svolgere un importante ruolo di arredo e decoro urbano della nostra città, migliorando l’immagine, la godibilità e la fruibilità dei luoghi, dando un senso di refrigerio nei periodi più caldi e una sensazione piacevole all’udito con il rumore dell’acqua scrosciante», spiega. «Peccato che negli ultimi anni in città le fontane che arredano gli spazi pubblici siano prevalentemente asciutte, malfunzionanti o con acqua stagnante e maleodorante».
LA REPLICA Lo aveva già invocato un anno fa, Onnis, un intervento dell’amministrazione comunale. «Ma nonostante le ampie rassicurazioni la situazione sembra essere addirittura peggiorata».
Nella piazza Nazzari, inaugurata otto anni fa a due passi dal Lirico, la vasca è miseramente asciutta mentre all’interno del parco della Musica, dove i progettisti hanno ricavato un suggestivo sistema di circolazione dell’acqua e diverse fontane e laghetti, le vasche sono ora sporche con acqua stagnante. A differenza di quanto avviene in piazza Deffenu, dove la fontana diventa un’attrazione per tante persone che frequentano il fronte del porto e viene spesso sfruttata dai turisti come scenografia per una foto ricordo.
STAMPACE Uno scatto impossibile da fare in via Sant’Ignazio dove la fontana (storica) è asciutta da sempre e troppo spesso, in occasione dei bottellon, diventa il luogo dove scaraventare bottiglie di birra, lattina di bibite e cartacce. «Le fontane richiedono una manutenzione attenta e puntuale per essere mantenute pulite e in piena efficienza. La mancanza di una corretta manutenzione porta a un rapido deterioramento degli impianti», dice l’esponente dell’opposizione che ha presentato un’interrogazione per chiedere «quale sia la spesa di cui l’amministrazione si è fatta carico per la manutenzione e quale sia la spesa da affrontare per la riattivazione». Ma anche «se non sia il caso di dotarsi di strumenti per la movimentazione dell’acqua e di formare personale con le competenze tecniche proprie dei fontanieri».
IL FUTURO L’obbiettivo è che tutte le fontane, anche quelle del parco Cipla, di Terramaini e del cavalluccio Marino, riprendano a funzionare.
(fonte: UnioneSarda)

CRISPONI (Riformatori) – Istituita la Commissione d’inchiesta sul fallimento delle politiche industriali nella piana di ottana

E’ stata approvata oggi in Consiglio regionale la richiesta di istituzione di una Commissione d’inchiesta sul fallimento delle politiche industriali nella piana di Ottana.

«L’incredibile intreccio di vicende – ha detto Luigi Crisponi (Riformatori Sardi) primo firmatario della proposta – che hanno portato alla dissoluzione del sogno industriale della Sardegna centrale merita questo approfondimento per fare luce sulle ragioni di un tracollo che ha portato alla desertificazione socio economica dell’area. La Commissione opererà anche per fare chiarezza sulle scelte operate dalla politica e puntualizzare quali concrete azioni di rilancio avviare – previe bonifiche delle aree -per il riuso del Polo di Ottana a fini produttivi».

La proposta di istituzione della Commissione d’inchiesta è stata votata dall’intero Consiglio regionale.

Dedoni (Riformatori): Consorzio di bonifica dell’Oristanese, bilancio bocciato e commissario da rimuovere

