DEDONI (Riformatori): Prezzo del latte, stop a campagna elettorale per riunire d’urgenza il Consiglio regionale

“Se davvero le forze politiche hanno a cuore il presente e il futuro della nostra terra, dovrebbero avere il coraggio di sospendere la campagna elettorale per consentire di riunire con la massima urgenza il Consiglio regionale affinché si affronti l’emergenza rappresentata dallo scandaloso calo nel prezzo del latte ovino, una sciagura che per la Sardegna è pari a una calamità naturale di portata epocale”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni.
“Nel corso dell’ultima sessione di lavori dell’Aula, sono stato l’unico, probabilmente perché uno dei pochi consiglieri uscenti non ricandidati, che ha cercato di portare all’attenzione di una classe politica con la testa altrove il più grave problema che affligge il sistema economico isolano”, sottolinea Dedoni. “Il comparto agropastorale rappresenta la voce più importante del nostro prodotto interno lordo, abbandonare i pastori al loro destino significa lasciar andare alla deriva l’intera Sardegna, alla faccia dei proclami sbandierati sotto il naso degli elettori dai vari candidati in cerca di voti. E’ semplicemente vergognoso anche solo immaginare il latte pagato a meno di 60 centesimi e gli agnelli a poco più di due euro, eppure la politica non sta facendo nulla di concreto per affrontare una situazione esplosiva, pur avendo gli strumenti e la possibilità di farlo. Il Consiglio regionale non è disciolto, è in carica e nel pieno dei suoi poteri, pertanto non c’è alcuna ragione per cui non si debba riunire in via straordinaria per affrontare la più grave emergenza che ha colpito la nostra Isola nel corso di questa legislatura”.
“La campagna elettorale cui stiamo assistendo è a dir poco avvilente”, conclude il capogruppo. “Nessuno parla dei veri problemi che attanagliano i sardi, come il prezzo del latte o come il riconoscimento della condizione di insularità e il recupero dell’enorme mole di crediti erariali che la Sardegna vanta nei confronti dello Stato, dagli accantonamenti alle accise sui prodotti petroliferi. Piuttosto che continuare a parlare del nulla, i partiti farebbero una più bella figura se per un giorno mettessero da parte la propaganda e si riunissero per cercare risposte serie e concrete che consentano di mettere in salvo il settore trainante della nostra economia”.