DEDONI: Formazione professionale, spot elettorale della Giunta dopo cinque anni  di silenzio

“Dopo cinque anni in cui non ha mosso un dito, la Giunta regionale, a
pochi giorni dalle elezioni, sembra aver finalmente scoperto l’esistenza della formazione professionale. E lo ha fatto in pompa magna, con un gran galà in un hotel cagliaritano in cui è stata presentata la nuova offerta formativa regionale: un finanziamento di oltre 16 milioni di euro (fondi europei, perché la Regione non ha in cassa un euro nonostante abbia ‘trionfalmente risolto’ le vertenza con lo Stato su entrate e accantonamenti) per la bellezza di 300 posti, a fronte di 79 mila disoccupati conteggiati nelle statistiche ufficiali (quindi molti
di più nella realtà)”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per
l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni.
“Per cinque anni, la Giunta dei Professori ha visto la formazione
professionale come il fumo negli occhi, dall’alto di quella visione
classista che riconosce una dignità alla sola formazione accademica e che mai riuscirebbe a concepire l’esistenza di un mondo al di fuori
delle Università e di lavori per i quali non è necessaria la laurea”,
prosegue Dedoni. “Si è andati avanti nel solco inaugurato dalla giunta Soru, quando si è demolito l’intero sistema regionale della formazione, lasciando in mezzo a una strada migliaia di giovani per i quali la scelta oggi è tra la disoccupazione in Sardegna e un’emigrazione da
affrontare senza alcun bagaglio formativo spendibile. Non solo, perché si è impoverito lo stesso mercato del lavoro isolano, dove mancano numerose figure specializzate che potrebbero facilmente trovare un impiego. Per assurdo, se si dovesse finalmente realizzare la dorsale per l’approvvigionamento del metano, sarebbe necessario ‘importare’ saldatori, perché abbiamo smesso di fare formazione”.
“Una delle più grandi sfide che attende il prossimo governo
regionale è quella di ripristinare un vero sistema di formazione
professionale, che dia ai nostri giovani delle competenze reali e che
fornisca alle aziende le figure di cui hanno bisogno”, conclude il
capogruppo. “E’ una riforma indispensabile anche per arrivare finalmente ad aggredire il drammatico fenomeno della dispersione scolastica, che in questi cinque anni non è arretrato di un millimetro anche per colpa delle politiche classiste e centraliste dell’esecutivo, il quale ha eliminato la formazione professionale e chiuso le scuole nei piccoli comuni, impoverendo ulteriormente i territori e contribuendo al loro spopolamento”.