La Giunta regionale deve rimuovere dall’incarico il commissario
straordinario del Consorzio di bonifica dell’Oristanese, il cui bilancio
di previsione è stato bocciato dall’Assessorato all’Agricoltura, con
conseguente blocco delle attività dell’Ente. A sostenerlo è il
capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni, che ha presentato un’interpellanza e un’interrogazione rivolte al Presidente della Regione, Francesco Pigliaru, e all’Assessore regionale all’Agricoltura, Pier Luigi Caria.
Adottato dal commissario lo scorso 21 marzo, il bilancio di
previsione 2018 del Consorzio è stato annullato dal Servizio
programmazione e governance dello sviluppo rurale dell’Assessorato, secondo il quale il documento “non rappresenta in modo corretto e veritiero la situazione contabile dell’Ente”. Viene contestato inoltre l’utilizzo, ritenuto improprio, di un contributo straordinario di 3,5 milioni di euro, concesso dalla Regione per finanziare l’attività istituzionale del Consorzio. La bocciatura del bilancio, sottolinea Dedoni, porterà al blocco di tutte le attività, “ivi compreso l’avvio della stagione irrigua, con gravi danni per il comparto agricolo del territorio nonché, più in generale, per il tessuto socioeconomico locale”.
Dedoni chiede a Pigliaru e a Caria di riferire in dettaglio quali
siano le motivazioni che hanno portato all’annullamento dell’atto di
programmazione e se sia vero che il commissario avrebbe organizzato, a spese del Consorzio, degli eventi pubblici per diffondere i contenuti dello stesso atto e del rendiconto sociale 2017. Il capogruppo chiede conto, inoltre, del progetto per la realizzazione di “un tratto di condotta irrigua destinato a servire i terreni di una sola azienda agricola, di grandi dimensioni”, che il dirigente avrebbe avviato impiegando risorse di provenienza regionale; condotta che, peraltro,“non sarebbe realizzabile nella sua interezza” e che quindi noncompleterebbe il collegamento dell’azienda alla rete irrigua.
Nei due documenti ispettivi si chiede poi se sia vero che il commissario avrebbe proposto ad alcuni grandi debitori del Cons orzio unatransazione, assicurando loro le forniture idriche a fronte delpagamento “di un acconto pari al 25 per cento delle somme dovute per le quote consortili pregresse, con il ris chi o concreto di aggravare così la  loro situazione debitoria”.

A detta di Dedoni, gran parte dei fatti citati riguarda “in via principale, seppure non esclusiva, l’agro diCabras, Comune nel quale il Commissario straordinario risulta candidato alla carica di sindaco”. Il commissario avrebbe inoltre “percepito, per lo svolgimento delle proprie funzioni, indennità non dovutegli ai sensi delle norme di legge vigenti”.
Il capogruppo conclude chiedendo a Presidente e Assessore se
l’operato del commissario “sia compatibile con gli obiettivi di
risanamento finanziario e di amministrazione virtuosa che la Giunta gli ha assegnato”, sollecitandone quindi la rimozione dall’incarico per
l’adozione di un bilancio “ritenuto illegittimo”, per i “gravissimi
rilievi” mossigli dall’Assessorato e per “un utilizzo delle risorse in
capo al Consorzio in evidente conflitto con i propri interessi personali”.

RETE OSPEDALIERA. Cossa (Riformatori): VERGOGNA! DOPO TRE ANNI DI ANNUNCI E FANFARE E’ ANCORA TUTTO IN ALTO MARE!

“Mentre la Sanità sarda è ormai drammaticamente vicina ad un tracollo della qualità che fa tremare le vene ai polsi di tutti i cittadini sardi, la Giunta regionale non riesce a condurre in porto neppure l’unico, controverso atto di programmazione sanitaria adottato in questa legislatura”.
Lo sostiene il consigliere regionale dei Riformatori Michele Cossa, che ha rivolto un’interrogazione urgente all’Assessore alla Sanità e al Presidente della Regione per sapere in quale “porto delle nebbie” sia finito il Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera sarda, approvato con grande enfasi in Consiglio Regionale nell’ottobre scorso e mandato al Ministero della Salute per le verifiche di coerenza imposte dalla legge.
“Il Piano è stato approvato ben sette mesi fa -continua Cossa- e ancora non è tornato indietro dal Ministero, privando la Sardegna dell’unico strumento di programmazione predisposto dalla Giunta, oltre tutto indispensabile per gestire problematiche urgenti, come quelle attinenti il Mater Olbiae”.
“Nel frattempo -conclude Cossa- i giornali sardi pubblicano indiscrezione su richieste di chiarimenti e perplessità da parte del Ministero della Salute. Non è più possibile far finta di niente! I sardi hanno diritto di sapere cosa c’è di sbagliato nel Piano regionale e l’Assessore deve riferire urgentemente sui tempi di approvazione e sulle contromisure che la Regione intende adottare in caso di verifica negativa!”

Corte dei Conti, Pigliaru e Paci si inventano un successo che non esiste

“Il presidente Pigliaru e l’assessore Paci, incassato in qualche modo  un giudizio favorevole da parte della Corte dei Conti sul bilancio 2016, non si accontentano di tirare un sospiro di sollievo ma pensano bene di rigirare la frittata, provando a far passare come un clamoroso successo quella che, all’apertura del procedimento con la lettura della relazionedella Corte, era parsa una bocciatura su tutta la linea, tanto che lo stesso Paci aveva finito per perdere le staffe, scagliandosi in un poco istituzionale alterco contro la consigliera rea di aver stilato un documento così severo”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni.
“A finire sottolineata con la matita rossa, in quell’occasione, era
stata la capacità della Regione di riscuotere le entrate che le sono
dovute e di gestire il passaggio al cosiddetto ‘bilancio armonizzato’”,
ricorda Dedoni. “Oggi, nel trionfale comunicato stampa della Giunta,
l’Assessore pretende di trasformare in encomio le bacchettate ricevute, con la consueta supponenza da primo della classe che si permette di correggere gli insegnanti. Così, la disastrosa applicazione del pareggio di bilancio, che ha costretto l’esecutivo a correggere in corsa svariate volte il documento contabile, i cui conti non tornavano mai, diventa ilmerito di chi ha applicato le nuove regole prima di chiunque altro,compreso quello stesso Stato cui a questo punto potrebbe far comodoavvalersi delle doti del Professore, magari nei panni di Ministro delleFinanze. Anche il capitolo sulle entrate diventa motivo di vanto:
l’attivo di bilancio è aumentato e la vertenza con lo Stato per
l’applicazione dell’art. 8 dello Statuto è magicamente risolta. Dove
sono allora le risorse provenienti dalle quote di compartecipazione le entrate erariali che spettano alla Sardegna, visto che dal 2014 a oggi, nel bilancio della Regione, non se ne trova traccia? Se Paci volesse mettersi a cercarle, ci permettiamo di dargli un piccolo aiuto: le risorse sono ancora a Roma, trattenute a causa degli accantonamenti di bilancio che proprio lui ha accettato, firmando lo sciagurato accordocon il ministro Padoan nel quale, per soprammercato, la Regione si impegnava a ritirare i ricorsi già presentati dalla precedente Giunta per ottenere il trasferimento delle quote erariali”.
“Viene da chiedersi se l’Assessore che firma i comunicati stampa
sia lo stesso che la domenica sera va a parlare di calcio sulle
televisioni locali indossando i panni dell’indipendentista, chiamando
alla sollevazione contro lo Stato che, con il trucco degli
accantonamenti, non ci versa ciò che ci deve”, conclude il capogruppo.
“Va da sé che si tratta della stessa persona, non certo affetta da uno
sdoppiamento di personalità ma sempre, costantemente intenta a piegare la realtà a ciò che le fa più comodo al momento”.

Legge urbanistica, maggioranza cerca ogni pretesto per far arenare il dibattito

“L’economia sarda, per sperare in un rilancio, ha disperatamente bisog  nodi una nuova legge urbanistica approvata in tempi brevi. I segnali checontinuano ad arrivare dal centrosinistra, però, sono di segno opposto:
tra rinvii, vertici di maggioranza e confronti pubblici, sembra che la
coalizione che governa la Regione si stia impegnando a cercare ogni
pretesto possibile per far finire nel dimenticatoio il testo presentato
dalla Giunta”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni.
“Il comparto dell’edilizia, quello turistico e quello artigiano, in
particolare, lamentano lo stato di crisi in cui versano a causa della
mancanza di una normativa urbanistica che consenta di superare il blocco edificatorio imposto dal Piano paesaggistico regionale e solo in parte mitigato dal ‘Piano Casa’ adottato nella passata legislatura”,
sottolinea Dedoni. “Il tema doveva essere affrontato molto prima. Il
fatto che sia stato messo in discussione soltanto nell’ultimo anno di
mandato dell’esecutivo, con una ‘falsa partenza’ su cui sarebbe stato
fin troppo facile scommettere, non fa ben sperare: l’impressione è che, al di là dei proclami, ci troviamo davanti al solito centrosinistra
ostaggio delle sue componenti più ideologizzate. Da un lato la
maggioranza, all’indomani di una cocente sconfitta elettorale, cerca di mostrare all’opinione pubblica un volto dialogante e aperto all’ascolto delle istanze che provengono dalla società, ma dall’altro si inventa ogni possibile scusa per far arenare l’iter della legge prima ancora che arrivi in Aula”.
“A ulteriore dimostrazione del fatto che, ancora una volta, si
rischia che l’ideologia abbia il sopravvento sulle necessità dei sardi,
c’è il fatto che il dibattito si sta concentrando esclusivamente sugli
insediamenti turistici nella fascia costiera”, conclude il capogruppo.
“A nessuno sembra importare alcunché del rilancio delle zone interne, sia in termini produttivi che in chiave turistica, eppure è proprio questo che ci si aspetta dalla nuova legge urbanistica. Si continua a litigare per aggiungere o togliere un mattone nelle strutture ricettive dei centri balneari, e intanto la fame di lavoro e sviluppo della Sardegna resta inascoltata”.

E’ PARTITA OGGI A ROMA LA SFIDA DECISIVA PER L’INSULARITÀ

E’ stato depositato oggi in Corte di Cassazione, a Roma, il testo della proposta di legge per l’introduzione del principio di insularità in Costituzione.
In un clima di festa, ma anche di grande determinazione per il raggiungimento dell’obiettivo, si sono dati appuntamento a Roma i rappresentanti del Movimento per l’insularità.
A sottoscrivere il testo erano presenti Roberto Frongia, Emilio Floris, Luciano Uras, Alessandra Zedda, Michele Cossa, Gianfranco Ganau, Attilio Dedoni, Matteo Rocca, Pierpaolo Vargiu, Edoardo Tocco, Giovanni Pileri, Margherita Zurru, Elena Secci, Michele Solinas, Antonello Peru, Piergiorgio Massidda, Vincenzo Corrias, Laura Capelli per la Sardegna, Rino Piscitello e Salvatore Grillo per la Sicilia, il sindaco di La Maddalena Luca Montella e la Direttrice dell’ANCIM Giannina Usai per le Isole Minori, il Presidente del Gremio dei Sardi, Antonio Masia, l’euro parlamentare Stefano Maullu.
“Inizia oggi un percorso che deve unire tutti i sardi, al di là di qualsiasi logica di schieramento, nella sfida più importante per il futuro della Sardegna – ha dichiarato Roberto Frongia, Presidente del Comitato per l’insularità in Costituzione- che può davvero cambiare le prospettive di crescita della nostra Isola e delle altre regioni insulare italiane”.
“Basta con le vecchie logiche di rivendicazione e di assistenza che ci hanno tristemente accompagnato per lustri, alimentando cultura della clientela e della rassegnazione. Da sabato – annuncia Frongia – inizieremo la raccolta delle firme in tutte le regioni italiane perché vogliamo che il problema della identità e dello sviluppo delle isole diventi davvero un tema all’ordine del giorno di tutta la comunità nazionale!”
“Vivere nelle isole significa avere problemi peculiari nei trasporti, nel costo dell’energia, nelle reti infrastrutturali, nella sanità, nell’istruzione e nella formazione. Sono problemi dell’intera comunità nazionale e non soltanto degli italiani separati dal mare. Non vogliamo privilegi, né regali – ha infine concluso Frongia- le Isole chiedono invece pari punti di partenza e identiche opportunità perché siano finalmente riconosciuti diritti di cittadinanza uguali per tutti gli italiani!”

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